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Santuario di Nostra Signora dell'Agostina

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Riccò del Golfo di Spezia
Il santuario Il santuario
Il santuario Il santuario
Il santuario Il santuario
Il panorama dal santuario Il panorama dal santuario
L'interno L'interno
Il portale Il portale

Poco lontano da Valpidino e Casella, in posizione isolata tra boschi di pini e castagni, sorge il Santuario di Nostra Signora dell'Agostina, con vista sul golfo e sulle alture che circondano La Spezia: la chiesa, sormontata da un'esile cupola, è affiancata da un campanile a sagomatura barocca. L'origine del santuario è legato al ritrovamento di un dipinto miracoloso con l'immagine della Madonna col Bambino.

Si racconta che il 10 maggio 1531 una contadina di nome Agostina Bernabone vedova Masaschi, recatasi a far legna nel castagneto di sua proprietà, ed attratta da una luce molto intensa ritrovò tra i rami di un castagno un'icona della Madonna. La donna lo ripose altrove, ma il dipinto scomparve per ritornare sul luogo del suo ritrovamento dove venne costruita, intorno al castagno, una prima cappella dedicata alla Madonna di Loreto: l'icona e l'albero di castagno diventano subito oggetto di devozione, anzi l'afflusso dei pellegrini rende necessario ingrandire la primitiva costruzione trasformandola in una chiesa a due navate (citata in un documento del 1607), di cui una ospita l'altare della Madonna, l'altra è dedicata a San Michele.

Ulteriori importanti modifiche risalgono al 1750 e anche successivamente molti elementi concorrono a rendere il complesso sempre più comodo ed accogliente. Sugli stipiti del portale in pietra arenaria è inciso il simbolo di una pianta, che alcuni identificano nel castagno dell'apparizione. Sulla lastra di pietra murata al di sopra della porta d'ingresso è sbozzata la sagoma di un pino, a richiamare la denominazione della Valdipino cui appartiene il santuario. Vi si legge anche la data di costruzione della nuova chiesa: 1701. L'icona venerata nel Santuario è una piccola figura di fattura popolare dipinta su legno del secolo XVI. Il nuovo altare in marmo è simile a quello del Santuario di Soviore a Monterosso.

Santuario di Nostra Signora dell'Agostina
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Riccò del Golfo di Spezia

Poco lontano da Valpidino e Casella, in posizione isolata tra boschi di pini e castagni, sorge il Santuario di Nostra Signora dell'Agostina, con vista sul golfo e sulle alture che circondano La Spezia: la chiesa, sormontata da un'esile cupola, è affiancata da un campanile a sagomatura barocca. L'origine del santuario è legato al ritrovamento di un dipinto miracoloso con l'immagine della Madonna col Bambino.

Si racconta che il 10 maggio 1531 una contadina di nome Agostina Bernabone vedova Masaschi, recatasi a far legna nel castagneto di sua proprietà, ed attratta da una luce molto intensa ritrovò tra i rami di un castagno un'icona della Madonna. La donna lo ripose altrove, ma il dipinto scomparve per ritornare sul luogo del suo ritrovamento dove venne costruita, intorno al castagno, una prima cappella dedicata alla Madonna di Loreto: l'icona e l'albero di castagno diventano subito oggetto di devozione, anzi l'afflusso dei pellegrini rende necessario ingrandire la primitiva costruzione trasformandola in una chiesa a due navate (citata in un documento del 1607), di cui una ospita l'altare della Madonna, l'altra è dedicata a San Michele.

Ulteriori importanti modifiche risalgono al 1750 e anche successivamente molti elementi concorrono a rendere il complesso sempre più comodo ed accogliente. Sugli stipiti del portale in pietra arenaria è inciso il simbolo di una pianta, che alcuni identificano nel castagno dell'apparizione. Sulla lastra di pietra murata al di sopra della porta d'ingresso è sbozzata la sagoma di un pino, a richiamare la denominazione della Valdipino cui appartiene il santuario. Vi si legge anche la data di costruzione della nuova chiesa: 1701. L'icona venerata nel Santuario è una piccola figura di fattura popolare dipinta su legno del secolo XVI. Il nuovo altare in marmo è simile a quello del Santuario di Soviore a Monterosso.