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Oratorio della Confraternita di San Giacomo (Levanto)

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Levanto
La facciata L'oratorio della Confraternita di San Giacomo
L'altare Un fregio

L'Oratorio di San Giacomo, posto in Salita San Giacomo, venne edificato verso la fine del XVI secolo, l'edificio  fu consacrato il 23 giugno 1600 dal Vescovo diocesano di Luni Sarzana Giovanni Battista Salvago che concesse al sodalizio il privilegio di seppellirvi i confratelli defunti. La Confraternita di San Giacomo risaliva alla fine dell'XV secolo, il primo documento che ne cita la presenza risale infatti al 1409. Inizialmente  la compagnia venne ospitata nella Chiesa di Nostra Signora della Costa., la più antica Chiesa  di Levanto, addirittura antecedente la parrocchiale di Sant'Andrea e fin dall'origine legata ai fasti della famiglia Da Passano, solennemente donata alla comunità da Giò Gioacchino Da Passano nel 1528. Negli ultimi tre lustri del sedicesimo secolo i confratelli  di San Giacomo si dedicarono all’edificazione di una nuova sede costruita  su un terreno concesso  dai Marchesi Da Passano, adiacente al preesistente edificio sacro.

L’impresa venne condotta in porto con le risorse alimentate da questue e dal lavoro dei confratelli. Sul portale dell'oratorio venne murato un bassorilievo in marmo di scuola lombarda dei primi decenni del XV secolo, probabilmente proveniente dalla vicina antica chiesa della Costa, oggi ancora in collocazione originale raffigurante al centro Cristo in Croce tra la Vergine e San Giovanni, sulla sinistra San Giacomo e sulla destra i disciplinanti.    

L'edificio è ad unica navata con ampio coro e sedili posti lungo i tre lati, realizzati nel XVII secolo, restaurati in fasi successive nel XVIII e nel XIX secolo. Gli scranni a destra e sinistra dell’ingresso venivano riservati alle alte cariche del sodalizio, priori e consiglieri. L’edificio è dotato di tre altari, quello di destra è dedicato a San Giacomo e quello di sinistra al Santissimo Crocifisso. Nel 1759, i nobili fratelli Faraggiana, membri insigni della confraternita, fecero dono del terreno retrostante che consentì di  allungare il  coro, a cui fece seguito l’acquisto di un primo organo del quale si conservano parzialmente le  balaustre settecentesche. Nel XVIII secolo l’edificio si arricchì  di arredi e suppellettili, l’altare di sinistra venne dedicato alla Beata Vergine di Soviore, meta dal 1745 di devoto pellegrinaggio, nella sovrastante nicchia è ospitato un gruppo marmoreo  raffigurante Maria Addolorata, San Gregorio Magno e Sant’Agostino databile al XVI secolo. Nel XIX secolo l’Oratorio venne dotato di nuove opere e arredi, nel 1823 venne acquistato un imponente dipinto raffigurante San Giacomo Matamoros recentemente restaurato di lì a poco nel 1827 l’oratorio venne dotato di un importante organo del maestro pistoiese Agati, restaurato nel 2007.  L'Inventario del 1811  fatto in occasione dello scioglimento della Confraternita segnala i due quadri posti ai lati dell’altare maggiore raffiguranti San Paolo e San Pietro. Negli anni tra il 1872 e il 1875 venne demolita  la chiesa di San Nicola del soppresso Convento degli Agostiniani di Levanto e da lì  furono trasferiti in San Giacomo quattro grandi quadri che raffigurano Sant'Agostino,  San Gerolamo, San Gregorio Magno, il quarto potrebbe essere San Francesco di Sales, risalenti al XVIII secolo. Recentemente è stata restaurata la facciata e il grande affresco raffigurante San Giacomo Matamoros.

Oratorio della Confraternita di San Giacomo (Levanto)
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Levanto

L'Oratorio di San Giacomo, posto in Salita San Giacomo, venne edificato verso la fine del XVI secolo, l'edificio  fu consacrato il 23 giugno 1600 dal Vescovo diocesano di Luni Sarzana Giovanni Battista Salvago che concesse al sodalizio il privilegio di seppellirvi i confratelli defunti. La Confraternita di San Giacomo risaliva alla fine dell'XV secolo, il primo documento che ne cita la presenza risale infatti al 1409. Inizialmente  la compagnia venne ospitata nella Chiesa di Nostra Signora della Costa., la più antica Chiesa  di Levanto, addirittura antecedente la parrocchiale di Sant'Andrea e fin dall'origine legata ai fasti della famiglia Da Passano, solennemente donata alla comunità da Giò Gioacchino Da Passano nel 1528. Negli ultimi tre lustri del sedicesimo secolo i confratelli  di San Giacomo si dedicarono all’edificazione di una nuova sede costruita  su un terreno concesso  dai Marchesi Da Passano, adiacente al preesistente edificio sacro.

L’impresa venne condotta in porto con le risorse alimentate da questue e dal lavoro dei confratelli. Sul portale dell'oratorio venne murato un bassorilievo in marmo di scuola lombarda dei primi decenni del XV secolo, probabilmente proveniente dalla vicina antica chiesa della Costa, oggi ancora in collocazione originale raffigurante al centro Cristo in Croce tra la Vergine e San Giovanni, sulla sinistra San Giacomo e sulla destra i disciplinanti.    

L'edificio è ad unica navata con ampio coro e sedili posti lungo i tre lati, realizzati nel XVII secolo, restaurati in fasi successive nel XVIII e nel XIX secolo. Gli scranni a destra e sinistra dell’ingresso venivano riservati alle alte cariche del sodalizio, priori e consiglieri. L’edificio è dotato di tre altari, quello di destra è dedicato a San Giacomo e quello di sinistra al Santissimo Crocifisso. Nel 1759, i nobili fratelli Faraggiana, membri insigni della confraternita, fecero dono del terreno retrostante che consentì di  allungare il  coro, a cui fece seguito l’acquisto di un primo organo del quale si conservano parzialmente le  balaustre settecentesche. Nel XVIII secolo l’edificio si arricchì  di arredi e suppellettili, l’altare di sinistra venne dedicato alla Beata Vergine di Soviore, meta dal 1745 di devoto pellegrinaggio, nella sovrastante nicchia è ospitato un gruppo marmoreo  raffigurante Maria Addolorata, San Gregorio Magno e Sant’Agostino databile al XVI secolo. Nel XIX secolo l’Oratorio venne dotato di nuove opere e arredi, nel 1823 venne acquistato un imponente dipinto raffigurante San Giacomo Matamoros recentemente restaurato di lì a poco nel 1827 l’oratorio venne dotato di un importante organo del maestro pistoiese Agati, restaurato nel 2007.  L'Inventario del 1811  fatto in occasione dello scioglimento della Confraternita segnala i due quadri posti ai lati dell’altare maggiore raffiguranti San Paolo e San Pietro. Negli anni tra il 1872 e il 1875 venne demolita  la chiesa di San Nicola del soppresso Convento degli Agostiniani di Levanto e da lì  furono trasferiti in San Giacomo quattro grandi quadri che raffigurano Sant'Agostino,  San Gerolamo, San Gregorio Magno, il quarto potrebbe essere San Francesco di Sales, risalenti al XVIII secolo. Recentemente è stata restaurata la facciata e il grande affresco raffigurante San Giacomo Matamoros.