vai al contenuto vai al footer

Abbazia di Santa Maria al Porale

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Ronco Scrivia
L'Abbazia L'Abbazia
Una delle porte Una delle porte
Un particolare della facciata Un particolare della facciata
Un particolare Un particolare

Da Ronco Scrivia una ripida strada conduce alla frazione del Porale e termina presso la cappella di Santa Maria che ingloba alcuni resti dell'antico convento cistercense di Santa Maria. I monaci cistercensi, allo scopo di fornire asilo ai viaggiatori che percorrevano la via Postumia, hanno fondato, il 13 giugno 1208, l'Abbazia del Porale.

Risulta difficile stabilire fino a quando i monaci abbiano abitato nell'Abazia; i documenti riportano come dato certo che essa è stata soppressa il 27 ottobre 1481 con una bolla di Papa Sisto IV. Dopo l'abbandono dei monaci, il monastero è stato incorporato al priorato di San Teodoro a Genova retto dai Canonici Regolari Lateranensi al quale è rimasto fino a al 1750, quando è stato venduto al marchese Napoleone Spinola conte di Ronco Scrivia.

Del monastero oggi rimane solo qualche macigno che è stato posto sopra all'altare dell'attuale cappella che all'interno conserva l'affresco Madonna tra i Santi Giacomo e Filippo databile al 1446 e probabilmente ridipinto nel Settecento.

Abbazia di Santa Maria al Porale
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Ronco Scrivia

Da Ronco Scrivia una ripida strada conduce alla frazione del Porale e termina presso la cappella di Santa Maria che ingloba alcuni resti dell'antico convento cistercense di Santa Maria. I monaci cistercensi, allo scopo di fornire asilo ai viaggiatori che percorrevano la via Postumia, hanno fondato, il 13 giugno 1208, l'Abbazia del Porale.

Risulta difficile stabilire fino a quando i monaci abbiano abitato nell'Abazia; i documenti riportano come dato certo che essa è stata soppressa il 27 ottobre 1481 con una bolla di Papa Sisto IV. Dopo l'abbandono dei monaci, il monastero è stato incorporato al priorato di San Teodoro a Genova retto dai Canonici Regolari Lateranensi al quale è rimasto fino a al 1750, quando è stato venduto al marchese Napoleone Spinola conte di Ronco Scrivia.

Del monastero oggi rimane solo qualche macigno che è stato posto sopra all'altare dell'attuale cappella che all'interno conserva l'affresco Madonna tra i Santi Giacomo e Filippo databile al 1446 e probabilmente ridipinto nel Settecento.