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Santuario di Nostra Signora di Montallegro

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Rapallo
Il santuario Il santuario
Il santuario Il santuario
L'interno L'interno

Dal santuario, che si erge in mezzo ai boschi di castagni, roveri e faggi, si gode una splendida vista panoramica su tutto l'arco del Tigullio. Il primitivo edificio risale al XVI secolo: secondo la tradizione il 2 luglio 1557 sulle balze di Ponzema, nel sestriere di Borzoli, la Madonna è apparsa al contadino Giovanni Chichiziola di Canevale.

Sul luogo dell'Apparizione veniva trovato un piccolo dipinto dove era apparsa la Vergine, appoggiato a una roccia dalla quale scaturiva miracolosamente una vivida sorgente. La preziosa icona di stile greco-bizantino che raffigura il transito di Maria e il mistero della Santissima Trinità, ora conservata in una ancona d'argento del 1743, viene portata a Rapallo ma, dopo miracolosi spostamenti, ritorna sul luogo dell'apparizione.

La chiesa si presenta attualmente a navata unica con cappelle laterali; gli affreschi ottocenteschi del catino absidale sono del pittore ligure Nicolo Barabino, mentre la facciata dell'edificio è più recente. Gli ex voto raccolti nel santuario sono numerosi e soprattutto di ispirazione marinara. 

Il più antico è una tavoletta d'argento offerta nel 1574 dal capitano Nicolo de Allegretis di Ragusa, l'odierna Dubrovnik in Croazia, per un evitato naufragio al largo di Monterosso. A questo ex voto è legato un episodio significativo: il capitano, entrato coi suoi marinai nel santuario per offrire il voto, avrebbe riconosciuto nel quadretto la sacra immagine scomparsa dalla chiesa di Ragusa. Il Senato della Repubblica di Genova ha consegnato l'icona al capitano, ma la preziosa tavola sarebbe ritornata misteriosamente al santuario e, da allora, vi è rimasta definitivamente.

Santuario di Nostra Signora di Montallegro
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Rapallo

Dal santuario, che si erge in mezzo ai boschi di castagni, roveri e faggi, si gode una splendida vista panoramica su tutto l'arco del Tigullio. Il primitivo edificio risale al XVI secolo: secondo la tradizione il 2 luglio 1557 sulle balze di Ponzema, nel sestriere di Borzoli, la Madonna è apparsa al contadino Giovanni Chichiziola di Canevale.

Sul luogo dell'Apparizione veniva trovato un piccolo dipinto dove era apparsa la Vergine, appoggiato a una roccia dalla quale scaturiva miracolosamente una vivida sorgente. La preziosa icona di stile greco-bizantino che raffigura il transito di Maria e il mistero della Santissima Trinità, ora conservata in una ancona d'argento del 1743, viene portata a Rapallo ma, dopo miracolosi spostamenti, ritorna sul luogo dell'apparizione.

La chiesa si presenta attualmente a navata unica con cappelle laterali; gli affreschi ottocenteschi del catino absidale sono del pittore ligure Nicolo Barabino, mentre la facciata dell'edificio è più recente. Gli ex voto raccolti nel santuario sono numerosi e soprattutto di ispirazione marinara. 

Il più antico è una tavoletta d'argento offerta nel 1574 dal capitano Nicolo de Allegretis di Ragusa, l'odierna Dubrovnik in Croazia, per un evitato naufragio al largo di Monterosso. A questo ex voto è legato un episodio significativo: il capitano, entrato coi suoi marinai nel santuario per offrire il voto, avrebbe riconosciuto nel quadretto la sacra immagine scomparsa dalla chiesa di Ragusa. Il Senato della Repubblica di Genova ha consegnato l'icona al capitano, ma la preziosa tavola sarebbe ritornata misteriosamente al santuario e, da allora, vi è rimasta definitivamente.