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Teatro comunale Chiabrera

Tipologia: Architetture/Architetture civili
- Savona

Il teatro comunale, intitolato a Gabriello Chiabrera, è fulcro monumentale di piazza Diaz, la piazza nella quale, in epoca medievale, sorgeva la porta San Giovanni e dalla quale partivano le strade per l'entroterra.

L'edificio è stato costruito tra il 1850 e il 1853 su progetto del messinese Carlo Falconieri. La facciata è in stile neoclassico, con due ordini di colonne, doriche nel portico e ioniche nella loggia. Le statue e i rilievi sono stati eseguiti da Santo Varni, Antonio Brilla e G. B. Frumento. Nel timpano compare un bassorilievo che raffigura Gabriello Chiabrera che consegna il poema Amedeide a Carlo Emanuele I.

Egrave; stato inaugurato il primo ottobre 1853 con l'opera Attila di Verdi, dal 1883 è interamente di proprieta comunale. All'interno vi erano quattro ordini, di cui tre a palchetti, sostituiti a meta del Novecento da quattro balconate che possono ospitare circa settecento posti. Per tutta la seconda meta dell'Ottocento e la prima meta del Novecento è stato teatro d'opera e di prosa, con la gestione affidata ad impresari.

Dopo una lunga chiusura, per tutti gli anni Cinquanta, dal 1967, il Comune ne ha assunto la gestione diretta che tuttora mantiene con programmi di spettacoli musicali e teatrali, di prosa, nonché l'organizzazione del teatro-ragazzi per la scuola dell'obbligo, tra cui anche le scuole materne.

Teatro comunale Chiabrera
Tipologia: Architetture/Architetture civili
Savona

Il teatro comunale, intitolato a Gabriello Chiabrera, è fulcro monumentale di piazza Diaz, la piazza nella quale, in epoca medievale, sorgeva la porta San Giovanni e dalla quale partivano le strade per l'entroterra.

L'edificio è stato costruito tra il 1850 e il 1853 su progetto del messinese Carlo Falconieri. La facciata è in stile neoclassico, con due ordini di colonne, doriche nel portico e ioniche nella loggia. Le statue e i rilievi sono stati eseguiti da Santo Varni, Antonio Brilla e G. B. Frumento. Nel timpano compare un bassorilievo che raffigura Gabriello Chiabrera che consegna il poema Amedeide a Carlo Emanuele I.

Egrave; stato inaugurato il primo ottobre 1853 con l'opera Attila di Verdi, dal 1883 è interamente di proprieta comunale. All'interno vi erano quattro ordini, di cui tre a palchetti, sostituiti a meta del Novecento da quattro balconate che possono ospitare circa settecento posti. Per tutta la seconda meta dell'Ottocento e la prima meta del Novecento è stato teatro d'opera e di prosa, con la gestione affidata ad impresari.

Dopo una lunga chiusura, per tutti gli anni Cinquanta, dal 1967, il Comune ne ha assunto la gestione diretta che tuttora mantiene con programmi di spettacoli musicali e teatrali, di prosa, nonché l'organizzazione del teatro-ragazzi per la scuola dell'obbligo, tra cui anche le scuole materne.