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VILLA IMPERIALE (O DELL'ALBERO D'ORO)

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
via S. Fruttuoso 74 - 16143 Genova (GE)
Telefono: 010/505890
Fax: 0105451254
Villa Imperiale è edificata nel XV sec. per Lorenzo Cattaneo, mercante e console dei Portoghesi a Genova che negli stessi anni realizza in città il palazzo di famiglia (piazza Grillo Cattaneo 1) sul sedime di quattro case di proprietà del suo "albergo". Ignoti i progettisti del giardino e dell'edificio terminato nel suo assetto originario di villa quattrocentesca genovese con ampio portico e loggia sovrapposta già nel 1502 quando ospita il re di Francia Luigi XII. Nel '500 l'edificio è modificato colla costruzione di un atrio centrale su cui si attesta la scala che accede anche al giardino retrostante, la chiusura del porticato angolare ed una nuova loggia angolare simmetrica all'esistente; a questa fase costruttiva è ascritto l'intervento decorativo, attribuito a Luca Cambiaso e Giovan Battista Castello "il Bergamasco", che riveste le superfici interne ed esterne con elementi architettonici e figurativi (1565). Passata nel XVII sec. alla famiglia Salvago e quindi agli Imperiale, da cui prende il nome, è sopraelevata di un piano e ampliata sul retro con due ali laterali che definiscono l'attuale composizione plani-volumetrica; il giardino a monte è risistemato scenograficamente nel 1909 con scalinata monumentale e ninfeo. Acquistata nel 1920 dal Comune di Genova per essere destinata a scuola e biblioteca, dopo un pesante degrado che ha determinato addirittura nel 1994 il crollo della volta affrescata da Cambiaso, un recente restauro (1999-2004) ne ha permesso il recupero a sede della storica BibliotecaLercari.
L'edificio, composto da un corpo centrale aggettante ritmato da tre assi di finestre e due logge angolari, è considerato il primo esempio villa genovese prealessiana, alternativo al modello di Alessi in cui le logge esterne sono collocate al centro di un volume compatto perfettamente simmetrico nell'impianto e nel prospetto. In villa Imperiale la simmetria di prospetto ottenuta coll'inserimento delle due logge è contraddetta dalla posizione laterale dell'ingresso, un portico delimitato da due arcate su pilastri ottagonali coperto da una volta ad ombrello, e dalla distribuzione degli spazi interni al piano rialzato; al piano superiore la simmetria è recuperata col grande salone centrale per tutto il fronte del corpo in aggetto, funziona da elemento distributore per le logge angolari e per quella attestata in asse al cortile posteriore. L'impianto attuale ad U, assai raro in ambito genovese, è il risultato dell'aggiunta sul retro delle due ali laterali raccordate tra loro da un giardino con scalinate scenografiche. L'originaria partitura dipinta della facciata, tornata visibile dopo i restauri, è ritmata dai timpani delle finestre - spezzati o a volute con busti di ispirazione romana - alternati ad una serie serie di putti, figure ed anfore entro finte nicchie e riquadri che alleggeriscono il prospetto principale già traforato nelle logge dalle sottili colonne cerchiate.

Contesto urbano, territoriale e paesaggistico

La villa Cattaneo Imperiale è collocata a Terralba, la cosiddetta “terra d’alba” cioè terra di levante poiché vi passava l’antica “strada romana” per il levante ligure; per lungo tempo circondata da terreni coltivati a vigna e frutteto, alle pendici del colle che domina la Val Bisagno su cui è situato il Santuario della Madonna del Monte, nelle vedute prospettiche di inizio Ottocento appare ancora in posizione panoramica ai margini di un borgo densamente popolato.
Dall’inizio del XX secolo, seppure circondata da un’intensa urbanizzazione residenziale, appare ancora isolata col grande giardino circostante, unico spazio a verde pubblico del quartiere con accesso dal fondo di via dell’Albero d’oro.

