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Ponte di Carignano

Tipologia: Architetture/Architetture civili
- Genova
La collocazione urbanistica della basilica alessiana comporta fin dall'inizio una serie di problemi di sistemazione viaria e di collegamento con il centro della citta. A tale riguardo Stefano Sauli gia nella seconda meta del '500 elabora diversi progetti che prevedono la realizzazione di un asse stradale che abbia come fondale prospettico proprio la chiesa. L'ampiezza dei suoi programmi è confermata sia dalle analisi dettagliate della situazione immobiliare della zona, fatte eseguire nel 1557 e necessarie per approntare un adeguato piano di espropri, sia dalla attuazione di una politica di consolidamento della consorteria Sauli basata su una serie di incentivi economici miranti a favorire l'insediamento di un cospicuo numero di membri della famiglia in Carignano. L'idea audace di costruire un ponte di raccordo tra il continuum dell'antico tessuto di Castello e la basilica monumentale è frutto di una inedita ricerca scenografica da attribuirsi molto probabilmente allo stesso Alessi; in alcune lettere pubblicate dal Varni, infatti, l'artista fornisce una serie di indicazioni e suggerimenti tecnici per la sistemazione della strada. Tuttavia soltanto all'inizio del Settecento Domenico Sauli affida il progetto all'ingegnere militare di origine fiamminga Gio Gherardo De Langlade, architetto della Repubblica e direttore della prima scuola di architettura militare istituita dai Padri della Serenissima nel 1713. Il De Langlade propone due soluzioni: la prima, che prevede un asse rettilineo, si rivela assai onerosa per l'elevato numero di espropri da eseguire mentre la seconda, poi effettivamente realizzata tra il 1718 e il 1724, struttura il ponte lungo una linea spezzata sulle case di via Madre di Dio ed è sorretto da quattro poderose arcate di altezza ragguardevole.
Ponte di Carignano
Tipologia: Architetture/Architetture civili
Genova
La collocazione urbanistica della basilica alessiana comporta fin dall'inizio una serie di problemi di sistemazione viaria e di collegamento con il centro della citta. A tale riguardo Stefano Sauli gia nella seconda meta del '500 elabora diversi progetti che prevedono la realizzazione di un asse stradale che abbia come fondale prospettico proprio la chiesa. L'ampiezza dei suoi programmi è confermata sia dalle analisi dettagliate della situazione immobiliare della zona, fatte eseguire nel 1557 e necessarie per approntare un adeguato piano di espropri, sia dalla attuazione di una politica di consolidamento della consorteria Sauli basata su una serie di incentivi economici miranti a favorire l'insediamento di un cospicuo numero di membri della famiglia in Carignano. L'idea audace di costruire un ponte di raccordo tra il continuum dell'antico tessuto di Castello e la basilica monumentale è frutto di una inedita ricerca scenografica da attribuirsi molto probabilmente allo stesso Alessi; in alcune lettere pubblicate dal Varni, infatti, l'artista fornisce una serie di indicazioni e suggerimenti tecnici per la sistemazione della strada. Tuttavia soltanto all'inizio del Settecento Domenico Sauli affida il progetto all'ingegnere militare di origine fiamminga Gio Gherardo De Langlade, architetto della Repubblica e direttore della prima scuola di architettura militare istituita dai Padri della Serenissima nel 1713. Il De Langlade propone due soluzioni: la prima, che prevede un asse rettilineo, si rivela assai onerosa per l'elevato numero di espropri da eseguire mentre la seconda, poi effettivamente realizzata tra il 1718 e il 1724, struttura il ponte lungo una linea spezzata sulle case di via Madre di Dio ed è sorretto da quattro poderose arcate di altezza ragguardevole.