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Palazzo Lercari Parodi

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
- Genova

L'edificio viene fatto erigere a partire dal 1571 da Franco Lercari. Nel 1845 viene acquistato dalla famiglia Parodi, che ne è ancora proprietaria. Il Palazzo Franco Lercari, insieme a Palazzo Niccolò Grimaldi, era uno dei pochissimi, nella Genova dei secoli d'oro, prescelto come idoneo ad accogliere le visite dei monarchi.

Il palazzo, di cui non conosciamo l'architetto progettista, si differenzia dagli edifici dell'antica Strada Nuova (odierna Via Garibaldi): la parte inferiore della facciata è decorata a bugnato a punta di diamante, mentre i piani superiori risultavano all'origine alleggeriti da una serie di logge aperte, poi chiuse da vetrate e murate all'inizio dell'Ottocento.

Sempre nella facciata ha particolare rilievo il portale retto da due telamoni con nasi mozzi, opera di Taddeo Carlone, che qui rievoca l'atroce leggenda di Megollo Lercari, antenato del committente, vendicatosi dei suoi nemici mutilandoli di nasi e orecchie. Anche l'imponente e nudo rivestimento esterno a bugnato della facciata proietta su chi varca il portone d'ingresso l'orgoglio delle tradizioni famigliari.

Il desiderio di grandiosità si manifesta anche nella decorazione delig interni, cui prendono parte artisti quali i fratelli Calvi, Ottavio e Andrea Semino, Luca Cambiaso.
Al primo dei due piani nobili, due nicchie racchiudono i busti di Franco Lercari e della moglie Antonia De Marini opera di Taddeo Carlone. La decorazione ad affresco del piano, con ariosi paesaggi in riquadri e scene di battaglia nella volta, risale alla fine del Cinquecento.

Al secondo piano nobile, nella volta del salone, si trova un vero capolavoro della pittura genovese: l'affresco di Luca Cambiaso che raffigura l'impresa di Megollo Lercari con la costruzione del fondaco dei genovesi a Trebisonda, ossia le costruzioni necessarie per condurre i commerci nella colonia genovese sul mar Nero. L'affresco vuole al tempo stesso ricordare la costruzione del palazzo Lercari in Strada Nuova, fornendo così un'idea dell'aspetto della via negli anni della sua apertura.

Palazzo Lercari Parodi
Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
Genova

L'edificio viene fatto erigere a partire dal 1571 da Franco Lercari. Nel 1845 viene acquistato dalla famiglia Parodi, che ne è ancora proprietaria. Il Palazzo Franco Lercari, insieme a Palazzo Niccolò Grimaldi, era uno dei pochissimi, nella Genova dei secoli d'oro, prescelto come idoneo ad accogliere le visite dei monarchi.

Il palazzo, di cui non conosciamo l'architetto progettista, si differenzia dagli edifici dell'antica Strada Nuova (odierna Via Garibaldi): la parte inferiore della facciata è decorata a bugnato a punta di diamante, mentre i piani superiori risultavano all'origine alleggeriti da una serie di logge aperte, poi chiuse da vetrate e murate all'inizio dell'Ottocento.

Sempre nella facciata ha particolare rilievo il portale retto da due telamoni con nasi mozzi, opera di Taddeo Carlone, che qui rievoca l'atroce leggenda di Megollo Lercari, antenato del committente, vendicatosi dei suoi nemici mutilandoli di nasi e orecchie. Anche l'imponente e nudo rivestimento esterno a bugnato della facciata proietta su chi varca il portone d'ingresso l'orgoglio delle tradizioni famigliari.

Il desiderio di grandiosità si manifesta anche nella decorazione delig interni, cui prendono parte artisti quali i fratelli Calvi, Ottavio e Andrea Semino, Luca Cambiaso.
Al primo dei due piani nobili, due nicchie racchiudono i busti di Franco Lercari e della moglie Antonia De Marini opera di Taddeo Carlone. La decorazione ad affresco del piano, con ariosi paesaggi in riquadri e scene di battaglia nella volta, risale alla fine del Cinquecento.

Al secondo piano nobile, nella volta del salone, si trova un vero capolavoro della pittura genovese: l'affresco di Luca Cambiaso che raffigura l'impresa di Megollo Lercari con la costruzione del fondaco dei genovesi a Trebisonda, ossia le costruzioni necessarie per condurre i commerci nella colonia genovese sul mar Nero. L'affresco vuole al tempo stesso ricordare la costruzione del palazzo Lercari in Strada Nuova, fornendo così un'idea dell'aspetto della via negli anni della sua apertura.