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Palazzo Spinola a Pietrabissara

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
- Isola del Cantone
Palazzo Spinola Palazzo Spinola

Pietrabissara, ultimo borgo della valle, è situato in mezzo a strette gole erose dallo Scrivia, dove autostrada, ferrovia, strada statale e fiume marcano fortemente il paesaggio. Il paese si è sviluppato sul versante sinistro del torrente, dove tra le case emerge la figura semplice del seicentesco Palazzo Spinola, fondato dal marchese Luciano Spinola, feudatario di Dernice e Pietrabissara, nonché Serenissimo Doge di Genova.

Eretto nel 1648 secondo lo stile dei palazzi nobiliari del tempo, lungo quella che allora era poco più che una mulattiera. L'apertura della strada regia, nei primi anni dell'Ottocento, ha modificato l'assetto urbanistico in maniera radicale ed il palazzo, esaurita la sua funzione di residenza nobiliare, è stato destinato ad usi diversi. Dopo aver attraversato un lungo periodo d'abbandono è stato acquistato dal Professor Lorenzo Tacchella che ha dato luogo ad un restauro esemplare, riscoprendo gli elementi architettonici originali, valorizzando i vari materiali e provvedendo ad un arredamento consono dei locali.

Attualmente il palazzo è sede del Centro di Studi Storici e Storico Ecclesiastici, l'Accademia Olubrense, che trae il nome dalla dizione latina Olubria, ovvero Scrivia. Questa fondazione, unica nel suo genere, si occupa principalmente di ricerche storiche sia internazionali che locali.

Palazzo Spinola a Pietrabissara
Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
Isola del Cantone

Pietrabissara, ultimo borgo della valle, è situato in mezzo a strette gole erose dallo Scrivia, dove autostrada, ferrovia, strada statale e fiume marcano fortemente il paesaggio. Il paese si è sviluppato sul versante sinistro del torrente, dove tra le case emerge la figura semplice del seicentesco Palazzo Spinola, fondato dal marchese Luciano Spinola, feudatario di Dernice e Pietrabissara, nonché Serenissimo Doge di Genova.

Eretto nel 1648 secondo lo stile dei palazzi nobiliari del tempo, lungo quella che allora era poco più che una mulattiera. L'apertura della strada regia, nei primi anni dell'Ottocento, ha modificato l'assetto urbanistico in maniera radicale ed il palazzo, esaurita la sua funzione di residenza nobiliare, è stato destinato ad usi diversi. Dopo aver attraversato un lungo periodo d'abbandono è stato acquistato dal Professor Lorenzo Tacchella che ha dato luogo ad un restauro esemplare, riscoprendo gli elementi architettonici originali, valorizzando i vari materiali e provvedendo ad un arredamento consono dei locali.

Attualmente il palazzo è sede del Centro di Studi Storici e Storico Ecclesiastici, l'Accademia Olubrense, che trae il nome dalla dizione latina Olubria, ovvero Scrivia. Questa fondazione, unica nel suo genere, si occupa principalmente di ricerche storiche sia internazionali che locali.