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Chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Altare
La chiesa La chiesa
La chiesa La chiesa
La facciata La facciata

La parrocchiale di Altare è stata edificata tra il 1620 e 1650 nel centro dell'abitato sul terreno che era precedentemente occupato dalla prima parrocchiale di Sant'Eugenio, primitivo patrono del paese. La prima parrocchia è stata edificata di tra il 1130 e il 1140 dai monaci Benedettini del Monastero di Bergeggi e dedicata a Sant'Eugenio ed è rimasta agibile fino al 1600 quando viene chiusa perché ridotta in cattivo stato e non più adatta alle funzioni religiose.

Su iniziativa di un vetraio altarese, Matteo Buzzone attivo in Roma con la fornace detta "della Minerva", si avvia la costruzione dell'attuale chiesa dedicandola alla Santissima Annunziata.
La realizzazione è stata finanziata col salario dei vetrai altaresi che si erano obbligati a lavorare due giorni festivi l'anno e a versare il guadagno nelle casse della parrocchia.

Tra le otto cappelle che movimentano l'interno dell'edificio religioso, la più interessante è la quarta a sinistra, dedicata all'antica Corporazione dei vetrai. Il quadro presente nella cappella raffigura San Filiberto, fino al 1630 patrono dei vetrai altaresi. Dopo il 1630 infatti come patrono veniva scelto San Rocco per le grazie concesse durante la peste.

Sullo sfondo del quadro, a sinistra, è raffigurata una fornace in attività mentre sul bordo del palchetto dove è collocato il Santo si legge : "San Filiberto patrono dell'Arte Vitrea di Altare dalla Maestranza di Torino 1774". Dalla scritta si deduce che il quadro, dipinto a Torino nel 1774 da Antoniani Milanese, era stato donato ai vetrai altaresi dai loro colleghi torinesi.
Della vecchia cappella sono rimaste, oltre allo slanciato campanile romanico, poche tracce interne: una parte della volta della cella campanaria e alcuni sbiaditi affreschi risalenti al XIV secolo, dei quali il più interessante è quello che si trova nel locale attiguo alla cella campanaria. In esso è raffigurato il Cristo risorto col capo chino, una iconografia alquanto singolare rispetto alla tradizionale immagine del Cristo risorto che veniva raffigurato con il volto radioso.

Chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Altare

La parrocchiale di Altare è stata edificata tra il 1620 e 1650 nel centro dell'abitato sul terreno che era precedentemente occupato dalla prima parrocchiale di Sant'Eugenio, primitivo patrono del paese. La prima parrocchia è stata edificata di tra il 1130 e il 1140 dai monaci Benedettini del Monastero di Bergeggi e dedicata a Sant'Eugenio ed è rimasta agibile fino al 1600 quando viene chiusa perché ridotta in cattivo stato e non più adatta alle funzioni religiose.

Su iniziativa di un vetraio altarese, Matteo Buzzone attivo in Roma con la fornace detta "della Minerva", si avvia la costruzione dell'attuale chiesa dedicandola alla Santissima Annunziata.
La realizzazione è stata finanziata col salario dei vetrai altaresi che si erano obbligati a lavorare due giorni festivi l'anno e a versare il guadagno nelle casse della parrocchia.

Tra le otto cappelle che movimentano l'interno dell'edificio religioso, la più interessante è la quarta a sinistra, dedicata all'antica Corporazione dei vetrai. Il quadro presente nella cappella raffigura San Filiberto, fino al 1630 patrono dei vetrai altaresi. Dopo il 1630 infatti come patrono veniva scelto San Rocco per le grazie concesse durante la peste.

Sullo sfondo del quadro, a sinistra, è raffigurata una fornace in attività mentre sul bordo del palchetto dove è collocato il Santo si legge : "San Filiberto patrono dell'Arte Vitrea di Altare dalla Maestranza di Torino 1774". Dalla scritta si deduce che il quadro, dipinto a Torino nel 1774 da Antoniani Milanese, era stato donato ai vetrai altaresi dai loro colleghi torinesi.
Della vecchia cappella sono rimaste, oltre allo slanciato campanile romanico, poche tracce interne: una parte della volta della cella campanaria e alcuni sbiaditi affreschi risalenti al XIV secolo, dei quali il più interessante è quello che si trova nel locale attiguo alla cella campanaria. In esso è raffigurato il Cristo risorto col capo chino, una iconografia alquanto singolare rispetto alla tradizionale immagine del Cristo risorto che veniva raffigurato con il volto radioso.