Uso storico: Residenza
Uso attuale: Biblioteca civica

Apparato decorativo

Fulcro del ciclo decorativo di villa Imperiale è il grandioso affresco del salone, il capolavoro di Luca Cambiaso raffigurante “Il Ratto delle Sabine”, per il quale l’artista si avvale della collaborazione di Giovanni Battista Castello “il Bergamasco”.
Il recente restauro permette di cogliere nuovamente la composizione dei corpi ripresi di scorcio in un vorticoso movimento ed i ricercati riferimenti all’antico caratteristici di Cambiaso; l’impaginazione complessiva è lasciata al Bergamasco che utilizza le prospettive architettoniche per dare profondità alla raffigurazione centrale delimitata da cornici e riquadri in stucco e finte erme.
Nelle altre stanze si collocano interventi di minore qualità, probabilmente attribuibili alla bottega dei Calvi, con un unico intervento significativo di Andrea Ansaldo (inizi XVII sec.) ormai quasi completamente perduto.
Nelle logge l’effetto di totale immersione nella natura è ottenuto dalla perfetta rispondenza tra i grandi fornici aperti verso il giardino e gli sfondati illusivi su paesaggi di fantasia realizzati sulle pareti.
Suggestivo è l’utilizzo nella pavimentazione di una stanza e nella decorazione del grande camino in ardesia di un rivestimento a maioliche e azulejos, piastrelle in ceramica smaltata utilizzate tra XV e XVI sec. in chiese e palazzi privati, in un primo momento importate dalla Spagna ma ben presto prodotte dalle manifatture locali, testimonianza importante del legame tra la Repubblica di Genova ed il Mediterraneo.

Il parco

Il giardino antistante raggiunge il piano terra della villa a sinistra, attraverso rampe balaustrate poste in posizione asimmetrica rispetto all’edificio, una sistemazione ben diversa da quella rappresentata da Gauthier nei suoi rilievi del 1818-1822, dove l’impianto risponde ai canoni del giardino all’italiana cinquecentesco genovese: quattro rampe simmetriche d’accesso ad un’area geometricamente regolare posta in asse coll’edificio, una vasca centrale con aiuole e due viali pergolati terminanti in ninfei da cui ulteriori doppie rampe conducono alla villa.
L’attuale configurazione e l’unico ninfeo esistente fanno ipotizzare che il progetto non sia mai stato completato o che il giardino sia stato successivamente modificato secondo il gusto paesistico coll’introduzione di percorsi a tornanti, boschetti e aree a prato con piante ad alto fusto ed essenze esotiche che hanno definitivamente alterato l’impianto originario.
Nel 1909 Cesare Imperiale decide di sistemare il terreno scosceso posto tra le ali retrostanti l’edificio secondo un disegno ancora rinascimentale articolato su tre livelli dove il ninfeo centrale con fontana ed erme alternate a nicchie con statue prende a modello quello realizzato in villa Scassi a Sampierdarena.

Bibliografia

F. Alizeri, Guida illustrativa del cittadino e del forestiero per la città di Genova e sue adiacenze, Genova, 1875
M. Labò, Due ville genovesi acquistate dal Comune di Genova: Villa Cambiaso e Villa Imperiale, in “Illustrazione Italiana”, 1921
Villa Imperiale in Catalogo delle ville genovesi, Genova, 1967, pp. 336-346
F. Caraceni, Villa Imperiale di Terralba, Genova 1975 Villa Cattaneo-Imperiale a Terralba in Le ville del genovesato. Val Polcevera, Val Bisagno, il Levante, Genova, 1987, pp. 94-98
F. Mazzino, Villa Cattaneo Imperiale, Genova, 1994
L. Cogorno, Grotta di Villa Cattaneo-Imperiale, in Atlante delle grotte e dei ninfei in Italia, Milano 2002
L. Magnani, Il Tempio di Venere. Giardino e villa nella cultura genovese, Genova 1987 nuova ed. 2005, pp. 27-30
R. Pizzone, P. Parodi, S. Vassallo, I Frutti dell’albero d’oro. Villa Imperiale di Terralba. Studi e restauri anni 1999-2004, Genova 2005
G. Bruzzo – S. Odorizzi, Villa Imperiale Cattaneo, Genova, 2008

