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Palazzo Lomellino Podestà

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
Via Garibaldi 7 - Genova
Telefono: 010 5957060
Fax: 010 5958548

Il prestigioso palazzo di Strada Nuova, odierna via Garibaldi, viene costruito tra il 1559 e il 1569 dall'architetto lombardo Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco e da Bernardo Cantone per volere della famiglia Lomellino, una famiglia in piena ascesa economica e politica.
Il committente Nicolosio Lomellino, patrizio genovese distintosi come uno dei maggiori finanziatori della chiesa della Santissima Annunziata del Vastato dei frati Minori Francescani, aveva accumulato un'ingente fortuna investendo, insieme al fratello Francesco, nella redditizia pesca del corallo nell'isola tunisina di Tabarca.

Successivamente la proprietà passa alla famiglia Centurione (1609-1610), ai Pallavicini (1711), ai Raggi ed infine ad Andrea Podestà (1865), sindaco di Genova quasi ininterrottamente per un trentennio (dal 1866 alla morte, nel 1895), da cui è pervenuto per discendenza diretta ai Bruzzo, attuali proprietari dell'immobile.

IL PALAZZO
Palazzo Lomellino Podesta, parte del maestoso progetto di Strada Nuova, sorge sul lotto di terreno già di Luca Grimaldi, in un primo tempo acquistato dalla famiglia Gentile (1559), e inizia a prendere forma nel 1563. Nel Settecento subisce una serie di modifiche strutturali: la sistemazione dei ninfei e del giardino, l'allungamento delle ali del Palazzo.
Dopo lunghi e costosi restauri della facciata, degli stucchi e degli affreschi degli Strozzi, l'edificio è recentemente tornato al suo antico splendore, grazie alla famiglia Bruzzo, che il 21 giugno 2005 ha ricevuto l'importante riconoscimento europeo Premio Europa Unita, una specie di Oscar del patrimonio culturale, istituito per la prima volta nel 2002.

La facciata, movimentata da una ricca decorazione a stucco opera di Marcello Sparzo, si distingue dalle altre di Strada Nuova. Gli stucchi riprendono i modelli classici rivisitandoli con gusto manierista: un trionfo di erme maschili alate (cornice marcapiano del pianterreno); nastri e drappi (primo piano); ghirlande di frutta e cartigli con mascheroni ghignanti a coronamento delle finestre; figure classiche entro medaglioni ovali (secondo piano); paraste terminanti con zampe unghiate, trofei di armi appesi a lembi di stoffa.

Dal minuscolo atrio di forma ovale, impreziosito da stucchi, si accede al cortile aperto, delimitato ai lati dalle ali posteriori del palazzo.
Le terrazze sovrastano il grandioso ninfeo, fiancheggiato da due maestosi tritoni, realizzato nel Settecento su disegno di Francesco Biggi per raccordare il pian terreno con gli ariosi giardini pensili quando la famiglia Centurione decide di ampliare il giardino verso monte, eretto sfruttando il declivio della collina retrostante.

GLI AFFRESCHI
Al Seicento risalgono gli affreschi di Bernardo Strozzi, recentemente ritrovati. Curiosa la storia degli affreschi e del loro casuale ritrovamento.
Strozzi riceve l'incarico di affrescare i soffitti di tre stanze, due recamerini, la loggia al primo piano nobile e le volte dello scalone del palazzo, all'epoca proprietà di Luigi Centurione, marchese di Morsasco. A lavori conclusi, tra il proprietario e il turbolento artista scoppia una querelle economica e Centurione decide di coprire gli affreschi con l'intonaco (tranne quello nel salone principale), motivo per cui non se ne ebbe più notizia fino agli ultimi lavori.

Moltissimi anni dopo, nel 2000, gli affreschi di Bernardo Strozzi vengono scoperti "casualmente" su indicazioni della storica dell'arte americana Mary Newcome Schleier: durante un'ispezione di alcune stanze al primo piano nobile del Palazzo, che le erano state offerte in affitto in vista di un suo soggiorno di studio in città, l'esperta di seicento genovese intuisce la presenza di una volta posticcia nel salone principale prospiciente Via Garibaldi, confortata anche dal ritrovamento di documenti attestanti l'attività dello Strozzi in tale sede.
Oggi, grazie a un accurato restauro, gli affreschi sono di nuovo visibili nelle sale affrescate da Strozzi. 

