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CASTELLO DI SAN GIORGIO

Tipologia: Architetture/Castelli e fortificazioni
VIA XXVII MARZO SNC - 19121 La Spezia (SP)
Telefono: 0187/751142
Fax: 0187/751142
Le mura La scalinata
Una delle porte Una delle porte
La scalinata La scalinata
Il castello visto dal mare Il castello visto dal mare
Il castello visto dal mare Il castello visto dal mare
Il Castello di San Giorgio risulta a tutt'oggi il monumento maggiormente rappresentativo della vicenda storica della città della Spezia. Posto su un piccolo rilievo chiamato il Poggio, dominante l'abitato di formazione basso medievale, ha conosciuto numerose fasi di edificazione. Nel 1262 Nicolò Fieschi, guelfo fuoriuscito dalla Repubblica di Genova, ne iniziò la costruzione nel tentativo di rafforzare il suo dominio sul territorio spezzino. Alcuni anni più tardi dovette, però, arrendersi ai genovesi e, nel 1273, Oberto Doria, riconquistando Spezia, incendiò il borgo e distrusse il castello. Nel 1276 Nicolò Fieschi dovette cedere anche i feudi rivieraschl e dell'entroterra alla Repubblica Genovese che stabilizzò il proprio dominio su tutta la Liguria. Dopo alterne vicende si assiste, alla fine del XlV secolo, alla riedificazione del castello sui resti del precedente e alla costruzione delle nuove mura difensive, arricchite da cinque torri e cinque porte. Le lotte tra i Genovesi e i Visconti portarono, nel 1443, a ricostruire il tracciato delle mura, includendo la cattedrale all'interno della cinta, nell'intento di salvarla dal saccheggio delle truppe viscontee di Niccolò Piccinino, e all'aggiunta di un corpo a valle del castello per predisporlo all'utilizzo delle armi da fuoco, mentre nel 1554 si da' inizio ai lavori di edificazione di un'importante opera difensiva chiamata La Bastia, i cui resti sono recentemente riaffiorati, e ad una totale riqualificazione della parte sommitale dell'edificio. Nel 1607 prendono avvio gli interventi che consegnano il castello alla sua forma definitiva, a seguito dell'importante intervento di riqualificazione del sistema difensivo del Golfo ad opera della Repubblica di Genova. Ulteriori modifiche furono apportate in età napoleonica, ma senza alterare forma e struttura. L'attuale aspetto evidenzia nella parte superiore del castello tessuti murari medioevali inglobati in strutture successive. Un elemento a pianta quadrata di 5,50 metri di lato, si ritiene possa essere la torre del primitivo apprestamento altomedievale, probabilmente il maschio del sistema difensivo. La cinta muraria trecentesca, realizzata in conci di pietra disposti a filaretto con elementi angolari squadrati di maggiori dimensioni, comprensive di sottili feritoie verticali per arcieri, è tuttora parzialmente visibile. Il castello conservò la facies medioevale fino alla metà del Quattrocento quando, con l'introduzione delle artiglierie, iniziarono ad essere costruite murature di forte spessore, di minore accuratezza costruttiva, con profilo a scarpa, caratterizzate da feritoie per armi da fuoco per il tiro radente. Gli ambienti interni, coperti con volte, datano ai primi del 1600, periodo in cui fu aumentata la resistenza passiva alla caduta del proiettili da bombarda mediante il riempimento dei muri perimetrali con terra bagnata bene battuta. I due bastioni maggiormente esposti, ad est e nord-ovest, furono interamente rivestiti con un nuovo apparato murario tuttora osservabile. Sotto l'ingresso del castello, in corrispondenza della parte più antica del complesso, sono visibili i resti del battiponte, situati nello spazio a verde antistante. Oggi è sede del Museo Civico Archeologico Ubaldo Formentini.
CASTELLO DI SAN GIORGIO
Tipologia: Architetture/Castelli e fortificazioni
VIA XXVII MARZO SNC 19121 La Spezia (SP)
Telefono: 0187/751142
Fax: 0187/751142
Il Castello di San Giorgio risulta a tutt'oggi il monumento maggiormente rappresentativo della vicenda storica della città della Spezia. Posto su un piccolo rilievo chiamato il Poggio, dominante l'abitato di formazione basso medievale, ha conosciuto numerose fasi di edificazione. Nel 1262 Nicolò Fieschi, guelfo fuoriuscito dalla Repubblica di Genova, ne iniziò la costruzione nel tentativo di rafforzare il suo dominio sul territorio spezzino. Alcuni anni più tardi dovette, però, arrendersi ai genovesi e, nel 1273, Oberto Doria, riconquistando Spezia, incendiò il borgo e distrusse il castello. Nel 1276 Nicolò Fieschi dovette cedere anche i feudi rivieraschl e dell'entroterra alla Repubblica Genovese che stabilizzò il proprio dominio su tutta la Liguria. Dopo alterne vicende si assiste, alla fine del XlV secolo, alla riedificazione del castello sui resti del precedente e alla costruzione delle nuove mura difensive, arricchite da cinque torri e cinque porte. Le lotte tra i Genovesi e i Visconti portarono, nel 1443, a ricostruire il tracciato delle mura, includendo la cattedrale all'interno della cinta, nell'intento di salvarla dal saccheggio delle truppe viscontee di Niccolò Piccinino, e all'aggiunta di un corpo a valle del castello per predisporlo all'utilizzo delle armi da fuoco, mentre nel 1554 si da' inizio ai lavori di edificazione di un'importante opera difensiva chiamata La Bastia, i cui resti sono recentemente riaffiorati, e ad una totale riqualificazione della parte sommitale dell'edificio. Nel 1607 prendono avvio gli interventi che consegnano il castello alla sua forma definitiva, a seguito dell'importante intervento di riqualificazione del sistema difensivo del Golfo ad opera della Repubblica di Genova. Ulteriori modifiche furono apportate in età napoleonica, ma senza alterare forma e struttura. L'attuale aspetto evidenzia nella parte superiore del castello tessuti murari medioevali inglobati in strutture successive. Un elemento a pianta quadrata di 5,50 metri di lato, si ritiene possa essere la torre del primitivo apprestamento altomedievale, probabilmente il maschio del sistema difensivo. La cinta muraria trecentesca, realizzata in conci di pietra disposti a filaretto con elementi angolari squadrati di maggiori dimensioni, comprensive di sottili feritoie verticali per arcieri, è tuttora parzialmente visibile. Il castello conservò la facies medioevale fino alla metà del Quattrocento quando, con l'introduzione delle artiglierie, iniziarono ad essere costruite murature di forte spessore, di minore accuratezza costruttiva, con profilo a scarpa, caratterizzate da feritoie per armi da fuoco per il tiro radente. Gli ambienti interni, coperti con volte, datano ai primi del 1600, periodo in cui fu aumentata la resistenza passiva alla caduta del proiettili da bombarda mediante il riempimento dei muri perimetrali con terra bagnata bene battuta. I due bastioni maggiormente esposti, ad est e nord-ovest, furono interamente rivestiti con un nuovo apparato murario tuttora osservabile. Sotto l'ingresso del castello, in corrispondenza della parte più antica del complesso, sono visibili i resti del battiponte, situati nello spazio a verde antistante. Oggi è sede del Museo Civico Archeologico Ubaldo Formentini.