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Complesso monastico di San Fruttuoso di Capodimonte

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Camogli
Il monastero visto dal mare Il monastero visto dal mare
Il monastero Il monastero
Un particolare Un particolare
L'interno L'interno
L'interno L'interno
L'interno L'interno
Un particolare visto dalla spiaggia Un particolare visto dalla spiaggia
Antico mulino inserito nel complesso Antico mulino inserito nel complesso

L'attuale complesso abbaziale sorge in un'insenatura della baia di Capodimonte protetta dalle scogliere del monte di Portofino. Il primo insediamento religioso risalirebbe all'VIII secolo quando Prospero, vescovo di Tarragona, vi ha trasferito le ceneri di San Fruttuoso (711).

Gravemente danneggiato dalle incursioni saracene, il nucleo monastico viene ricostruito alla fine del X secolo per opera dei Benedettini. Nel XIII secolo i Doria hanno fatto costruire la nuova ala del convento nel quale sono sepolti diversi membri della nobile famiglia.

L'abbazia ha subito numerosi rimaneggiamenti successivi, l'ultimo dei quali causato da una frana avvenuta nel 1915 in seguito ad un violento nubifragio che ha mutilato la facciata e la prima campata, ricostruita più all'interno in corrispondenza dei primi due pilastri. L'interno è caratterizzato da una pianta a tre navate suddivise da pilastri raccordati da archi a tutto sesto, mentre la copertura è a volte a botte che si trasformano a crociera nella zona presbiteriale.

La cupola circolare che si apre nell'ultima campata, esternamente è rivestita dalla forma ottagonale della torre con cella campanaria. Il chiostro che si trova a un livello inferiore a quello dell'abbazia, è composto da due piani sovrapposti di logge: quella inferiore è la più antica e poggia su colonne in marmo incise con decorazioni a spirale e capitelli scolpiti a motivi zoomorfi e fitomorfi. Dal 1983 è proprietà del Fondo per l'Ambiente Italiano (F.A.I.)

Complesso monastico di San Fruttuoso di Capodimonte
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Camogli

L'attuale complesso abbaziale sorge in un'insenatura della baia di Capodimonte protetta dalle scogliere del monte di Portofino. Il primo insediamento religioso risalirebbe all'VIII secolo quando Prospero, vescovo di Tarragona, vi ha trasferito le ceneri di San Fruttuoso (711).

Gravemente danneggiato dalle incursioni saracene, il nucleo monastico viene ricostruito alla fine del X secolo per opera dei Benedettini. Nel XIII secolo i Doria hanno fatto costruire la nuova ala del convento nel quale sono sepolti diversi membri della nobile famiglia.

L'abbazia ha subito numerosi rimaneggiamenti successivi, l'ultimo dei quali causato da una frana avvenuta nel 1915 in seguito ad un violento nubifragio che ha mutilato la facciata e la prima campata, ricostruita più all'interno in corrispondenza dei primi due pilastri. L'interno è caratterizzato da una pianta a tre navate suddivise da pilastri raccordati da archi a tutto sesto, mentre la copertura è a volte a botte che si trasformano a crociera nella zona presbiteriale.

La cupola circolare che si apre nell'ultima campata, esternamente è rivestita dalla forma ottagonale della torre con cella campanaria. Il chiostro che si trova a un livello inferiore a quello dell'abbazia, è composto da due piani sovrapposti di logge: quella inferiore è la più antica e poggia su colonne in marmo incise con decorazioni a spirale e capitelli scolpiti a motivi zoomorfi e fitomorfi. Dal 1983 è proprietà del Fondo per l'Ambiente Italiano (F.A.I.)