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Convento e chiesa della Santissima Annunziata

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Levanto
Il convento e chiesa della Santissima Annunziata Il convento e chiesa della Santissima Annunziata
Un fregio Un fregio
Un fregio Un fregio
Una lapide Una lapide
Miracolo di San Diego Miracolo di San Diego

Tutta la popolazione levantese ha contribuito alle spese di costruzione del complesso conventuale iniziato nel 1449 e progressivamente ampliato fino all'inizio del Seicento, dopo che un crollo aveva distrutto nel 1613 una parte della chiesa.

Nell'Ottocento le strutture hanno subito manomissioni che ne hanno modificato in parte l'aspetto. I restauri, effettuati tra il 1982 e il 1991, hanno ripristinato le forme architettoniche tardorinascimentali e hanno anche riportato in luce parti murarie ed affreschi della fase quattrocentesca.

La struttura è a tre navate, essenziale nelle forme sobrie tipiche degli ordini conventuali mendicanti. Il portale, originale, è sormontato da un bel bassorilievo in marmo di scuola ligure del XV secolo. All'interno si conservano alcune opere notevoli: San Giorgio che uccide il drago, dipinto su tavola del pavese Pier Francesco Sacchi dell'inizio del XVI secolo, il Miracolo di san Diego, tela di Bernardo Strozzi della metà del XVII secolo, una lastra in marmo del XV secolo raffigurante la Gloria di san Bernardino da Siena, e tre tondi serravolta della originaria chiesa quattrocentesca.

Nell'ex refettorio del convento è visibile la Cena di Emmaus di Giovanni Battista Casoni, firmata e datata 1641. Nella volta dello stesso locale gli ultimi restauri hanno portato alla luce quattro tondi affrescati con coppie di santi attribuiti a Michele da Levanto (inizio del XVI secolo), autore di codici miniati conservati in Liguria e al Castello Sforzesco di Milano.

Convento e chiesa della Santissima Annunziata
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Levanto

Tutta la popolazione levantese ha contribuito alle spese di costruzione del complesso conventuale iniziato nel 1449 e progressivamente ampliato fino all'inizio del Seicento, dopo che un crollo aveva distrutto nel 1613 una parte della chiesa.

Nell'Ottocento le strutture hanno subito manomissioni che ne hanno modificato in parte l'aspetto. I restauri, effettuati tra il 1982 e il 1991, hanno ripristinato le forme architettoniche tardorinascimentali e hanno anche riportato in luce parti murarie ed affreschi della fase quattrocentesca.

La struttura è a tre navate, essenziale nelle forme sobrie tipiche degli ordini conventuali mendicanti. Il portale, originale, è sormontato da un bel bassorilievo in marmo di scuola ligure del XV secolo. All'interno si conservano alcune opere notevoli: San Giorgio che uccide il drago, dipinto su tavola del pavese Pier Francesco Sacchi dell'inizio del XVI secolo, il Miracolo di san Diego, tela di Bernardo Strozzi della metà del XVII secolo, una lastra in marmo del XV secolo raffigurante la Gloria di san Bernardino da Siena, e tre tondi serravolta della originaria chiesa quattrocentesca.

Nell'ex refettorio del convento è visibile la Cena di Emmaus di Giovanni Battista Casoni, firmata e datata 1641. Nella volta dello stesso locale gli ultimi restauri hanno portato alla luce quattro tondi affrescati con coppie di santi attribuiti a Michele da Levanto (inizio del XVI secolo), autore di codici miniati conservati in Liguria e al Castello Sforzesco di Milano.