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Santuario di Nostra Signora della Guardia

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Ceranesi
Il santuario visto dal basso Il santuario visto dal basso
Il santuario Il santuario
L'interno L'interno

Il santuario, nei secoli il luogo più venerato dai genovesi, sorge sulla cima del monte Figogna a più di ottocento metri sul livello del mare. La denominazione "Guardia" deriva dalla torre di avvistamento che esisteva sulla sommità del monte per segnalare l'arrivo di nemici. Un antico documento del 1530 attribuisce al XV secolo la costruzione della prima cappella, in seguito a due apparizioni della Madonna a Benedetto Pareto, contadino di Livellato.

La prima apparizione sarebbe avvenuta il 29 agosto del 1490 sul pendio del Monte Figogna; la seconda si sarebbe verificata pochi giorni dopo a casa dell'uomo infermo in seguito ad una grave caduta, ma subito miracolosamente guarito. Grazie alle offerte degli abitanti di tutta la vallata, in poco tempo si porta a compimento la costruzione della primitiva cappella, ma l'ampia diffusione del culto della Madonna di Figogna rende necessaria l'erezione di un struttura più ampia (1528-1530): la chiesa nuova, a tre navate, dotata di un altare maggiore e quattro altari laterali, viene costruita, in pozione appena più elevata.

Nei secoli successivi il santuario subisce ulteriori modifiche ed ampliamenti (1634, 1742, 1822). La costruzione di un nuovo santuario inizia nel 1857, ma a chiesa quasi ultimata (1865), la Commissione ne ordina la totale demolizione (1865-1868): di quest'edificio rimane l'altare maggiore (XVI secolo) custodito nell'attuale sacrestia. Solo nel 1868 si possono riprendere i lavori su progetto dell'architetto Luigi Bisi.

Il nuovo santuario viene inaugurato nel 1890, in occasione del cinquecentesimo anniversario dell'apparizione della Madonna a Benedetto Pareto. La chiesa in stile rinascimentale, con pregevoli vetrate istoriate, è a croce latina, a tre navate divise da quattro arcate, con cupola ottagonale (37 metri) impostata su quattro pilastri al centro del transetto. Dietro l'altare maggiore, scolpito da Angelo Ortelli e poi sostituito dall'altare monumentale disegnato da Raffaello Salvatori, troneggia nell'edicola marmorea opera di Antonio Ricchini (1899), la statua lignea della Madonna della Guardia: la statua viene scolpita da Antonio Canepa nel 1894 su modello di quella eseguita per il santuario di Velva.

Gli affreschi della chiesa, dei pittori G.B.Semino, L. Arzuffi, Antonio Giuseppe Santagata, rappresentano l'Apparizione ed episodi della vita della Vergine. Una torre campanaria (1893-1900) di 45 metri, munita di dieci campane, sovrasta la chiesa. Due sono le cappellette delle apparizioni: la prima, edificata verso la fine del XVI secolo sull'abitazione di Benedetto Pareto; l'altra, costruita su un declivio poco prima di giungere al santuario, dove la Vergine sarebbe apparsa per la prima volta, rifatta in forma rotonda nel 1850 e più volte restaurata (1914, 1930), custodisce al suo interno la statua marmorea della Madonna che era prima sull'altare maggiore della vecchia chiesa.

In occasione del Giubileo del Duemila dopo i lavori per l'ingrandimento dell'abside e del coro (1960-1966) e il restauro della facciata (1968), il santuario subisce tutta una serie di ristrutturazioni e cambiamenti, soprattutto infrastrutturali, per la creazione di spazi di ospitalità per pellegrini, ammalati e visitatori.

 

Santuario di Nostra Signora della Guardia
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Ceranesi

Il santuario, nei secoli il luogo più venerato dai genovesi, sorge sulla cima del monte Figogna a più di ottocento metri sul livello del mare. La denominazione "Guardia" deriva dalla torre di avvistamento che esisteva sulla sommità del monte per segnalare l'arrivo di nemici. Un antico documento del 1530 attribuisce al XV secolo la costruzione della prima cappella, in seguito a due apparizioni della Madonna a Benedetto Pareto, contadino di Livellato.

La prima apparizione sarebbe avvenuta il 29 agosto del 1490 sul pendio del Monte Figogna; la seconda si sarebbe verificata pochi giorni dopo a casa dell'uomo infermo in seguito ad una grave caduta, ma subito miracolosamente guarito. Grazie alle offerte degli abitanti di tutta la vallata, in poco tempo si porta a compimento la costruzione della primitiva cappella, ma l'ampia diffusione del culto della Madonna di Figogna rende necessaria l'erezione di un struttura più ampia (1528-1530): la chiesa nuova, a tre navate, dotata di un altare maggiore e quattro altari laterali, viene costruita, in pozione appena più elevata.

Nei secoli successivi il santuario subisce ulteriori modifiche ed ampliamenti (1634, 1742, 1822). La costruzione di un nuovo santuario inizia nel 1857, ma a chiesa quasi ultimata (1865), la Commissione ne ordina la totale demolizione (1865-1868): di quest'edificio rimane l'altare maggiore (XVI secolo) custodito nell'attuale sacrestia. Solo nel 1868 si possono riprendere i lavori su progetto dell'architetto Luigi Bisi.

Il nuovo santuario viene inaugurato nel 1890, in occasione del cinquecentesimo anniversario dell'apparizione della Madonna a Benedetto Pareto. La chiesa in stile rinascimentale, con pregevoli vetrate istoriate, è a croce latina, a tre navate divise da quattro arcate, con cupola ottagonale (37 metri) impostata su quattro pilastri al centro del transetto. Dietro l'altare maggiore, scolpito da Angelo Ortelli e poi sostituito dall'altare monumentale disegnato da Raffaello Salvatori, troneggia nell'edicola marmorea opera di Antonio Ricchini (1899), la statua lignea della Madonna della Guardia: la statua viene scolpita da Antonio Canepa nel 1894 su modello di quella eseguita per il santuario di Velva.

Gli affreschi della chiesa, dei pittori G.B.Semino, L. Arzuffi, Antonio Giuseppe Santagata, rappresentano l'Apparizione ed episodi della vita della Vergine. Una torre campanaria (1893-1900) di 45 metri, munita di dieci campane, sovrasta la chiesa. Due sono le cappellette delle apparizioni: la prima, edificata verso la fine del XVI secolo sull'abitazione di Benedetto Pareto; l'altra, costruita su un declivio poco prima di giungere al santuario, dove la Vergine sarebbe apparsa per la prima volta, rifatta in forma rotonda nel 1850 e più volte restaurata (1914, 1930), custodisce al suo interno la statua marmorea della Madonna che era prima sull'altare maggiore della vecchia chiesa.

In occasione del Giubileo del Duemila dopo i lavori per l'ingrandimento dell'abside e del coro (1960-1966) e il restauro della facciata (1968), il santuario subisce tutta una serie di ristrutturazioni e cambiamenti, soprattutto infrastrutturali, per la creazione di spazi di ospitalità per pellegrini, ammalati e visitatori.