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Palazzo Carrega Cataldi

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
- Genova

Tra il 1558 e il 1561, Giovanni Battista Castello il Bergamasco, con la collaborazione di Bartolomeo Riccio, Domenico Solari e Antonio Roderio, porta a termine il palazzo per Tobia Pallavicino. La prestigiosa costruzione cinquecentesca di Strada Nuova (odierna Via Garibaldi) era inizialmente costituita da un blocco cubico di due piani più due mezzanini.

Solo all'inizio del XVIII secolo, quando diventato proprietà della famiglia Carrega, l'edificio subisce modifiche rilevanti: il palazzo viene sopraelevato di un piano ed ampliato considerevolmente, con la costruzione dei due bracci perpendicolari ed il corpo retrostante delimitati verso Piazza del Ferro da una semplice facciata ad intonaco.

La decorazione interna rispecchia le due fasi costruttive: le pareti laterali e la volta del vestibolo del piano nobile sono interamente decorate e rivestite da stucchi, grottesche e riquadri affrescati dal Bergamasco, che rappresentano Apollo Citaredo con le Muse e figure musicanti; mentre alla fase settecentesca appartiene la cappella decorata da Lorenzo De Ferrari con un'architettura a stucco e finto stucco che inquadra l'affresco con un volo di angeli; le ante della porta sono dipinte su tela dallo stesso pittore e i due medaglioni raffigurano l'Annunciazione e la Natività.

Caratteristiche della struttura settecentesca del palazzo sono la scalinata e la galleria dorata che costituiscono un esempio significativo del gusto rococò a Genova. La galleria, interamente ideata da De Ferrari tra il 1734 e il 1744, segue un disegno unitario che fonde insieme stucchi dorati, specchi ed affreschi. Nel medaglione centrale della volta e nei tondi su tela vengono svolti gli episodi più importanti dell'Eneide, dal Concilio degli Dei all'Uccisione di Turno.

L'antico palazzo è oggi sede della Camera di Commercio.

Palazzo Carrega Cataldi
Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
Genova

Tra il 1558 e il 1561, Giovanni Battista Castello il Bergamasco, con la collaborazione di Bartolomeo Riccio, Domenico Solari e Antonio Roderio, porta a termine il palazzo per Tobia Pallavicino. La prestigiosa costruzione cinquecentesca di Strada Nuova (odierna Via Garibaldi) era inizialmente costituita da un blocco cubico di due piani più due mezzanini.

Solo all'inizio del XVIII secolo, quando diventato proprietà della famiglia Carrega, l'edificio subisce modifiche rilevanti: il palazzo viene sopraelevato di un piano ed ampliato considerevolmente, con la costruzione dei due bracci perpendicolari ed il corpo retrostante delimitati verso Piazza del Ferro da una semplice facciata ad intonaco.

La decorazione interna rispecchia le due fasi costruttive: le pareti laterali e la volta del vestibolo del piano nobile sono interamente decorate e rivestite da stucchi, grottesche e riquadri affrescati dal Bergamasco, che rappresentano Apollo Citaredo con le Muse e figure musicanti; mentre alla fase settecentesca appartiene la cappella decorata da Lorenzo De Ferrari con un'architettura a stucco e finto stucco che inquadra l'affresco con un volo di angeli; le ante della porta sono dipinte su tela dallo stesso pittore e i due medaglioni raffigurano l'Annunciazione e la Natività.

Caratteristiche della struttura settecentesca del palazzo sono la scalinata e la galleria dorata che costituiscono un esempio significativo del gusto rococò a Genova. La galleria, interamente ideata da De Ferrari tra il 1734 e il 1744, segue un disegno unitario che fonde insieme stucchi dorati, specchi ed affreschi. Nel medaglione centrale della volta e nei tondi su tela vengono svolti gli episodi più importanti dell'Eneide, dal Concilio degli Dei all'Uccisione di Turno.

L'antico palazzo è oggi sede della Camera di Commercio.