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Castello della Pietra

Tipologia: Architetture/Castelli e fortificazioni
- Vobbia
Telefono: 010944175 (Ente Parco Antola)
Il castello Il castello

Il Castello della Pietra, menzionato da fonti già nel XIII secolo e citato anche negli Annali del Caffaro, è stato costruito con ogni probabilità anteriormente al 1200. La posizione strategica, tra due alti speroni rocciosi, a controllo della via che collega la valle Scrivia con la Val Borbera e Crocefieschi ha determinato la centralita e l'importanza del Castello della Pietra.

I primi documenti in cui viene citato risalgono al 1252, anno in cui i marchesi di Gavi lo cedono a Opizzone della Pietra assieme ai feudi della Val Vobbia. Alla morte di Guglielmo della Pietra, la fortezza passa agli Spinola sino al 1518, anno in cui gli Adorno si impossessano del castello, successivamente proprieta dei Botta Adorno, che si estinguono nel 1882. Nel 1919 acquista il castello G.B. Beroldo.

Nel Cinquecento il castello era "guardato da un castellano con guardia e cinque pezzi di cannone di bronzo". Alla caduta dei Feudi Imperiali nel 1797, il castello viene bruciato e i cinque cannoni di bronzo di cui il castello era munito, fusi per le campane della chiesa di Crocefieschi. Da allora la struttura cade in uno stato di abbandono sino a che, nel 1979, gli eredi Beroldo donano il castello al Comune di Vobbia.

Nel 1981, di fronte al castello, ormai ridotto ad un rudere, la Provincia di Genova stanzia i primi fondi per il suo recupero. Il Castello della Pietra, compreso nel territorio del parco del Monte Antola, viene quindi sottoposto ad anni di restauri. Si procede ad una serie di interventi di restauro conservativo. Questi lavori mettono in luce i diversi corpi del manufatto.

Il complesso architettonico si articola in due corpi distinti: un avancorpo trapezoidale su tre piani, addossato al corpo principale, posto tra due alti torrioni rocciosi collegati al castello tramite un camminamento; una grande cisterna, scavata nella roccia, ricavata ai piedi del torrione ovest. I due corpi sul versante a sud, sono uno più elevato dell'altro con i tetti a due spioventi, una torre, o parte di un muro alla fine del camminamento a ovest ed una posizione di vedetta quasi sulla sommita del torrione a nord.

Nel ricostruire criticamente la definizione di spazi interni e le componenti architettoniche annullate dal degrado, i lavori sono stati condotti con rigore filologico denunciando sempre elementi di nuova introduzione per garantire così una chiara lettura delle parti preesistenti.

Il castello, riaperto al pubblico dal 1994, ospita oggi una mostra permanente di pannelli che illustrano la storia dell'edificio, le fasi del restauro, la flora e la fauna dell'Antola. Durante l'estate, all'interno del castello vengono organizzate manifestazioni e concerti.

Dopo l'inaugurazione dell'Area Expò di Casella e della nuova Biblioteca di Savignone, la riapertura del Castello di Borgo Fornari e del Museo delle Confraternite nell'Oratorio di Vobbia, a conclusione di un lungo periodo di restauro, prende il via ufficialmente una nuova fase di promozione e gestione del Castello, affidata dall'Ente Parco Antola alla Cooperativa Castello della Pietra.

Dopo i primi lavori di recupero che hanno trasformato il monumento in spazio museale, partiti nel 1981, il 21 giugno 2008 è stato inaugurato il nuovo allestimento, un rinnovato percorso espositivo e didattico, curato dalla dottoressa Antonella Traverso dell'Istituto Italiano di Archeologia Sperimentale, che coinvolge il visitatore calandolo in atmosfere medievali, grazie ad allestimenti e sofisticati manichini. Seguendo un percorso che si snoda in parte su passerella in parte su roccia è anche possibile accedere al torrione principale.

Castello della Pietra
Tipologia: Architetture/Castelli e fortificazioni
Vobbia
Telefono: 010944175 (Ente Parco Antola)

Il Castello della Pietra, menzionato da fonti già nel XIII secolo e citato anche negli Annali del Caffaro, è stato costruito con ogni probabilità anteriormente al 1200. La posizione strategica, tra due alti speroni rocciosi, a controllo della via che collega la valle Scrivia con la Val Borbera e Crocefieschi ha determinato la centralita e l'importanza del Castello della Pietra.

I primi documenti in cui viene citato risalgono al 1252, anno in cui i marchesi di Gavi lo cedono a Opizzone della Pietra assieme ai feudi della Val Vobbia. Alla morte di Guglielmo della Pietra, la fortezza passa agli Spinola sino al 1518, anno in cui gli Adorno si impossessano del castello, successivamente proprieta dei Botta Adorno, che si estinguono nel 1882. Nel 1919 acquista il castello G.B. Beroldo.

Nel Cinquecento il castello era "guardato da un castellano con guardia e cinque pezzi di cannone di bronzo". Alla caduta dei Feudi Imperiali nel 1797, il castello viene bruciato e i cinque cannoni di bronzo di cui il castello era munito, fusi per le campane della chiesa di Crocefieschi. Da allora la struttura cade in uno stato di abbandono sino a che, nel 1979, gli eredi Beroldo donano il castello al Comune di Vobbia.

Nel 1981, di fronte al castello, ormai ridotto ad un rudere, la Provincia di Genova stanzia i primi fondi per il suo recupero. Il Castello della Pietra, compreso nel territorio del parco del Monte Antola, viene quindi sottoposto ad anni di restauri. Si procede ad una serie di interventi di restauro conservativo. Questi lavori mettono in luce i diversi corpi del manufatto.

Il complesso architettonico si articola in due corpi distinti: un avancorpo trapezoidale su tre piani, addossato al corpo principale, posto tra due alti torrioni rocciosi collegati al castello tramite un camminamento; una grande cisterna, scavata nella roccia, ricavata ai piedi del torrione ovest. I due corpi sul versante a sud, sono uno più elevato dell'altro con i tetti a due spioventi, una torre, o parte di un muro alla fine del camminamento a ovest ed una posizione di vedetta quasi sulla sommita del torrione a nord.

Nel ricostruire criticamente la definizione di spazi interni e le componenti architettoniche annullate dal degrado, i lavori sono stati condotti con rigore filologico denunciando sempre elementi di nuova introduzione per garantire così una chiara lettura delle parti preesistenti.

Il castello, riaperto al pubblico dal 1994, ospita oggi una mostra permanente di pannelli che illustrano la storia dell'edificio, le fasi del restauro, la flora e la fauna dell'Antola. Durante l'estate, all'interno del castello vengono organizzate manifestazioni e concerti.

Dopo l'inaugurazione dell'Area Expò di Casella e della nuova Biblioteca di Savignone, la riapertura del Castello di Borgo Fornari e del Museo delle Confraternite nell'Oratorio di Vobbia, a conclusione di un lungo periodo di restauro, prende il via ufficialmente una nuova fase di promozione e gestione del Castello, affidata dall'Ente Parco Antola alla Cooperativa Castello della Pietra.

Dopo i primi lavori di recupero che hanno trasformato il monumento in spazio museale, partiti nel 1981, il 21 giugno 2008 è stato inaugurato il nuovo allestimento, un rinnovato percorso espositivo e didattico, curato dalla dottoressa Antonella Traverso dell'Istituto Italiano di Archeologia Sperimentale, che coinvolge il visitatore calandolo in atmosfere medievali, grazie ad allestimenti e sofisticati manichini. Seguendo un percorso che si snoda in parte su passerella in parte su roccia è anche possibile accedere al torrione principale.