Il ciclo decorativo interno, ispirato a soggetti mitologici, viene eseguito nel corso del XVIII secolo: Giacomo Antonio Boni affresca due salotti del piano nobile, illustrando il mito di Giove e la capra Amaltea; e Domenico Parodi illustra la favola di Bacco e Arianna; Lorenzo De Ferrari è autore della decorazione a stucco e ad affresco con figure di divinità sulla volta della galleria; il salone, decorato dall'Aldovrandini, è arricchito da una serie di tele con Storie di Diana, eseguite da Marcantonio Franceschini.

VISITE
Da giugno 2005, la splendida dimora di Nicolosio Lomellino apre le sue porte ai visitatori e mette in mostra tutte le sue prestigiose opere, affreschi dello Strozzi, ninfei, giardino, atri: l'apertura del Palazzo consente, per la prima volta, anche l'accesso del pubblico al giardino sul quale si eleva il "minareto" bianco eretto nel XVI secolo.

Ogni primo sabato del mese è possibile entrare in questa lussuosa residenza, dalle 10 alle 18. L'ingresso costa 4.50 Eu, la prenotazione è obbligatoria (tel. 010 5957060): la visita prevede l'accesso all'atrio e al cortile, su cui si affaccia un ninfeo; la visita degli ambienti al primo piano nobile con gli affreschi ritrovati dello Strozzi e il giardino di impianto cinquecentesco.

Una visita virtuale dell'antica dimora è disponibile sul sito www.palazzolomellino.org

Per informazioni e prenotazioni:
Segreteria Organizzativa BC Congressi
Brunella Rulfo
Telefono: 010 5957060
Fax: 010 5958548
E-mail: info@bccongressi.it

Palazzo Lomellino Podestà
Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
Via Garibaldi 7 Genova
Telefono: 010 5957060
Fax: 010 5958548

Il prestigioso palazzo di Strada Nuova, odierna via Garibaldi, viene costruito tra il 1559 e il 1569 dall'architetto lombardo Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco e da Bernardo Cantone per volere della famiglia Lomellino, una famiglia in piena ascesa economica e politica.
Il committente Nicolosio Lomellino, patrizio genovese distintosi come uno dei maggiori finanziatori della chiesa della Santissima Annunziata del Vastato dei frati Minori Francescani, aveva accumulato un'ingente fortuna investendo, insieme al fratello Francesco, nella redditizia pesca del corallo nell'isola tunisina di Tabarca.

Successivamente la proprietà passa alla famiglia Centurione (1609-1610), ai Pallavicini (1711), ai Raggi ed infine ad Andrea Podestà (1865), sindaco di Genova quasi ininterrottamente per un trentennio (dal 1866 alla morte, nel 1895), da cui è pervenuto per discendenza diretta ai Bruzzo, attuali proprietari dell'immobile.

IL PALAZZO
Palazzo Lomellino Podesta, parte del maestoso progetto di Strada Nuova, sorge sul lotto di terreno già di Luca Grimaldi, in un primo tempo acquistato dalla famiglia Gentile (1559), e inizia a prendere forma nel 1563. Nel Settecento subisce una serie di modifiche strutturali: la sistemazione dei ninfei e del giardino, l'allungamento delle ali del Palazzo.
Dopo lunghi e costosi restauri della facciata, degli stucchi e degli affreschi degli Strozzi, l'edificio è recentemente tornato al suo antico splendore, grazie alla famiglia Bruzzo, che il 21 giugno 2005 ha ricevuto l'importante riconoscimento europeo Premio Europa Unita, una specie di Oscar del patrimonio culturale, istituito per la prima volta nel 2002.

