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Santuario della Madonna del Dragnone

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Zignago
Il monte Dragnone Il monte Dragnone

Il santuario intitolato alla Natività della Madonna sorge, circondato da prati e boschi, a oltre mille metri di quota, sulla vetta del monte Dragnone, già adibito nell'Età del Ferro ad area sacra. Le sue origini sembrano collegate alla chiesa benedettina di Serò, cella monastica dipendente da Leno, caduta in abbandono prima del XV secolo.

Si racconta che la scelta del sito sia stata determinata da un gruppo di Benedettini fuggiti da Luni: i monaci si sarebbero insediati sull'altipiano insegnando agli abitanti della valle l'agricoltura. La tradizione racconta anche della costruzione miracolosa del santuario; le pietre e altro materiale da costruzione faticosamente portati dai fedeli e lasciate la sera a metà strada, sarebbero state miracolosamente trovate al mattino in cima al monte Dragnone.

Un'altra tradizione identifica nella deformazione di una roccia, a metà strada tra la cappelletta di Pieve ed il Santuario, l'impronta dello zoccolo del diavolo, messo in fuga dall'intervento della Vergine. Il Libro dei Conti dell'Archivio parrocchiale documenta l'esistenza già nel 1568 di un edificio più antico dell'attuale chiesa, completata nel 1863 nelle forme odierne: unica navata con due altari laterali, dedicati a Sant' Anna e a San Giovanni Battista.

Nella nicchia al di sopra dell'altare maggiore si conserva una colossale statua marmorea della Madonna, scolpita nell'Ottocento a imitazione di quella del Santuario di Loreto.

Santuario della Madonna del Dragnone
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Zignago

Il santuario intitolato alla Natività della Madonna sorge, circondato da prati e boschi, a oltre mille metri di quota, sulla vetta del monte Dragnone, già adibito nell'Età del Ferro ad area sacra. Le sue origini sembrano collegate alla chiesa benedettina di Serò, cella monastica dipendente da Leno, caduta in abbandono prima del XV secolo.

Si racconta che la scelta del sito sia stata determinata da un gruppo di Benedettini fuggiti da Luni: i monaci si sarebbero insediati sull'altipiano insegnando agli abitanti della valle l'agricoltura. La tradizione racconta anche della costruzione miracolosa del santuario; le pietre e altro materiale da costruzione faticosamente portati dai fedeli e lasciate la sera a metà strada, sarebbero state miracolosamente trovate al mattino in cima al monte Dragnone.

Un'altra tradizione identifica nella deformazione di una roccia, a metà strada tra la cappelletta di Pieve ed il Santuario, l'impronta dello zoccolo del diavolo, messo in fuga dall'intervento della Vergine. Il Libro dei Conti dell'Archivio parrocchiale documenta l'esistenza già nel 1568 di un edificio più antico dell'attuale chiesa, completata nel 1863 nelle forme odierne: unica navata con due altari laterali, dedicati a Sant' Anna e a San Giovanni Battista.

Nella nicchia al di sopra dell'altare maggiore si conserva una colossale statua marmorea della Madonna, scolpita nell'Ottocento a imitazione di quella del Santuario di Loreto.