VILLA IMPERIALE (O DELL'ALBERO D'ORO)
Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
via S. Fruttuoso 74 16143 Genova (GE)
Telefono: 010/505890
Fax: 0105451254
Villa Imperiale è edificata nel XV sec. per Lorenzo Cattaneo, mercante e console dei Portoghesi a Genova che negli stessi anni realizza in città il palazzo di famiglia (piazza Grillo Cattaneo 1) sul sedime di quattro case di proprietà del suo "albergo". Ignoti i progettisti del giardino e dell'edificio terminato nel suo assetto originario di villa quattrocentesca genovese con ampio portico e loggia sovrapposta già nel 1502 quando ospita il re di Francia Luigi XII. Nel '500 l'edificio è modificato colla costruzione di un atrio centrale su cui si attesta la scala che accede anche al giardino retrostante, la chiusura del porticato angolare ed una nuova loggia angolare simmetrica all'esistente; a questa fase costruttiva è ascritto l'intervento decorativo, attribuito a Luca Cambiaso e Giovan Battista Castello "il Bergamasco", che riveste le superfici interne ed esterne con elementi architettonici e figurativi (1565). Passata nel XVII sec. alla famiglia Salvago e quindi agli Imperiale, da cui prende il nome, è sopraelevata di un piano e ampliata sul retro con due ali laterali che definiscono l'attuale composizione plani-volumetrica; il giardino a monte è risistemato scenograficamente nel 1909 con scalinata monumentale e ninfeo. Acquistata nel 1920 dal Comune di Genova per essere destinata a scuola e biblioteca, dopo un pesante degrado che ha determinato addirittura nel 1994 il crollo della volta affrescata da Cambiaso, un recente restauro (1999-2004) ne ha permesso il recupero a sede della storica BibliotecaLercari.
L'edificio, composto da un corpo centrale aggettante ritmato da tre assi di finestre e due logge angolari, è considerato il primo esempio villa genovese prealessiana, alternativo al modello di Alessi in cui le logge esterne sono collocate al centro di un volume compatto perfettamente simmetrico nell'impianto e nel prospetto. In villa Imperiale la simmetria di prospetto ottenuta coll'inserimento delle due logge è contraddetta dalla posizione laterale dell'ingresso, un portico delimitato da due arcate su pilastri ottagonali coperto da una volta ad ombrello, e dalla distribuzione degli spazi interni al piano rialzato; al piano superiore la simmetria è recuperata col grande salone centrale per tutto il fronte del corpo in aggetto, funziona da elemento distributore per le logge angolari e per quella attestata in asse al cortile posteriore. L'impianto attuale ad U, assai raro in ambito genovese, è il risultato dell'aggiunta sul retro delle due ali laterali raccordate tra loro da un giardino con scalinate scenografiche. L'originaria partitura dipinta della facciata, tornata visibile dopo i restauri, è ritmata dai timpani delle finestre - spezzati o a volute con busti di ispirazione romana - alternati ad una serie serie di putti, figure ed anfore entro finte nicchie e riquadri che alleggeriscono il prospetto principale già traforato nelle logge dalle sottili colonne cerchiate.

Contesto urbano, territoriale e paesaggistico

La villa Cattaneo Imperiale è collocata a Terralba, la cosiddetta “terra d’alba” cioè terra di levante poiché vi passava l’antica “strada romana” per il levante ligure; per lungo tempo circondata da terreni coltivati a vigna e frutteto, alle pendici del colle che domina la Val Bisagno su cui è situato il Santuario della Madonna del Monte, nelle vedute prospettiche di inizio Ottocento appare ancora in posizione panoramica ai margini di un borgo densamente popolato.
Dall’inizio del XX secolo, seppure circondata da un’intensa urbanizzazione residenziale, appare ancora isolata col grande giardino circostante, unico spazio a verde pubblico del quartiere con accesso dal fondo di via dell’Albero d’oro.

