vai al contenuto vai al footer

Cappella di "S. Alo"

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Pompeiana
I resti della cappella I resti della cappella

Lungo la mulattiera che conduce alla Torre dei Panei, nella borgata medievale Belli, si trovano i resti di una piccola cappella chiamata oggi Santa Alo o Santa Ro. L'intitolazione deriva dalla curiosa deformazione dialettale del nome francese Sant'Eloi, corrispondente al nostro Sant'Eligio, il quale era considerato protettore degli orefici, dei maniscalchi e dei contadini, ed era venerato fin dal XIV secolo nell'area provenzale.

La dedicazione a Sant'Eligio anche per questa cappella sembra attestata dalla memoria della festa del Santo che si teneva il primo dicembre. Durante la festa si portavano alla benedizione le mule della zona sul piazzale antistante la chiesa parrocchiale dell'Assunta. La struttura di Pompeiana sembra risalire al XVI secolo, in quanto è citata come "Oratorio di Sant'Eligio", nella visita degli anni 1585-1586 fatta dal vescovo di Ariana e Accia, Nicolo Mascardi.

La cappelletta ha subito danni a causa del terremoto avvenuto nel 1831, ed è oggi in completo abbandono.

Cappella di "S. Alo"
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Pompeiana

Lungo la mulattiera che conduce alla Torre dei Panei, nella borgata medievale Belli, si trovano i resti di una piccola cappella chiamata oggi Santa Alo o Santa Ro. L'intitolazione deriva dalla curiosa deformazione dialettale del nome francese Sant'Eloi, corrispondente al nostro Sant'Eligio, il quale era considerato protettore degli orefici, dei maniscalchi e dei contadini, ed era venerato fin dal XIV secolo nell'area provenzale.

La dedicazione a Sant'Eligio anche per questa cappella sembra attestata dalla memoria della festa del Santo che si teneva il primo dicembre. Durante la festa si portavano alla benedizione le mule della zona sul piazzale antistante la chiesa parrocchiale dell'Assunta. La struttura di Pompeiana sembra risalire al XVI secolo, in quanto è citata come "Oratorio di Sant'Eligio", nella visita degli anni 1585-1586 fatta dal vescovo di Ariana e Accia, Nicolo Mascardi.

La cappelletta ha subito danni a causa del terremoto avvenuto nel 1831, ed è oggi in completo abbandono.