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Mulini da colore della Valle dell'Ellera

Tipologia: Architetture/Architetture civili
- Albisola Superiore
I mulini I mulini
I mulini I mulini
Il borgo Il borgo
Il borgo Il borgo
I mulini per cereali sono attestati nella valle di Ellera gia in documenti del XII secolo. Oggi sono riconoscibili ancora sia alcune strutture ormai riconvertite ad altro uso o abbandonate, sia beudi e sistemi più articolati di canalizzazioni per condurre l'acqua alle ruote. I mulini appartenevano all'abbazia di San Quintino di Spigno, come pertinenze delle chiese di Santa Maria e di San Salvatore di Ellera. Acuni mulini vengono adattati alla macinazione di vernici e colori destinati alle fabbriche ceramiche a partire dalla fine del XVI secolo. Il mulino da colore più antico è detto "delle Chiappe" ed è segnalato nel catasto descrittivo del 1612, gestito, appunto, dal proprietario di una "fabbrica" per vasellame ad Albissola Marina. L'incremento maggiore dei mulini da colore si registra alla fine del XVIII secolo con due edifici produttivi nel centro di Ellera gestiti dalla Compagnia del Suffragio delle anime della parrocchia di San Bartolomeo e dalla Compagnia del Rosario. Ma gia dal XVI secolo il territorio di Ellera con i suoi mulini cerca di rendersi autonomo sia da Albisola sia da Stella, creando un comune a sè fino al 1931. E' proprio questo il periodo in cui va via via terminando l'attivita della maggior parte dei mulini. L'ultimo prodotto fornito dalla macinazione, il piombo, cessa infatti nel 1930 con la trasformazione in segheria del mulino detto "di Gallo", menzionato a partire dalla seconda meta del XVII secolo.
Mulini da colore della Valle dell'Ellera
Tipologia: Architetture/Architetture civili
Albisola Superiore
I mulini per cereali sono attestati nella valle di Ellera gia in documenti del XII secolo. Oggi sono riconoscibili ancora sia alcune strutture ormai riconvertite ad altro uso o abbandonate, sia beudi e sistemi più articolati di canalizzazioni per condurre l'acqua alle ruote. I mulini appartenevano all'abbazia di San Quintino di Spigno, come pertinenze delle chiese di Santa Maria e di San Salvatore di Ellera. Acuni mulini vengono adattati alla macinazione di vernici e colori destinati alle fabbriche ceramiche a partire dalla fine del XVI secolo. Il mulino da colore più antico è detto "delle Chiappe" ed è segnalato nel catasto descrittivo del 1612, gestito, appunto, dal proprietario di una "fabbrica" per vasellame ad Albissola Marina. L'incremento maggiore dei mulini da colore si registra alla fine del XVIII secolo con due edifici produttivi nel centro di Ellera gestiti dalla Compagnia del Suffragio delle anime della parrocchia di San Bartolomeo e dalla Compagnia del Rosario. Ma gia dal XVI secolo il territorio di Ellera con i suoi mulini cerca di rendersi autonomo sia da Albisola sia da Stella, creando un comune a sè fino al 1931. E' proprio questo il periodo in cui va via via terminando l'attivita della maggior parte dei mulini. L'ultimo prodotto fornito dalla macinazione, il piombo, cessa infatti nel 1930 con la trasformazione in segheria del mulino detto "di Gallo", menzionato a partire dalla seconda meta del XVII secolo.