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Palazzo Gambaro

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
- Genova

L'antico palazzo viene costruito tra il 1558 e il 1564 per Pantaleo Spinola, su progetto dell'architetto genovese Bernardo Spazio, ma proseguito poi da Pietro Orsolino fino alla fine dei lavori. Successivamente il palazzo passa in proprietà ai Cambiaso.
Nel corso del XVII secolo l'edificio viene sostanzialmente modificato, invertendo l'organizzazione spaziale degli ambienti: pur mantenendo lo scalone originale, la costruzione viene allungata verso il nuovo giardino pensile con ninfeo a "rissoeu".

La decorazione pittorica degli interni è in parte affidata ai fratelli Carlone, ma il gioiello è rappresentato dal ciclo realizzato attorno al 1665 da Domenico Piola, insieme al quadraturista Paolo Brozzi, specialista in quadrature prospettiche.

L'edificio, sito all'inizio di via Garibaldi, l'antica Strada Nuova, presenta una facciata dalle linee molto semplici, movimentata dal ritmo delle finestre, dall'aggetto dei balconi e da un imponente portale, attribuito allo scultore comasco Giovanni Orsolino e sormontato da due statue marmoree, allegoria della Vigilanza e della Prudenza.

Il piano terreno è riccamente affrescato con episodi biblici realizzati nei primi decenni del Seicento dai Giovanni e Giovanni Battista Carlone. Da segnalare la pregevole bussola a vetri, realizzata in forme Déco (1923). Un elegante scalone porta nel salone del piano nobile, caratterizzato da una volta affrescata con un soggetto mitologico raffigurante l'offerta a Giove delle chiavi del tempio di Giano.

L'affresco è stato eseguito, a fine Seicento, da Domenico Piola e da Paolo Brozzi. Da questo salone si accede alla terrazza con ninfeo, dove un tempo si trovava il celebre gruppo marmoreo raffigurante il Rapimento di Elena, uno dei capolavori della scultura barocca eseguito da Pierre Puget e oggi conservato nel Museo di Sant'Agostino.

L'edificio è oggi sede di una banca.

Palazzo Gambaro
Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
Genova

L'antico palazzo viene costruito tra il 1558 e il 1564 per Pantaleo Spinola, su progetto dell'architetto genovese Bernardo Spazio, ma proseguito poi da Pietro Orsolino fino alla fine dei lavori. Successivamente il palazzo passa in proprietà ai Cambiaso.
Nel corso del XVII secolo l'edificio viene sostanzialmente modificato, invertendo l'organizzazione spaziale degli ambienti: pur mantenendo lo scalone originale, la costruzione viene allungata verso il nuovo giardino pensile con ninfeo a "rissoeu".

La decorazione pittorica degli interni è in parte affidata ai fratelli Carlone, ma il gioiello è rappresentato dal ciclo realizzato attorno al 1665 da Domenico Piola, insieme al quadraturista Paolo Brozzi, specialista in quadrature prospettiche.

L'edificio, sito all'inizio di via Garibaldi, l'antica Strada Nuova, presenta una facciata dalle linee molto semplici, movimentata dal ritmo delle finestre, dall'aggetto dei balconi e da un imponente portale, attribuito allo scultore comasco Giovanni Orsolino e sormontato da due statue marmoree, allegoria della Vigilanza e della Prudenza.

Il piano terreno è riccamente affrescato con episodi biblici realizzati nei primi decenni del Seicento dai Giovanni e Giovanni Battista Carlone. Da segnalare la pregevole bussola a vetri, realizzata in forme Déco (1923). Un elegante scalone porta nel salone del piano nobile, caratterizzato da una volta affrescata con un soggetto mitologico raffigurante l'offerta a Giove delle chiavi del tempio di Giano.

L'affresco è stato eseguito, a fine Seicento, da Domenico Piola e da Paolo Brozzi. Da questo salone si accede alla terrazza con ninfeo, dove un tempo si trovava il celebre gruppo marmoreo raffigurante il Rapimento di Elena, uno dei capolavori della scultura barocca eseguito da Pierre Puget e oggi conservato nel Museo di Sant'Agostino.

L'edificio è oggi sede di una banca.