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Pieve di Sant'Ambrogio

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Uscio
La pieve La pieve

La pieve romanica di Sant'Ambrogio dell'XI-XII secolo si ricollega alla presenza dei Vescovi della Chiesa milanese costretti a riparare in Liguria nel periodo longobardo. Faceva parte, insieme con le pievi di Recco, Camogli e Rapallo, di un'antica arimannia della Diocesi milanese. L'edificio ha mantenuto le sue caratteristiche originarie, della tradizione costruttiva lombarda, come testimoniano la facciata, la planimetria a tre navate, le basse colonne in ardesia, e i motivi decorativi a denti di sega del timpano, di cui rimangono tracce dopo la trasformazione strutturale avvenuta agli inizi del XVIII secolo.

Nel Settecento, dopo lo sfondamento dell'antica abside è stato creato un nuovo presbiterio con coro semicircolare mentre l'originaria copertura in legno viene coperta da una falsa volta lunettata in caniccio. Sulle pareti laterali 16 monofore lasciano penetrare la luce. Il campanile in facciata occupa la prima campata ed è di matrice lombarda. Nella pieve è conservata una statua di Sant'Ambrogio in legno policromo, datata al XV secolo.

Nel 1893-1895, su progetto dell'architetto genovese Camillo Galliano, alla sinistra dell'antica pieve e comunicante con essa attraverso la sagrestia, viene eretta la nuova e più vasta parrocchiale di Sant'Ambrogio, ad aula unica, ricca di statue e ornamenti in stucco, nonché impreziosita da undici altari in marmo e da una volta affrescata. Nella nuova parrocchiale viene risistemata parte dell'apparato decorativo barocco della vecchia chiesa, come la Madonna dei Sette Dolori attribuita ad Anton Maria Maragliano.

Pieve di Sant'Ambrogio
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Uscio

La pieve romanica di Sant'Ambrogio dell'XI-XII secolo si ricollega alla presenza dei Vescovi della Chiesa milanese costretti a riparare in Liguria nel periodo longobardo. Faceva parte, insieme con le pievi di Recco, Camogli e Rapallo, di un'antica arimannia della Diocesi milanese. L'edificio ha mantenuto le sue caratteristiche originarie, della tradizione costruttiva lombarda, come testimoniano la facciata, la planimetria a tre navate, le basse colonne in ardesia, e i motivi decorativi a denti di sega del timpano, di cui rimangono tracce dopo la trasformazione strutturale avvenuta agli inizi del XVIII secolo.

Nel Settecento, dopo lo sfondamento dell'antica abside è stato creato un nuovo presbiterio con coro semicircolare mentre l'originaria copertura in legno viene coperta da una falsa volta lunettata in caniccio. Sulle pareti laterali 16 monofore lasciano penetrare la luce. Il campanile in facciata occupa la prima campata ed è di matrice lombarda. Nella pieve è conservata una statua di Sant'Ambrogio in legno policromo, datata al XV secolo.

Nel 1893-1895, su progetto dell'architetto genovese Camillo Galliano, alla sinistra dell'antica pieve e comunicante con essa attraverso la sagrestia, viene eretta la nuova e più vasta parrocchiale di Sant'Ambrogio, ad aula unica, ricca di statue e ornamenti in stucco, nonché impreziosita da undici altari in marmo e da una volta affrescata. Nella nuova parrocchiale viene risistemata parte dell'apparato decorativo barocco della vecchia chiesa, come la Madonna dei Sette Dolori attribuita ad Anton Maria Maragliano.