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COMPLESSO MOLITORIO SEC. XVII

Tipologia: Architetture/Architetture civili
STRADA ANTICA DI MONTI 16 - 16035 Rapallo (GE)
Telefono: 0185/56952; 331/4432141
Vicino alla frazione di San Maurizio di Monti, troviamo un gruppetto di costruzioni antiche formanti un "Complesso Molitorio di grande interesse storico e d'arte materiale" (da una perizia dell'Ing. Arch. A. Pucci in data 27/09/2001). Si tratta di quattro edifici in pietra locale posti su tre livelli, ognuno di dimensioni diverse, destinate una all'uso di frantoio per le olive, che con dizione locale si chiama " çopressa", due all'uso di mulini (l'uno per il grano e l'altro per le castagne). L'ultima, la più piccola, è per i reflui della spremitura. Al frantoio per le olive è destinato l'edificio più grande posto in fregio alla strada mulattiera. Si tratta di una costruzione seicentesca rimaneggiata agli inizi del novecento e certo anche recentemente. E' rimasta tuttavia la struttura precedente che si riconosce nei materiali e nelle linee costruttive: gli angoli della fabbrica ben intessuti, lo sporto di gronda ancora in " ciappe" d'ardesia ed un grande arcone interno in pietra che consente un'unica grande sala per la lavorazione delle olive. All'interno del frantoio, la grande vasca rotonda in pietra, ben composta, su cui è la ruota macinatrice che girava sulle olive, il " puieu" dove si riscaldava l'acqua per le successive spremiture, il grande camino, il grande mantice, l'enorme torchio con l' "alberetto" e le due vasche in ardesia per la raccolta dell'olio costituiscono le presenze necessarie all'antico lavoro Il pavimento del piano terra costituiva il solaio di calpestio del piano superiore che era certamente l'abitazione del gestore. Il complesso molitorio era infatti un'antica aziendina che lavorava per conto terzi in cambio di denaro o di parte del prodotto. All'esterno è ancora il canaletto artificiale che, derivato dal torrente in posizione di quota più elevata, è stato portato a formare le cascatelle che cadendo sulle pale facevano girare le ruote. A lato della " çopressa", con interposta la cascatella e la ruota più grande, c'è l'edificio del mulino del grano. Fu indubbiamente un'idea economica per utilizzare al meglio l'energia creata dalla ruota che, con un meccanismo d'aggancio e sgancio, distribuiva a giudizio il movimento al frantoio od al mulino. Si tratta di un edificio più piccolo, anch'esso in pietra, costituito da un piano e mezzo che permetteva l'uso di impalcati per carico e scarico di granaglie e relativa farina. Il tetto è a due falde: una è costituita in " ciappe" d'ardesia, l'altra in tegole di cotto " marsigliesi" con lo sporto di gronda in " ciappe" che fa supporre un parziale rifacimento in economia nei primi del novecento. Più in alto si trova il terzo edificio rustico che era adibito a mulino per le castagne. E' l'edificio posto più in alto per lasciar recuperare velocità all'acqua ad uso dei due mulini più in basso. Anche questo edificio è in pietra locale a conci irregolari e riscagliati come per i precedenti edifici. L'energia per il funzionamento di questo mulino derivava da una ruota lignea collocata lateralmente all'edificio e posta lungo il percorso del canaletto artificiale alimentante anche la più grande ruota sottostante. Un'iscrizione, subito sotto il colmo del tetto del lato di ponente, reca la dizione " 1720": probabilmente una ristrutturazione.Una quarta costruzione in pietra, molto piccola e con il tetto in ciappe, è situata al di sotto del frantoio per le olive. E' la "casetta da moia", ovvero il punto di raccolta dei reflui della spremitura della polpa di olive. Costitutita da un vano unico, ha i muri riscagliati in pietra e basati sul letto del torrente. Il frantoio ed i mulini hanno funzionato nell'immediato dopo guerra (anni 40). La difficoltà di accesso ed il ricorso a macchinari elettrici hanno poi causato un rapido abbandono

