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Chiesa e convento di San Domenico a Taggia

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Piazza B. Cristoforo 6 - Taggia
Telefono: 0184 476203 / 476254
La facciata La facciata
Il complesso Il complesso

Il convento, posto a sinistra del borgo, prima di entrare nell'abitato, in posizione sopraelevata, quasi domina la piana, di fronte al ponte di Castellaro. Il complesso conventuale di San Domenico è costituito dal convento e dalla chiesa gotica dedicata a Santa Maria della Misericordia. Nel 1468 Beato Domenico Cristoforo da Milano che chiama a collaborare "mastri da muro" e scalpellini lombardi: i Bunichi, i Calvi, i Da Lancia, i Carlone ai quali si affiancano, imparando molto, i lavoratori locali. La costruzione dura circa ventisette anni e viene inaugurata l'8 agosto del 1490.

Nel 1468 i primi religiosi si stabiliscono nel convento, che presto diventa un centro importante per lo sviluppo culturale, spirituale ed artistico della città e sara per ben tre secoli il principale centro di cultura, dove è attiva anche una biblioteca necessaria alla formazione dei predicatori e sufficientemente ricca nonostante l'abbandono e le spoliazioni di fine Ottocento, in cui sono stati riprodotti manoscritti e miniature.

La chiesa, ripristinata nel 1935 nelle originarie linee gotiche e recentemente di nuovo restaurata, presenta una facciata decorata con elementi tardogotici tra cui un portale orlato di pietra grigia sormontato da un arco a sesto acuto, nel mezzo del quale un bassorilievo in marmo rappresenta la Pietà. Un disegno geometrico a losanghe verticali e foglie stilizzate lega l'arco della porta alla finestra centrale; il timpano è ornato di archetti pensili lungo i due spioventi e da un oculo centrale.

La pianta a croce latina irregolare è fiancheggiata da cappelle ogivali; le tre navate interne sono decorate a conci bianchi e neri nei costoloni delle volte e negli archi delle cappelle laterali. La chiesa presenta pregevoli decorazioni di Giovanni Donato da Montorfano, mentre l'apparato decorativo e le opere d'arte risentono chiaramente l'influenza della scuola fiamminga, lombarda e genovese. I dipinti che adornano l'interno, con 12 altari, rappresentano infatti un punto di incontro di artisti di diversa provenienza e costituiscono un centro d'arte di primaria importanza. Nella chiesa si possono ammirare diversi dipinti di Ludovico Brea come il trittico dell'Annunziata, la Madonna del Rosario, il trittico di Santa Caterina da Alessandria, il (1483), nella cappella Curlo il polittico di Ludovico e Antonio Brea raffigurante il Battesimo di Cristo (1495).

Il convento ha uno splendido chiostro quattrocentesco: il chiostro, di forma quadrata, è ricoperto da venti colonne del convento benedettino di Santa Maria del Canneto. Nelle relative lunette sono stati recuperati sotto una mano d'intonaco, affreschi, eseguiti tra il 1611 e il 1615, raffiguranti episodi della vita di San Domenico di Alfonso di Pietro (1613) e di Gio Batta Merulo (1613). Adiacenti al chiostro anche la sala del refettorio e la Sala del Capitolo, dove si trovano due affreschi della Crocefissione di Giovanni Canavesio.

Chiesa e convento di San Domenico a Taggia
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Piazza B. Cristoforo 6 Taggia
Telefono: 0184 476203 / 476254

Il convento, posto a sinistra del borgo, prima di entrare nell'abitato, in posizione sopraelevata, quasi domina la piana, di fronte al ponte di Castellaro. Il complesso conventuale di San Domenico è costituito dal convento e dalla chiesa gotica dedicata a Santa Maria della Misericordia. Nel 1468 Beato Domenico Cristoforo da Milano che chiama a collaborare "mastri da muro" e scalpellini lombardi: i Bunichi, i Calvi, i Da Lancia, i Carlone ai quali si affiancano, imparando molto, i lavoratori locali. La costruzione dura circa ventisette anni e viene inaugurata l'8 agosto del 1490.

Nel 1468 i primi religiosi si stabiliscono nel convento, che presto diventa un centro importante per lo sviluppo culturale, spirituale ed artistico della città e sara per ben tre secoli il principale centro di cultura, dove è attiva anche una biblioteca necessaria alla formazione dei predicatori e sufficientemente ricca nonostante l'abbandono e le spoliazioni di fine Ottocento, in cui sono stati riprodotti manoscritti e miniature.

La chiesa, ripristinata nel 1935 nelle originarie linee gotiche e recentemente di nuovo restaurata, presenta una facciata decorata con elementi tardogotici tra cui un portale orlato di pietra grigia sormontato da un arco a sesto acuto, nel mezzo del quale un bassorilievo in marmo rappresenta la Pietà. Un disegno geometrico a losanghe verticali e foglie stilizzate lega l'arco della porta alla finestra centrale; il timpano è ornato di archetti pensili lungo i due spioventi e da un oculo centrale.

La pianta a croce latina irregolare è fiancheggiata da cappelle ogivali; le tre navate interne sono decorate a conci bianchi e neri nei costoloni delle volte e negli archi delle cappelle laterali. La chiesa presenta pregevoli decorazioni di Giovanni Donato da Montorfano, mentre l'apparato decorativo e le opere d'arte risentono chiaramente l'influenza della scuola fiamminga, lombarda e genovese. I dipinti che adornano l'interno, con 12 altari, rappresentano infatti un punto di incontro di artisti di diversa provenienza e costituiscono un centro d'arte di primaria importanza. Nella chiesa si possono ammirare diversi dipinti di Ludovico Brea come il trittico dell'Annunziata, la Madonna del Rosario, il trittico di Santa Caterina da Alessandria, il (1483), nella cappella Curlo il polittico di Ludovico e Antonio Brea raffigurante il Battesimo di Cristo (1495).

Il convento ha uno splendido chiostro quattrocentesco: il chiostro, di forma quadrata, è ricoperto da venti colonne del convento benedettino di Santa Maria del Canneto. Nelle relative lunette sono stati recuperati sotto una mano d'intonaco, affreschi, eseguiti tra il 1611 e il 1615, raffiguranti episodi della vita di San Domenico di Alfonso di Pietro (1613) e di Gio Batta Merulo (1613). Adiacenti al chiostro anche la sala del refettorio e la Sala del Capitolo, dove si trovano due affreschi della Crocefissione di Giovanni Canavesio.