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Chiesa di San Giovanni Battista a Cervo

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Cervo
La chiesa La chiesa
Il campanile Il campanile
Il campanile Il campanile
L'interno L'interno

In posizione dominante su una piccola piazza si erge la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista (o Chiesa dei Corallini), uno degli esempi più interessanti del barocco nel ponente ligure. L'intenzione di costruire una chiesa a Cervo è documentata dal 1672, ma il via ai lavori si ha solo nel 1686 su disegno dell'architetto Giovanni Battista Marvaldi di Candeasco. Al reperimento dei fondi per la realizzazione dell'edificio prendono parte anche i cittadini di Cervo, utilizzando i proventi derivati dalla vendita del corallo che era una delle principali attivita nell'economia locale.

A Giovanni Battista Marvaldi succede il figlio Giacomo Filippo, che porta a compimento i lavori. A partire dal 1722, anno in cui viene terminato l'edificio, prendono avvio i lavori di rifinitura degli interni, affidati a maestranze provenienti dalle valli d'Oneglia. Gli ultimi lavori risalgono al 1758-1778, quando viene realizzato il campanile su progetto del pittore Francesco Carrega di Porto Maurizio che pochi anni prima aveva affrescato la volta del coro. L'imponenza dell'edificio si manifesta sia all'esterno per la facciata concava, dominata al centro da una finestra a serliana, e l'ampia scalinata che la pongono in posizione di risalto rispetto al resto del paese, sia all'interno con l'adozione di uno schema planimetrico a navata unica rettangolare, con gli angoli tagliati, su cui si affacciano le cappelle laterali (cinque per lato ) incorniciate da un ordine di lesene abbinate in quelle centrali e a libro in quelle diagonali.

In tutte le cappelle si riconosce lo stile dell'architetto Marvaldi, che le ha unificate con una doppia cornice aggettante. Il presbiterio, molto allungato, termina con un'abside semicicolare. I raffinati marmi intarsiati e policromi e gli stucchi settecenteschi conferiscono sontuosita all'interno, dove è possibile ammirare anche sculture lignee di ottima fattura. L'altare Maggiore è opera dello scultore Antonio Pittaluga di Genova, sormontato dal crocifisso ligneo attribuito al Maragliano. Di pregevole fattura l'altare delle Anime, opera del "marmoraro" Bernardo Gaggino da Genova (1722), realizzato con grande profusione di marmi pregiati; e, per i suoi marmi policromi, l'altare della Madonna del Rosario di Carlo Antonio Rippa di Loano.

Tra le mirabili opere d'arte custodite nella chiesa da segnalare il gruppo ligneo di San Giovanni Battista, opera seicentesca di Marcantonio Poggio, allievo del Bissoni e maestro ideale del Maragliano. Gli affreschi dell'abside sono di Francesco Carrega. Il fonte battesimale in marmo bianco ha una copertura in legno laccato e dorato. L'organo, costruito nel 1735 da padre Agostino Torrelli e rifatto più volte, assume le forme attuali nel 1840 grazie all'ingegner Dogliotti e all'intagliatore Caprile.

Chiesa di San Giovanni Battista a Cervo
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Cervo

In posizione dominante su una piccola piazza si erge la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista (o Chiesa dei Corallini), uno degli esempi più interessanti del barocco nel ponente ligure. L'intenzione di costruire una chiesa a Cervo è documentata dal 1672, ma il via ai lavori si ha solo nel 1686 su disegno dell'architetto Giovanni Battista Marvaldi di Candeasco. Al reperimento dei fondi per la realizzazione dell'edificio prendono parte anche i cittadini di Cervo, utilizzando i proventi derivati dalla vendita del corallo che era una delle principali attivita nell'economia locale.

A Giovanni Battista Marvaldi succede il figlio Giacomo Filippo, che porta a compimento i lavori. A partire dal 1722, anno in cui viene terminato l'edificio, prendono avvio i lavori di rifinitura degli interni, affidati a maestranze provenienti dalle valli d'Oneglia. Gli ultimi lavori risalgono al 1758-1778, quando viene realizzato il campanile su progetto del pittore Francesco Carrega di Porto Maurizio che pochi anni prima aveva affrescato la volta del coro. L'imponenza dell'edificio si manifesta sia all'esterno per la facciata concava, dominata al centro da una finestra a serliana, e l'ampia scalinata che la pongono in posizione di risalto rispetto al resto del paese, sia all'interno con l'adozione di uno schema planimetrico a navata unica rettangolare, con gli angoli tagliati, su cui si affacciano le cappelle laterali (cinque per lato ) incorniciate da un ordine di lesene abbinate in quelle centrali e a libro in quelle diagonali.

In tutte le cappelle si riconosce lo stile dell'architetto Marvaldi, che le ha unificate con una doppia cornice aggettante. Il presbiterio, molto allungato, termina con un'abside semicicolare. I raffinati marmi intarsiati e policromi e gli stucchi settecenteschi conferiscono sontuosita all'interno, dove è possibile ammirare anche sculture lignee di ottima fattura. L'altare Maggiore è opera dello scultore Antonio Pittaluga di Genova, sormontato dal crocifisso ligneo attribuito al Maragliano. Di pregevole fattura l'altare delle Anime, opera del "marmoraro" Bernardo Gaggino da Genova (1722), realizzato con grande profusione di marmi pregiati; e, per i suoi marmi policromi, l'altare della Madonna del Rosario di Carlo Antonio Rippa di Loano.

Tra le mirabili opere d'arte custodite nella chiesa da segnalare il gruppo ligneo di San Giovanni Battista, opera seicentesca di Marcantonio Poggio, allievo del Bissoni e maestro ideale del Maragliano. Gli affreschi dell'abside sono di Francesco Carrega. Il fonte battesimale in marmo bianco ha una copertura in legno laccato e dorato. L'organo, costruito nel 1735 da padre Agostino Torrelli e rifatto più volte, assume le forme attuali nel 1840 grazie all'ingegner Dogliotti e all'intagliatore Caprile.