Luoghi d'arte collegati

MUSEO CIVILTA' CONTADINA "CAP. G.PENDOLA"
Sull'antica strada che porta a San Maurizio di Monti a Rapallo si trova un complesso molitorio divenuto una sede museale di grande interesse per la storia della cultura materiale locale.
Di proprietà della famiglia Pendola, il frantoio e il mulino per il grano sono stati recentemente adibiti a piccolo museo di cultura contadina e dichiarati di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
COMPLESSO MOLITORIO SEC. XVII
Tipologia: Architetture/Architetture civili
STRADA ANTICA DI MONTI 16 16035 Rapallo (GE)
Telefono: 0185/56952; 331/4432141
Vicino alla frazione di San Maurizio di Monti, troviamo un gruppetto di costruzioni antiche formanti un "Complesso Molitorio di grande interesse storico e d'arte materiale" (da una perizia dell'Ing. Arch. A. Pucci in data 27/09/2001). Si tratta di quattro edifici in pietra locale posti su tre livelli, ognuno di dimensioni diverse, destinate una all'uso di frantoio per le olive, che con dizione locale si chiama " çopressa", due all'uso di mulini (l'uno per il grano e l'altro per le castagne). L'ultima, la più piccola, è per i reflui della spremitura. Al frantoio per le olive è destinato l'edificio più grande posto in fregio alla strada mulattiera. Si tratta di una costruzione seicentesca rimaneggiata agli inizi del novecento e certo anche recentemente. E' rimasta tuttavia la struttura precedente che si riconosce nei materiali e nelle linee costruttive: gli angoli della fabbrica ben intessuti, lo sporto di gronda ancora in " ciappe" d'ardesia ed un grande arcone interno in pietra che consente un'unica grande sala per la lavorazione delle olive. All'interno del frantoio, la grande vasca rotonda in pietra, ben composta, su cui è la ruota macinatrice che girava sulle olive, il " puieu" dove si riscaldava l'acqua per le successive spremiture, il grande camino, il grande mantice, l'enorme torchio con l' "alberetto" e le due vasche in ardesia per la raccolta dell'olio costituiscono le presenze necessarie all'antico lavoro Il pavimento del piano terra costituiva il solaio di calpestio del piano superiore che era certamente l'abitazione del gestore. Il complesso molitorio era infatti un'antica aziendina che lavorava per conto terzi in cambio di denaro o di parte del prodotto. All'esterno è ancora il canaletto artificiale che, derivato dal torrente in posizione di quota più elevata, è stato portato a formare le cascatelle che cadendo sulle pale facevano girare le ruote. A lato della " çopressa", con interposta la cascatella e la ruota più grande, c'è l'edificio del mulino del grano. Fu indubbiamente un'idea economica per utilizzare al meglio l'energia creata dalla ruota che, con un meccanismo d'aggancio e sgancio, distribuiva a giudizio il movimento al frantoio od al mulino. Si tratta di un edificio più piccolo, anch'esso in pietra, costituito da un piano e mezzo che permetteva l'uso di impalcati per carico e scarico di granaglie e relativa farina. Il tetto è a due falde: una è costituita in " ciappe" d'ardesia, l'altra in tegole di cotto " marsigliesi" con lo sporto di gronda in " ciappe" che fa supporre un parziale rifacimento in economia nei primi del novecento. Più in alto si trova il terzo edificio rustico che era adibito a mulino per le castagne. E' l'edificio posto più in alto per lasciar recuperare velocità all'acqua ad uso dei due mulini più in basso. Anche questo edificio è in pietra locale a conci irregolari e riscagliati come per i precedenti edifici. L'energia per il funzionamento di questo mulino derivava da una ruota lignea collocata lateralmente all'edificio e posta lungo il percorso del canaletto artificiale alimentante anche la più grande ruota sottostante. Un'iscrizione, subito sotto il colmo del tetto del lato di ponente, reca la dizione " 1720": probabilmente una ristrutturazione.Una quarta costruzione in pietra, molto piccola e con il tetto in ciappe, è situata al di sotto del frantoio per le olive. E' la "casetta da moia", ovvero il punto di raccolta dei reflui della spremitura della polpa di olive. Costitutita da un vano unico, ha i muri riscagliati in pietra e basati sul letto del torrente. Il frantoio ed i mulini hanno funzionato nell'immediato dopo guerra (anni 40). La difficoltà di accesso ed il ricorso a macchinari elettrici hanno poi causato un rapido abbandono

Luoghi d'arte collegati

MUSEO CIVILTA' CONTADINA "CAP. G.PENDOLA"
Sull'antica strada che porta a <strong>San Maurizio di Monti</strong> a Rapallo si trova un<strong> complesso molitorio </strong>divenuto una sede museale di grande interesse per la storia della <strong>cultura materiale</strong> locale. <br /> Di proprietà della <strong>famiglia Pendola</strong>, il frantoio e il mulino per il grano sono stati recentemente adibiti a piccolo museo di cultura contadina e dichiarati di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.