Uso storico: Residenza
Uso attuale: Biblioteca civica

Apparato decorativo

Fulcro del ciclo decorativo di villa Imperiale è il grandioso affresco del salone, il capolavoro di Luca Cambiaso raffigurante “Il Ratto delle Sabine”, per il quale l’artista si avvale della collaborazione di Giovanni Battista Castello “il Bergamasco”.
Il recente restauro permette di cogliere nuovamente la composizione dei corpi ripresi di scorcio in un vorticoso movimento ed i ricercati riferimenti all’antico caratteristici di Cambiaso; l’impaginazione complessiva è lasciata al Bergamasco che utilizza le prospettive architettoniche per dare profondità alla raffigurazione centrale delimitata da cornici e riquadri in stucco e finte erme.
Nelle altre stanze si collocano interventi di minore qualità, probabilmente attribuibili alla bottega dei Calvi, con un unico intervento significativo di Andrea Ansaldo (inizi XVII sec.) ormai quasi completamente perduto.
Nelle logge l’effetto di totale immersione nella natura è ottenuto dalla perfetta rispondenza tra i grandi fornici aperti verso il giardino e gli sfondati illusivi su paesaggi di fantasia realizzati sulle pareti.
Suggestivo è l’utilizzo nella pavimentazione di una stanza e nella decorazione del grande camino in ardesia di un rivestimento a maioliche e azulejos, piastrelle in ceramica smaltata utilizzate tra XV e XVI sec. in chiese e palazzi privati, in un primo momento importate dalla Spagna ma ben presto prodotte dalle manifatture locali, testimonianza importante del legame tra la Repubblica di Genova ed il Mediterraneo.

Il parco

Il giardino antistante raggiunge il piano terra della villa a sinistra, attraverso rampe balaustrate poste in posizione asimmetrica rispetto all’edificio, una sistemazione ben diversa da quella rappresentata da Gauthier nei suoi rilievi del 1818-1822, dove l’impianto risponde ai canoni del giardino all’italiana cinquecentesco genovese: quattro rampe simmetriche d’accesso ad un’area geometricamente regolare posta in asse coll’edificio, una vasca centrale con aiuole e due viali pergolati terminanti in ninfei da cui ulteriori doppie rampe conducono alla villa.
L’attuale configurazione e l’unico ninfeo esistente fanno ipotizzare che il progetto non sia mai stato completato o che il giardino sia stato successivamente modificato secondo il gusto paesistico coll’introduzione di percorsi a tornanti, boschetti e aree a prato con piante ad alto fusto ed essenze esotiche che hanno definitivamente alterato l’impianto originario.
Nel 1909 Cesare Imperiale decide di sistemare il terreno scosceso posto tra le ali retrostanti l’edificio secondo un disegno ancora rinascimentale articolato su tre livelli dove il ninfeo centrale con fontana ed erme alternate a nicchie con statue prende a modello quello realizzato in villa Scassi a Sampierdarena.

Bibliografia

F. Alizeri, Guida illustrativa del cittadino e del forestiero per la città di Genova e sue adiacenze, Genova, 1875
M. Labò, Due ville genovesi acquistate dal Comune di Genova: Villa Cambiaso e Villa Imperiale, in “Illustrazione Italiana”, 1921
Villa Imperiale in Catalogo delle ville genovesi, Genova, 1967, pp. 336-346
F. Caraceni, Villa Imperiale di Terralba, Genova 1975 Villa Cattaneo-Imperiale a Terralba in Le ville del genovesato. Val Polcevera, Val Bisagno, il Levante, Genova, 1987, pp. 94-98
F. Mazzino, Villa Cattaneo Imperiale, Genova, 1994
L. Cogorno, Grotta di Villa Cattaneo-Imperiale, in Atlante delle grotte e dei ninfei in Italia, Milano 2002
L. Magnani, Il Tempio di Venere. Giardino e villa nella cultura genovese, Genova 1987 nuova ed. 2005, pp. 27-30
R. Pizzone, P. Parodi, S. Vassallo, I Frutti dell’albero d’oro. Villa Imperiale di Terralba. Studi e restauri anni 1999-2004, Genova 2005
G. Bruzzo – S. Odorizzi, Villa Imperiale Cattaneo, Genova, 2008