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Ponte di Zan a Vobbia

Tipologia: Architetture/Architetture civili
- Vobbia
Il ponte Il ponte

Il Ponte di Zan attraversa il Rio Busti poco prima che le sue acque si gettino nel Vobbia circa un chilometro prima del Castello della Pietra. Nei secoli scorsi quando la valle era attraversata da persone che si muovevano a piedi o a dorso di mulo, il vecchio Ponte di Zan era necessario per continuare il proprio itinerario e raggiungere la bassa o l'alta valle, soprattutto quando il greto del Vobbia era impercorribile a causa della piena del torrente.

La datazione del ponte non è certa, né vi sono documentazioni utili per risalire alla sua costruzione: il nome "Zan", se risale alle origini medioevali, puó aiutare in questo senso. Poiché Zan é il diminutivo di "Zane ", che in genovese significa Giovanni, si puó ritenere che, unendo tradizione e storia, il costruttore del ponte possa essere stato Giovanni Malaspina marchese di Gavi, e probabilmente feudatario della zona nel XIII secolo.

La tipologia costruttiva, ad unico arco a tutto sesto, si accorda con una datazione al periodo medievale. Secondo la leggenda, invece, un castellano il cui nome doveva essere Zan o Zane incontrò il diavolo, che si offrì di costruire un ponte sul rio Busti per ovviare alle difficoltà di attraversamento: in cambio avrebbe chiesto al castellano Zan la prima anima che fosse passata di lì.

Il mattino dopo, tornato sul posto assieme al suo cane per verificare che il lavoro fosse stato ultimato, Zan fece passare il suo cane per primo sul ponte. Il diavolo non avendo digerito l'affronto sarebbe rimasto così nascosto nei pressi del ponte per molto tempo, finché un giorno il castellano Zan tornò e seppellì nei pressi del ponte un forziere con un tesoro: il diavolo fece in modo che chiunque avesse tentato di riportare alla luce il forziere venisse travolto da una frana di pietre. E così fu per molto tempo finché alcuni secoli dopo, proprio durante la costruzione della chiesa parrocchiale di Vobbia, una processione di fedeli vobbiesi si recò nel luogo in cui era seppellito il tesoro per recuperarlo.

Il diavolo si preparo a dar vita ad una nuova frana, ma il parroco cosparse il terreno nel quale si trovava seppellito il forziere con acqua santa e si fece il segno della croce. A questo punto, secondo la leggenda, si sentì un fortissimo boato e il diavolo fuggì via, liberando il luogo da quella che era una vera e propria maledizione. Purtroppo il ponte in cemento armato costruito negli anni '30 nasconde alla vista di chi percorre la strada la costruzione medievale che rimane alcuni metri più in basso rispetto alla sede stradale. Un cartello indica la sua presenza e il breve sentiero che conduce al ponte.

Ponte di Zan a Vobbia
Tipologia: Architetture/Architetture civili
Vobbia

Il Ponte di Zan attraversa il Rio Busti poco prima che le sue acque si gettino nel Vobbia circa un chilometro prima del Castello della Pietra. Nei secoli scorsi quando la valle era attraversata da persone che si muovevano a piedi o a dorso di mulo, il vecchio Ponte di Zan era necessario per continuare il proprio itinerario e raggiungere la bassa o l'alta valle, soprattutto quando il greto del Vobbia era impercorribile a causa della piena del torrente.

La datazione del ponte non è certa, né vi sono documentazioni utili per risalire alla sua costruzione: il nome "Zan", se risale alle origini medioevali, puó aiutare in questo senso. Poiché Zan é il diminutivo di "Zane ", che in genovese significa Giovanni, si puó ritenere che, unendo tradizione e storia, il costruttore del ponte possa essere stato Giovanni Malaspina marchese di Gavi, e probabilmente feudatario della zona nel XIII secolo.

La tipologia costruttiva, ad unico arco a tutto sesto, si accorda con una datazione al periodo medievale. Secondo la leggenda, invece, un castellano il cui nome doveva essere Zan o Zane incontrò il diavolo, che si offrì di costruire un ponte sul rio Busti per ovviare alle difficoltà di attraversamento: in cambio avrebbe chiesto al castellano Zan la prima anima che fosse passata di lì.

Il mattino dopo, tornato sul posto assieme al suo cane per verificare che il lavoro fosse stato ultimato, Zan fece passare il suo cane per primo sul ponte. Il diavolo non avendo digerito l'affronto sarebbe rimasto così nascosto nei pressi del ponte per molto tempo, finché un giorno il castellano Zan tornò e seppellì nei pressi del ponte un forziere con un tesoro: il diavolo fece in modo che chiunque avesse tentato di riportare alla luce il forziere venisse travolto da una frana di pietre. E così fu per molto tempo finché alcuni secoli dopo, proprio durante la costruzione della chiesa parrocchiale di Vobbia, una processione di fedeli vobbiesi si recò nel luogo in cui era seppellito il tesoro per recuperarlo.

Il diavolo si preparo a dar vita ad una nuova frana, ma il parroco cosparse il terreno nel quale si trovava seppellito il forziere con acqua santa e si fece il segno della croce. A questo punto, secondo la leggenda, si sentì un fortissimo boato e il diavolo fuggì via, liberando il luogo da quella che era una vera e propria maledizione. Purtroppo il ponte in cemento armato costruito negli anni '30 nasconde alla vista di chi percorre la strada la costruzione medievale che rimane alcuni metri più in basso rispetto alla sede stradale. Un cartello indica la sua presenza e il breve sentiero che conduce al ponte.