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Castello di Portovenere

Tipologia: Architetture/Castelli e fortificazioni
- Portovenere
Il castello di Portovenere Il castello di Portovenere
Il castello di Portovenere Il castello di Portovenere
La porta del borgo La porta del borgo
L'ingresso del castello L'ingresso del castello
Il castello Il castello
Il castello al tramonto Il castello al tramonto

Nel 1139 Genova per difendersi dalla minaccia Pisana riuscì a venire in possesso di Portovenere tramite i signori di Vezzano. Nel 1161 si pose mano alla riedificazione del castello preesistente, posto in posizione poco sovrastante l'antica chiesa di San Pietro, congiungendolo ad un'opera fortificatoria costituita da due torri gemelle. Si diede così il via alla espansione di un "Castrum Superior", costruito in una posizione superiore a quello "sottana" preesistente.

Nel 1242 i Pisani, nel quadro della secolare lotta tra Genova e Pisa, in azione coordinata con le forze di Uberto Pelavicino Vicario Imperiale, e già vittoriosi su Lerici, cercarono di impadronirsi anche di Porto Venere. Ci riuscirono l'anno seguente, ma nel 1254 i Genovesi tornarono in possesso del borgo.

Il castello fece successivamente parte del feudo che Nicolò Fieschi aveva costituito nel territorio spezzino dal 1272 fino al 1276, quando fu rivenduto alla Repubblica Genovese. Nel 1453 l'edificio venne demolito per opera degli stessi genovesi per far posto all'attuale fortezza, nel quadro di una complessa operazione di riammodernamento del sistema difensivo del golfo.

Nel 1492 Porto Venere subì l'attacco di Federico di Aragona, deciso ad impossessarsi del golfo della Spezia. Gli abitanti di Portovenere si opposero strenuamente ed infine ebbero la meglio i genovesi, che decisero di riprendere l'opera di ammodernamento delle strutture difensive di tutta la zona.

L'edificio venne utilizzato come sede del Podestà nei secoli XVII e XVIII e come carcere in età napoleonica, ma senza che le diverse destinazioni d'uso ne alterassero le forme architettoniche. Si può ascrivere al cinquecento la parte interna, quella seicentesca l'avvolge con forti e spesse murature completamente prive di vuoti, e trova la propria ragione nella necessità di difendere il primo apprestamento dall'uso diffuso delle artiglierie.

Dal punto di vista dei tessuti murari, si possono distinguere due tipologie prevalenti: la compagine della cinta muraria, caratterizzata da un forte spessore, ma da una scarsa accuratezza nella lavorazione e nella posa dei conci, e l'altra compagine, più antica, cinquecentesca, inglobante ancora parti medioevali, costituisce la struttura della cosiddetta Sala Ipostila.

Il castello Doria è sede di mostre d'arte sia nel periodo estivo che in quello invernale, manifestazioni culturali e teatrali si svolgono nell'arena situata nelle ampie terrazze.

Itinerari

Questo luogo appartiene all'itinerario
Castello di Portovenere
Tipologia: Architetture/Castelli e fortificazioni
Portovenere

Nel 1139 Genova per difendersi dalla minaccia Pisana riuscì a venire in possesso di Portovenere tramite i signori di Vezzano. Nel 1161 si pose mano alla riedificazione del castello preesistente, posto in posizione poco sovrastante l'antica chiesa di San Pietro, congiungendolo ad un'opera fortificatoria costituita da due torri gemelle. Si diede così il via alla espansione di un "Castrum Superior", costruito in una posizione superiore a quello "sottana" preesistente.

Nel 1242 i Pisani, nel quadro della secolare lotta tra Genova e Pisa, in azione coordinata con le forze di Uberto Pelavicino Vicario Imperiale, e già vittoriosi su Lerici, cercarono di impadronirsi anche di Porto Venere. Ci riuscirono l'anno seguente, ma nel 1254 i Genovesi tornarono in possesso del borgo.

Il castello fece successivamente parte del feudo che Nicolò Fieschi aveva costituito nel territorio spezzino dal 1272 fino al 1276, quando fu rivenduto alla Repubblica Genovese. Nel 1453 l'edificio venne demolito per opera degli stessi genovesi per far posto all'attuale fortezza, nel quadro di una complessa operazione di riammodernamento del sistema difensivo del golfo.

Nel 1492 Porto Venere subì l'attacco di Federico di Aragona, deciso ad impossessarsi del golfo della Spezia. Gli abitanti di Portovenere si opposero strenuamente ed infine ebbero la meglio i genovesi, che decisero di riprendere l'opera di ammodernamento delle strutture difensive di tutta la zona.

L'edificio venne utilizzato come sede del Podestà nei secoli XVII e XVIII e come carcere in età napoleonica, ma senza che le diverse destinazioni d'uso ne alterassero le forme architettoniche. Si può ascrivere al cinquecento la parte interna, quella seicentesca l'avvolge con forti e spesse murature completamente prive di vuoti, e trova la propria ragione nella necessità di difendere il primo apprestamento dall'uso diffuso delle artiglierie.

Dal punto di vista dei tessuti murari, si possono distinguere due tipologie prevalenti: la compagine della cinta muraria, caratterizzata da un forte spessore, ma da una scarsa accuratezza nella lavorazione e nella posa dei conci, e l'altra compagine, più antica, cinquecentesca, inglobante ancora parti medioevali, costituisce la struttura della cosiddetta Sala Ipostila.

Il castello Doria è sede di mostre d'arte sia nel periodo estivo che in quello invernale, manifestazioni culturali e teatrali si svolgono nell'arena situata nelle ampie terrazze.

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Questo luogo appartiene all'itinerario