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Santuario di Nostra Signora di Pia

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Finale Ligure
Il santuario Il santuario

Il primo documento che riferisca di una cappella dedicata alla Madonna è del 1140. Tuttavia la presenza di una chiesa vera e propria è attestata solo nel 1302. Di tale chiesa non avanzano che alcuni archi a sesto acuto e il bel campanile ancora intatto del XIII secolo a sette piani di bifore, con archi tondi lavorati ciascuno in un solo blocco con colonnine e capitelli in pietra del Finale.

Nel 1477, sotto il Marchese Galeotto del Carretto veniva decisa la costruzione, accanto alla chiesa, di un monastero affidato ai Benedettini della Congregazione di Monte Oliveto. Nell'ultimo scorcio del secolo il convento si è ingrandito con la costruzione del primo chiostro in pietra del Finale. Al principio del 1700 su disegno di Gerolamo Veneziano detto il Fontanetta, originario di Noli, la chiesa veniva ricostruita ad una sola navata seguendo i canoni dell'architettura barocca.

Il monastero custodisce la veneratissima tavola della Vergine con il Bambino di Nicolò Da Voltri databile tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV e varie opere d'arte che risalgono al periodo più fiorente del complesso religioso: tre gruppi in terracotta della scuola dei Della Robbia, Vergine allattante col Bambino, la Pietà, la Vergine col Bambino e San Giovanni Battista; il grande tabernacolo del XV secolo con la Crocifissione e quattro Santi.

I monaci olivetani sono rimasti a Finalpia per tre secoli, fino al 1799 quando l'ordine è stato soppresso in seguito alle disposizioni napoleoniche. Dopo alterni avvicendamenti tra secolari, olivetani e cassinensi, nel 1905 il monastero è stato definitivamente restituito ai monaci sublacensi che vi risiedono tuttora.

Santuario di Nostra Signora di Pia
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Finale Ligure

Il primo documento che riferisca di una cappella dedicata alla Madonna è del 1140. Tuttavia la presenza di una chiesa vera e propria è attestata solo nel 1302. Di tale chiesa non avanzano che alcuni archi a sesto acuto e il bel campanile ancora intatto del XIII secolo a sette piani di bifore, con archi tondi lavorati ciascuno in un solo blocco con colonnine e capitelli in pietra del Finale.

Nel 1477, sotto il Marchese Galeotto del Carretto veniva decisa la costruzione, accanto alla chiesa, di un monastero affidato ai Benedettini della Congregazione di Monte Oliveto. Nell'ultimo scorcio del secolo il convento si è ingrandito con la costruzione del primo chiostro in pietra del Finale. Al principio del 1700 su disegno di Gerolamo Veneziano detto il Fontanetta, originario di Noli, la chiesa veniva ricostruita ad una sola navata seguendo i canoni dell'architettura barocca.

Il monastero custodisce la veneratissima tavola della Vergine con il Bambino di Nicolò Da Voltri databile tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV e varie opere d'arte che risalgono al periodo più fiorente del complesso religioso: tre gruppi in terracotta della scuola dei Della Robbia, Vergine allattante col Bambino, la Pietà, la Vergine col Bambino e San Giovanni Battista; il grande tabernacolo del XV secolo con la Crocifissione e quattro Santi.

I monaci olivetani sono rimasti a Finalpia per tre secoli, fino al 1799 quando l'ordine è stato soppresso in seguito alle disposizioni napoleoniche. Dopo alterni avvicendamenti tra secolari, olivetani e cassinensi, nel 1905 il monastero è stato definitivamente restituito ai monaci sublacensi che vi risiedono tuttora.