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Ponte della Maddalena

Tipologia: Architetture/Architetture civili
- Lavagna
Il ponte Il ponte
Il ponte Il ponte

Il Ponte, a sei arcate e lungo 250 metri, che mette in comunicazione Chiavari e Lavagna a partire dall'inizio del XIII secolo, è detto della Maddalena. Probabilmente già nel XII secolo esisteva un ponte in legno, detto del mare dedicato a Sant'Erasmo, patrono dei marinai. Ma la struttura attuale è stata voluta da Ugone Fieschi, padre del futuro Papa Innocenzo IV, per garantire un'adeguata comunicazione tra Lavagna e Chiavari e con l'entroterra.

Non si conosce la data precisa di costruzione, ma da documenti notarili risulta eretto tra il 1210 e il 1212. Ugone Fieschi non si limita a ricostruire e ad ampliare il precedente ponte in legno, gia di notevole importanza strategica come unico collegamento tra Lavagna e l'entroterra, ma fa erigere nella zona un ospitale per accogliere i viandanti, un pozzo pubblico e la chiesa di Santa Maria Maddalena, da cui poi il ponte ha preso il nome odierno.

L'area diventa così tappa obbligata per chi era in viaggio lungo la costa o verso l'interno, come ricorda la terzina fatta pronunciare da Dante Alighieri a Papa Adriano V nel Canto XIX del Purgatorio: Infra Siestri e Chiaveri s'adima una fiumana bella, e del suo nome lo titol del mio sangue fa sua cima.
In origine il ponte aveva tredici arcate ed era coperto da una struttura lignea a due falde, ma probabilmente è stato incendiato in seguito al passaggio di Federico II nel 1245.

Viene restaurato a meta del XIII secolo da Sinibaldo Fieschi, Papa Innocenzo IV. Il ponte è infatti entrato a far parte dei possedimenti della Basilica di San Salvatore, fatta costruire dallo stesso Sinibaldo Fieschi, e viene gestito direttamente dalla famiglia fino al 1276, anno di cessione di alcune delle loro proprieta alla Repubblica di Genova. La stessa tecnica costruttiva del ponte permette di individuare una fase fliscana, in cui si registra un'influenza di maestranze diverse da quelle tipicamente genovesi, con la posa in opera di conci che non risultano rifilati a scalpello, ma che hanno soltanto semplici tracce di riquadratura.

La fase cinque-secentesca è invece riferibile a ristrutturazioni fatte da Genova, anche in base alle somiglianze con il Ponte Reale e con un portico davanti a Palazzo San Giorgio. I resti di palificazione in legno, oggetto di recenti studi, si riferiscono proprio alla fase genovese, in cui è stato utilizzato l'ontano, proprio come prevedeva già Vitruvio nel I sec. a. C.

Nel corso del Seicento e del Settecento il ponte subisce numerosi danni e conseguenti opere di rifacimento. Nella seconda metà del Settecento le truppe francesi di passaggio costruiscono un ponte in legno in prossimità del mare per consentire un transito più rapido e sicuro. Un secolo più tardi il vecchio ponte della Maddalena, ormai insufficiente per il crescente traffico commerciale, viene ampliato.
In seguito ai lavori operati tra il Settecento e il secolo successivo che hanno permesso il recupero di terreni coltivabili, Chiavari e Lavagna si sono avvicinate.

Ponte della Maddalena
Tipologia: Architetture/Architetture civili
Lavagna

Il Ponte, a sei arcate e lungo 250 metri, che mette in comunicazione Chiavari e Lavagna a partire dall'inizio del XIII secolo, è detto della Maddalena. Probabilmente già nel XII secolo esisteva un ponte in legno, detto del mare dedicato a Sant'Erasmo, patrono dei marinai. Ma la struttura attuale è stata voluta da Ugone Fieschi, padre del futuro Papa Innocenzo IV, per garantire un'adeguata comunicazione tra Lavagna e Chiavari e con l'entroterra.

Non si conosce la data precisa di costruzione, ma da documenti notarili risulta eretto tra il 1210 e il 1212. Ugone Fieschi non si limita a ricostruire e ad ampliare il precedente ponte in legno, gia di notevole importanza strategica come unico collegamento tra Lavagna e l'entroterra, ma fa erigere nella zona un ospitale per accogliere i viandanti, un pozzo pubblico e la chiesa di Santa Maria Maddalena, da cui poi il ponte ha preso il nome odierno.

L'area diventa così tappa obbligata per chi era in viaggio lungo la costa o verso l'interno, come ricorda la terzina fatta pronunciare da Dante Alighieri a Papa Adriano V nel Canto XIX del Purgatorio: Infra Siestri e Chiaveri s'adima una fiumana bella, e del suo nome lo titol del mio sangue fa sua cima.
In origine il ponte aveva tredici arcate ed era coperto da una struttura lignea a due falde, ma probabilmente è stato incendiato in seguito al passaggio di Federico II nel 1245.

Viene restaurato a meta del XIII secolo da Sinibaldo Fieschi, Papa Innocenzo IV. Il ponte è infatti entrato a far parte dei possedimenti della Basilica di San Salvatore, fatta costruire dallo stesso Sinibaldo Fieschi, e viene gestito direttamente dalla famiglia fino al 1276, anno di cessione di alcune delle loro proprieta alla Repubblica di Genova. La stessa tecnica costruttiva del ponte permette di individuare una fase fliscana, in cui si registra un'influenza di maestranze diverse da quelle tipicamente genovesi, con la posa in opera di conci che non risultano rifilati a scalpello, ma che hanno soltanto semplici tracce di riquadratura.

La fase cinque-secentesca è invece riferibile a ristrutturazioni fatte da Genova, anche in base alle somiglianze con il Ponte Reale e con un portico davanti a Palazzo San Giorgio. I resti di palificazione in legno, oggetto di recenti studi, si riferiscono proprio alla fase genovese, in cui è stato utilizzato l'ontano, proprio come prevedeva già Vitruvio nel I sec. a. C.

Nel corso del Seicento e del Settecento il ponte subisce numerosi danni e conseguenti opere di rifacimento. Nella seconda metà del Settecento le truppe francesi di passaggio costruiscono un ponte in legno in prossimità del mare per consentire un transito più rapido e sicuro. Un secolo più tardi il vecchio ponte della Maddalena, ormai insufficiente per il crescente traffico commerciale, viene ampliato.
In seguito ai lavori operati tra il Settecento e il secolo successivo che hanno permesso il recupero di terreni coltivabili, Chiavari e Lavagna si sono avvicinate.