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Santuario della Madonna della Costa a Sanremo

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Sanremo
La facciata La facciata
Un dettaglio Un dettaglio

Indissolubilmente legato alla complessa e variegata immagine della citta di Sanremo è il santuario della Costa, il centro di devozione più caro agli abitanti del luogo. Il sito, infatti, era stato eletto fin dal Medioevo quale tappa conclusiva della processione delle catene, voluta dalla comunita per ricordare, in forma solenne e al tempo stesso umile, la liberazione dal giogo feudale nel 1361.

Il grande significato civile e religioso che quest'opera rivestiva per Sanremo indusse la collettivita ad adoperarsi per una sua ricostruzione all'inizio del Seicento secondo uno schema planimetrico rettangolare, che è stato ancora ampliato e modificato, negli anni 1769-70, su progetto dell'architetto Domenico Belmonte.

L'interno vasto e maestoso ad unica aula presenta cappelle trasversali a tutta altezza con pareti curvilinee di spiccata sensibilita tardobarocca. Lo spazio è definito da una grande cupola su alto tamburo con ampie finestre, da cui si irradia una copiosa luce idonea a sottolineare i notevoli affreschi presbiteriali (1727) del bolognese Giacomo Antonio Boni (1688-1766). Ma l'attenzione si concentra tutta sul prezioso dipinto della Madonna col Bambino posto sull'altare maggiore, databile intorno al 1380, forse derivato dai modelli di Barnaba da Modena. La facciata, preceduta da un artistico sagrato in ciottoli bianchi e neri, è rettilinea e si articola su due ordini di lesene conclusi da un frontone curvilineo con due piccoli campanili ai lati.

Santuario della Madonna della Costa a Sanremo
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Sanremo

Indissolubilmente legato alla complessa e variegata immagine della citta di Sanremo è il santuario della Costa, il centro di devozione più caro agli abitanti del luogo. Il sito, infatti, era stato eletto fin dal Medioevo quale tappa conclusiva della processione delle catene, voluta dalla comunita per ricordare, in forma solenne e al tempo stesso umile, la liberazione dal giogo feudale nel 1361.

Il grande significato civile e religioso che quest'opera rivestiva per Sanremo indusse la collettivita ad adoperarsi per una sua ricostruzione all'inizio del Seicento secondo uno schema planimetrico rettangolare, che è stato ancora ampliato e modificato, negli anni 1769-70, su progetto dell'architetto Domenico Belmonte.

L'interno vasto e maestoso ad unica aula presenta cappelle trasversali a tutta altezza con pareti curvilinee di spiccata sensibilita tardobarocca. Lo spazio è definito da una grande cupola su alto tamburo con ampie finestre, da cui si irradia una copiosa luce idonea a sottolineare i notevoli affreschi presbiteriali (1727) del bolognese Giacomo Antonio Boni (1688-1766). Ma l'attenzione si concentra tutta sul prezioso dipinto della Madonna col Bambino posto sull'altare maggiore, databile intorno al 1380, forse derivato dai modelli di Barnaba da Modena. La facciata, preceduta da un artistico sagrato in ciottoli bianchi e neri, è rettilinea e si articola su due ordini di lesene conclusi da un frontone curvilineo con due piccoli campanili ai lati.