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Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Andora
La chiesa dei Santi Giacomo e Filippo La chiesa dei Santi Giacomo e Filippo
L'abside L'abside

Poco distante dalla porta-torre campanaria di Andora (XIII secolo) sorge la chiesa dei santi Giacomo e Filippo (a Gésa de Castellu), in cima a un colle in posizione dominante sulla val Merula: come la torre è costruita in pietra di Capo Mele, ed è un notevole esempio di tardo romanico ligure. La chiesa, denominata anche "la gemma" per la stupenda facciata in pietre a vista e per l'interno completamente in pietra munito di poderose colonne rotonde, viene costruita nella seconda metà del XIII secolo.

In seguito all'ingrandimento portato a termine attorno alla metà del XIV secolo, la costruzione assume l'attuale aspetto romanico-gotico. Nel 1903 la chiesa viene restaurata da Alfredo D'Andrade. L'edificio è caratterizzato da una pianta basilicale a tre navate e tre absidi: le navate presentano archi ogivali sorretti da colonne massicce e scolpite.

Esternamente, la grande arcata del portale a tutto sesto è sormontata da una polifora centrale. Tre pilastri ottagonali e cinque piccole colonne con capitelli cubici decorati fungono da elementi portanti. Forma, particolari ed elementi strutturali fanno pensare che il progetto sia stato realizzato dagli stessi architetti della cattedrale di Albenga.

Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Andora

Poco distante dalla porta-torre campanaria di Andora (XIII secolo) sorge la chiesa dei santi Giacomo e Filippo (a Gésa de Castellu), in cima a un colle in posizione dominante sulla val Merula: come la torre è costruita in pietra di Capo Mele, ed è un notevole esempio di tardo romanico ligure. La chiesa, denominata anche "la gemma" per la stupenda facciata in pietre a vista e per l'interno completamente in pietra munito di poderose colonne rotonde, viene costruita nella seconda metà del XIII secolo.

In seguito all'ingrandimento portato a termine attorno alla metà del XIV secolo, la costruzione assume l'attuale aspetto romanico-gotico. Nel 1903 la chiesa viene restaurata da Alfredo D'Andrade. L'edificio è caratterizzato da una pianta basilicale a tre navate e tre absidi: le navate presentano archi ogivali sorretti da colonne massicce e scolpite.

Esternamente, la grande arcata del portale a tutto sesto è sormontata da una polifora centrale. Tre pilastri ottagonali e cinque piccole colonne con capitelli cubici decorati fungono da elementi portanti. Forma, particolari ed elementi strutturali fanno pensare che il progetto sia stato realizzato dagli stessi architetti della cattedrale di Albenga.