vai al contenuto vai al footer

Castel Franco

Tipologia: Architetture/Castelli e fortificazioni
- Finale Ligure

Si raggiunge dall'Aurelia imboccando da via Genova la salita o la scalinata di Castelfranco. L'edificio è stato quasi interamente ristrutturato e recentemente aperto al pubblico. Ha una cinta quadrangolare con angoli bastionati e con il rivellino a difesa del portale di ingresso sul lato ovest. Il torrione ottagonale di San Bartolomeo è un residuo dell'originaria struttura medievale. Tutte le fortificazioni a sostegno vennero distrutte nel 1713: sono sopravvissute solo alcune tracce del perimetro e degli edifici di Sant'Antonio e delll'Annunziata, mentre il forte di Legnì, antica casa colonica, presenta solo i ruderi dei muri di una cappella sita nelle vicinanze. Lo scorcio sul castello dal lungomare di Finale egrave; molto suggestivo, per la mole imponente del fortilizio e le particolari scarpate degli angoli che degradano sulla strada, costringendola a una brusca curva. Il castello venne costruito nel 1365 dai genovesi in seguito alla vittoria riportata sui marchesi del Carretto. Dopo alterne vicende, nel 1564 fu raso al suolo e ricostruito come dimora del marchese Beccaria, che lo consegnò al governo spagnolo nel 1602; risalgono a questo periodo le integrazioni con i nuovi forti di Sant'Antonio, dell'Annunziata e di Legnì  finalizzate al rafforzamento della funzione strategico difensiva del castello. Furono proprio queste parti più recenti, tuttavia, a essere distrutte dai genovesi nel 1713. L'ultimo episodio militare di cui il castello fu testimone risale al 1745, quando servì da baluardo contro le navi inglesi che minacciavano la costa. Passato al Regno di Sardegna, fu trasformato in carcere e in infermeria del reclusorio.

Castel Franco
Tipologia: Architetture/Castelli e fortificazioni
Finale Ligure

Si raggiunge dall'Aurelia imboccando da via Genova la salita o la scalinata di Castelfranco. L'edificio è stato quasi interamente ristrutturato e recentemente aperto al pubblico. Ha una cinta quadrangolare con angoli bastionati e con il rivellino a difesa del portale di ingresso sul lato ovest. Il torrione ottagonale di San Bartolomeo è un residuo dell'originaria struttura medievale. Tutte le fortificazioni a sostegno vennero distrutte nel 1713: sono sopravvissute solo alcune tracce del perimetro e degli edifici di Sant'Antonio e delll'Annunziata, mentre il forte di Legnì, antica casa colonica, presenta solo i ruderi dei muri di una cappella sita nelle vicinanze. Lo scorcio sul castello dal lungomare di Finale egrave; molto suggestivo, per la mole imponente del fortilizio e le particolari scarpate degli angoli che degradano sulla strada, costringendola a una brusca curva. Il castello venne costruito nel 1365 dai genovesi in seguito alla vittoria riportata sui marchesi del Carretto. Dopo alterne vicende, nel 1564 fu raso al suolo e ricostruito come dimora del marchese Beccaria, che lo consegnò al governo spagnolo nel 1602; risalgono a questo periodo le integrazioni con i nuovi forti di Sant'Antonio, dell'Annunziata e di Legnì  finalizzate al rafforzamento della funzione strategico difensiva del castello. Furono proprio queste parti più recenti, tuttavia, a essere distrutte dai genovesi nel 1713. L'ultimo episodio militare di cui il castello fu testimone risale al 1745, quando servì da baluardo contro le navi inglesi che minacciavano la costa. Passato al Regno di Sardegna, fu trasformato in carcere e in infermeria del reclusorio.