La facciata, movimentata da una ricca decorazione a stucco opera di Marcello Sparzo, si distingue dalle altre di Strada Nuova. Gli stucchi riprendono i modelli classici rivisitandoli con gusto manierista: un trionfo di erme maschili alate (cornice marcapiano del pianterreno); nastri e drappi (primo piano); ghirlande di frutta e cartigli con mascheroni ghignanti a coronamento delle finestre; figure classiche entro medaglioni ovali (secondo piano); paraste terminanti con zampe unghiate, trofei di armi appesi a lembi di stoffa.

Dal minuscolo atrio di forma ovale, impreziosito da stucchi, si accede al cortile aperto, delimitato ai lati dalle ali posteriori del palazzo.
Le terrazze sovrastano il grandioso ninfeo, fiancheggiato da due maestosi tritoni, realizzato nel Settecento su disegno di Francesco Biggi per raccordare il pian terreno con gli ariosi giardini pensili quando la famiglia Centurione decide di ampliare il giardino verso monte, eretto sfruttando il declivio della collina retrostante.

GLI AFFRESCHI
Al Seicento risalgono gli affreschi di Bernardo Strozzi, recentemente ritrovati. Curiosa la storia degli affreschi e del loro casuale ritrovamento.
Strozzi riceve l'incarico di affrescare i soffitti di tre stanze, due recamerini, la loggia al primo piano nobile e le volte dello scalone del palazzo, all'epoca proprietà di Luigi Centurione, marchese di Morsasco. A lavori conclusi, tra il proprietario e il turbolento artista scoppia una querelle economica e Centurione decide di coprire gli affreschi con l'intonaco (tranne quello nel salone principale), motivo per cui non se ne ebbe più notizia fino agli ultimi lavori.

Moltissimi anni dopo, nel 2000, gli affreschi di Bernardo Strozzi vengono scoperti "casualmente" su indicazioni della storica dell'arte americana Mary Newcome Schleier: durante un'ispezione di alcune stanze al primo piano nobile del Palazzo, che le erano state offerte in affitto in vista di un suo soggiorno di studio in città, l'esperta di seicento genovese intuisce la presenza di una volta posticcia nel salone principale prospiciente Via Garibaldi, confortata anche dal ritrovamento di documenti attestanti l'attività dello Strozzi in tale sede.
Oggi, grazie a un accurato restauro, gli affreschi sono di nuovo visibili nelle sale affrescate da Strozzi. 

Il ciclo decorativo interno, ispirato a soggetti mitologici, viene eseguito nel corso del XVIII secolo: Giacomo Antonio Boni affresca due salotti del piano nobile, illustrando il mito di Giove e la capra Amaltea; e Domenico Parodi illustra la favola di Bacco e Arianna; Lorenzo De Ferrari è autore della decorazione a stucco e ad affresco con figure di divinità sulla volta della galleria; il salone, decorato dall'Aldovrandini, è arricchito da una serie di tele con Storie di Diana, eseguite da Marcantonio Franceschini.

VISITE
Da giugno 2005, la splendida dimora di Nicolosio Lomellino apre le sue porte ai visitatori e mette in mostra tutte le sue prestigiose opere, affreschi dello Strozzi, ninfei, giardino, atri: l'apertura del Palazzo consente, per la prima volta, anche l'accesso del pubblico al giardino sul quale si eleva il "minareto" bianco eretto nel XVI secolo.

Ogni primo sabato del mese è possibile entrare in questa lussuosa residenza, dalle 10 alle 18. L'ingresso costa 4.50 Eu, la prenotazione è obbligatoria (tel. 010 5957060): la visita prevede l'accesso all'atrio e al cortile, su cui si affaccia un ninfeo; la visita degli ambienti al primo piano nobile con gli affreschi ritrovati dello Strozzi e il giardino di impianto cinquecentesco.

Una visita virtuale dell'antica dimora è disponibile sul sito www.palazzolomellino.org

Per informazioni e prenotazioni:
Segreteria Organizzativa BC Congressi
Brunella Rulfo
Telefono: 010 5957060
Fax: 010 5958548
E-mail: info@bccongressi.it