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Santuario di Nostra Signora di Tuscia

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Isola del Cantone
Il santuario di Nostra Signora di Tuscia Il santuario di Nostra Signora di Tuscia

Sul greto del torrente Vobbia, all'inizio della strada per Montessoro verso Vobbietta, sorge il santuario di Tuscia, tra maestosi alberi secolari. La tradizione attribuisce l'origine della devozione alla Madonna di Tuscia al 1610: il contadino Giovanbattista Mutto erige un'edicola per riporvi una statuetta della Madonna della Misericordia, senza pero chiedere permesso al barone Spinola di Montessoro, feudatario del luogo.

La tradizione narra che il barone, intervenuto per abbattere il pilone, sia caduto da cavallo, stramazzando nel greto del Tuscia, e salvandosi per miracolo abbia deciso di lasciar fare. La popolazione della zona attribuisce tuttora alla Madonna di Tuscia la protezione contro l'epidemia di colera del 1835.

La chiesetta, costruita sul luogo della primitiva edicola seicentesca che custodiva la statuetta della Madonna della Misericordia, risale al 1843: l'edificio a una sola navata ed è munito di un originale campanile con cupola a cipolla. L'ancona sull'altare racchiude l'immagine della Vergine venerata, mentre l'antica icona dell'edicola è oggi murata sulla facciata del Santuario. Intorno alla chiesa si apre un piazzale circondato da grandi alberi sul quale si svolge la sagra annuale che vede molte famiglie riunite intorno alla chiesa.

Santuario di Nostra Signora di Tuscia
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Isola del Cantone

Sul greto del torrente Vobbia, all'inizio della strada per Montessoro verso Vobbietta, sorge il santuario di Tuscia, tra maestosi alberi secolari. La tradizione attribuisce l'origine della devozione alla Madonna di Tuscia al 1610: il contadino Giovanbattista Mutto erige un'edicola per riporvi una statuetta della Madonna della Misericordia, senza pero chiedere permesso al barone Spinola di Montessoro, feudatario del luogo.

La tradizione narra che il barone, intervenuto per abbattere il pilone, sia caduto da cavallo, stramazzando nel greto del Tuscia, e salvandosi per miracolo abbia deciso di lasciar fare. La popolazione della zona attribuisce tuttora alla Madonna di Tuscia la protezione contro l'epidemia di colera del 1835.

La chiesetta, costruita sul luogo della primitiva edicola seicentesca che custodiva la statuetta della Madonna della Misericordia, risale al 1843: l'edificio a una sola navata ed è munito di un originale campanile con cupola a cipolla. L'ancona sull'altare racchiude l'immagine della Vergine venerata, mentre l'antica icona dell'edicola è oggi murata sulla facciata del Santuario. Intorno alla chiesa si apre un piazzale circondato da grandi alberi sul quale si svolge la sagra annuale che vede molte famiglie riunite intorno alla chiesa.