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Santuario di Nostra Signora della Rosa

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Santa Margherita Ligure

Il primo documento (1311) che attesta la venerazione della Madonna della Rosa segnala la presenza di un edificio di culto risalente al XIII secolo.

La figura lignea della Vergine, ora custodita in un tabernacolo sopra l'altare maggiore, è un'immagine forse portata sul luogo da naviganti. Dopo aver demolito l'antico tempio, di cui si è conservato il campanile in pietra sino al 1786, nel 1658 viene posta la prima pietra dell'attuale edificio su progetto dell'architetto Giovani Battista Ghiso.

L'edificio, con pianta a croce latina, è diviso in tre navate da colonne, ricco di stucchi dorati e sovrastato da una cupola. Nel 1676 l'edificio presenta al suo interno, oltre all'altare maggiore, delle cappelle laterali e dieci altari. Un secolo più tardi, l'architetto Carlo Orsolino progetta e costruisce un campanile nuovo (1750), che poggia sull'angolo destro della facciata, anch'essa progettata dall'Orsolino.

Nelle specchiature ottagonali che sovrastano i portali laterali si possono ammirare i bassorilievi raffiguranti la Chiamata di San Pietro e la Vocazione di San Paolo. Da segnalare nelle navate laterali la tela dell'Angelo Custode, dipinto di Giovanni Andrea De Ferrari (1598-1669), lo Sposalizio di Santa Caterina, opera di Valerio Castello (1624-1659), e il pregevole pulpito in marmo dello scultore Odoardo Tabacchi (1836-1905).

Santuario di Nostra Signora della Rosa
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Santa Margherita Ligure

Il primo documento (1311) che attesta la venerazione della Madonna della Rosa segnala la presenza di un edificio di culto risalente al XIII secolo.

La figura lignea della Vergine, ora custodita in un tabernacolo sopra l'altare maggiore, è un'immagine forse portata sul luogo da naviganti. Dopo aver demolito l'antico tempio, di cui si è conservato il campanile in pietra sino al 1786, nel 1658 viene posta la prima pietra dell'attuale edificio su progetto dell'architetto Giovani Battista Ghiso.

L'edificio, con pianta a croce latina, è diviso in tre navate da colonne, ricco di stucchi dorati e sovrastato da una cupola. Nel 1676 l'edificio presenta al suo interno, oltre all'altare maggiore, delle cappelle laterali e dieci altari. Un secolo più tardi, l'architetto Carlo Orsolino progetta e costruisce un campanile nuovo (1750), che poggia sull'angolo destro della facciata, anch'essa progettata dall'Orsolino.

Nelle specchiature ottagonali che sovrastano i portali laterali si possono ammirare i bassorilievi raffiguranti la Chiamata di San Pietro e la Vocazione di San Paolo. Da segnalare nelle navate laterali la tela dell'Angelo Custode, dipinto di Giovanni Andrea De Ferrari (1598-1669), lo Sposalizio di Santa Caterina, opera di Valerio Castello (1624-1659), e il pregevole pulpito in marmo dello scultore Odoardo Tabacchi (1836-1905).