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Antica loggia del Comune

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
- Dolcedo
La loggia La loggia
La loggia La loggia

Sulla sponda destra del Torrente Prino si trova la zona nota come "Suttu Munte", con la loggia del Comune costruita alla metà del Seicento, quando Dolcedo ha ottenuto l'autonomia comunale. La loggia ospita il "Banco della Ragione" meglio conservato di tutto il Ponente: vi sono murate misure di lunghezza dette canne e cannelle e alcune misure di capacità per l'olio e il vino concesse al comune di Dolcedo nel 1613.

Tali misure testimoniano l'intensa attività commerciale che ha caratterizzato Dolcedo, e in particolare il nucleo di Piazza, dal tardo Medioevo al Sei-Settecento. A Piazza si svolgevano fiere e mercati dove si vendevano soprattutto cuoi di Barberia, vino, olio e panni. Sulle misure sono ancora visibili le iscrizioni, scolpite a fianco dello stemma della Repubblica di Genova: PRO COMM. S. THOMAE LOCI DULCEDI, con l'anno 1613 e l'indicazione delle capacita: MEZA BARILE DE VINO (equivalente a 55,80 litri) e QUARTO DE OLIO (20,80 litri), indici di riferimento per le misurazioni ufficiali durante i giorni di mercato.

Le canne servivano invece per misurare l'arboju, ossia l'arbasino, il ruvido panno tessuto dagli artigiani del luogo.
Il toponimo "Suttu Munte", cioè "sotto il monte", è legato all'esistenza del Monte di Pietà, istituito a Dolcedo nel 1504 e attivo fino al 1863: le famiglie benestanti di Dolcedo erano invitate a versare due pinte di olio, fichi, fagioli e vino, per sostenere la comunita intera e far fruttare un buon capitale.
Dalla loggia del Comune si accede alla piazzetta, pavimentata in ciottoli policromi, della parrocchiale di San Tommaso Apostolo.

Antica loggia del Comune
Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
Dolcedo

Sulla sponda destra del Torrente Prino si trova la zona nota come "Suttu Munte", con la loggia del Comune costruita alla metà del Seicento, quando Dolcedo ha ottenuto l'autonomia comunale. La loggia ospita il "Banco della Ragione" meglio conservato di tutto il Ponente: vi sono murate misure di lunghezza dette canne e cannelle e alcune misure di capacità per l'olio e il vino concesse al comune di Dolcedo nel 1613.

Tali misure testimoniano l'intensa attività commerciale che ha caratterizzato Dolcedo, e in particolare il nucleo di Piazza, dal tardo Medioevo al Sei-Settecento. A Piazza si svolgevano fiere e mercati dove si vendevano soprattutto cuoi di Barberia, vino, olio e panni. Sulle misure sono ancora visibili le iscrizioni, scolpite a fianco dello stemma della Repubblica di Genova: PRO COMM. S. THOMAE LOCI DULCEDI, con l'anno 1613 e l'indicazione delle capacita: MEZA BARILE DE VINO (equivalente a 55,80 litri) e QUARTO DE OLIO (20,80 litri), indici di riferimento per le misurazioni ufficiali durante i giorni di mercato.

Le canne servivano invece per misurare l'arboju, ossia l'arbasino, il ruvido panno tessuto dagli artigiani del luogo.
Il toponimo "Suttu Munte", cioè "sotto il monte", è legato all'esistenza del Monte di Pietà, istituito a Dolcedo nel 1504 e attivo fino al 1863: le famiglie benestanti di Dolcedo erano invitate a versare due pinte di olio, fichi, fagioli e vino, per sostenere la comunita intera e far fruttare un buon capitale.
Dalla loggia del Comune si accede alla piazzetta, pavimentata in ciottoli policromi, della parrocchiale di San Tommaso Apostolo.