vai al contenuto vai al footer

Palazzo Balbi Senarega

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
- Genova

L'edificio viene costruito nel 1618 per Giacomo e Pantaleo Balbi su progetto di Bartolomeo Bianco, l'architetto comasco che progettò il taglio della Strada Nuovissima (via Balbi, 1602-1620) e quattro dei sette palazzi che costituirono poi il nuovo quartiere residenziale della potente famiglia genovese. Già alla metà del XVII secolo la costruzione viene ampliata con l'aggiunta del giardino con ninfeo e dell'ala occidentale, forse a opera di un altro architetto di Como attivo a Genova, Pier Antonio Corradi, autore del progetto di Palazzo Rosso.

Nonostante gli ampliamenti seicenteschi, il palazzo conserva una certa leggerezza di forme, anche grazie al felice raccordo fra scaloni e loggiati. Il complesso architettonico si caratterizza per il notevole e lungo fregio su tela di Domenico Fiasella e per le magnifiche decorazioni del secondo piano nobile, affrescato da Valerio Castello per Francesco Maria Balbi a partire dal 1655, e da Gregorio De Ferrari dopo il 1693, forse per l'omonimo nipote. Di Valerio Castello sono gli affreschi del soffitto del salone centrale col "Carro del Tempo"; le volte della galleria-loggia verso il giardino col "Ratto di Proserpina" e la "Caduta di Fetonte"; le due sale con "Leda" e l'allegoria della "Pace con Allegrezza e Abbondanza". Dopo la morte di Castello, avvenuta nel febbraio 1659, il lavoro fu completato da Domenico Piola ("Giove tra le Arti"). Gli affreschi della cosiddetta Galleria del "Trionfo d'Amore" (col "Carro d'Amore" e la "Lussuria" al centro della volta), la sequenza degli "Amori" mitologici lungo le pareti e l'adiacente piccola stanza dell'alcova coi "Miti d'Amore" sul soffitto, sono invece di Gregorio De Ferrari. Palazzo Balbi Senarega, danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è oggi sede di alcuni istituti dell'Università degli Studi di Genova.

Palazzo Balbi Senarega
Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
Genova

L'edificio viene costruito nel 1618 per Giacomo e Pantaleo Balbi su progetto di Bartolomeo Bianco, l'architetto comasco che progettò il taglio della Strada Nuovissima (via Balbi, 1602-1620) e quattro dei sette palazzi che costituirono poi il nuovo quartiere residenziale della potente famiglia genovese. Già alla metà del XVII secolo la costruzione viene ampliata con l'aggiunta del giardino con ninfeo e dell'ala occidentale, forse a opera di un altro architetto di Como attivo a Genova, Pier Antonio Corradi, autore del progetto di Palazzo Rosso.

Nonostante gli ampliamenti seicenteschi, il palazzo conserva una certa leggerezza di forme, anche grazie al felice raccordo fra scaloni e loggiati. Il complesso architettonico si caratterizza per il notevole e lungo fregio su tela di Domenico Fiasella e per le magnifiche decorazioni del secondo piano nobile, affrescato da Valerio Castello per Francesco Maria Balbi a partire dal 1655, e da Gregorio De Ferrari dopo il 1693, forse per l'omonimo nipote. Di Valerio Castello sono gli affreschi del soffitto del salone centrale col "Carro del Tempo"; le volte della galleria-loggia verso il giardino col "Ratto di Proserpina" e la "Caduta di Fetonte"; le due sale con "Leda" e l'allegoria della "Pace con Allegrezza e Abbondanza". Dopo la morte di Castello, avvenuta nel febbraio 1659, il lavoro fu completato da Domenico Piola ("Giove tra le Arti"). Gli affreschi della cosiddetta Galleria del "Trionfo d'Amore" (col "Carro d'Amore" e la "Lussuria" al centro della volta), la sequenza degli "Amori" mitologici lungo le pareti e l'adiacente piccola stanza dell'alcova coi "Miti d'Amore" sul soffitto, sono invece di Gregorio De Ferrari. Palazzo Balbi Senarega, danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è oggi sede di alcuni istituti dell'Università degli Studi di Genova.