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Palazzo Campanella

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
- Genova

Palazzo Campanella viene costruito sull'antica Strada Nuova (odierna via Garibaldi) a partire dal 1562 su progetto di Giovanni Ponzello per Baldassarre Lomellini.
A fine Settecento il palazzo passa in proprietà a Cristoforo Spinola e successivamente a Domenico Serra. Attualmente è di proprieta della famiglia Campanella.

L'edificio presentava all'origine una facciata con finta decorazione architettonica dipinta a fresco, e risultava coronato da una monumentale loggia aperta; il portale scolpito, opera di Taddeo Carlone, ci è invece pervenuto nelle sue forme originali.

Come per molti altri palazzi, la sua forma originale ci è giunta attraverso la preziosa testimonianza nel libro sui palazzi genovesi di Rubens. Le decorazioni originali degli interni, opera di Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, non sono purtroppo più visibili nella loro integrità: di essi rimane solo qualche traccia nelle Storie di Enea e Didone, attribuite a G.B. Castello, nel salotto del piano rialzato.
Gli affreschi di Andrea Semino (1569) si trovano in una camera del primo piano.

Nel corso dei secoli il palazzo subisce molti danni e interventi di trasformazione strutturale, dovuti in parte al bombardamento navale francese del 1684, in parte ai radicali rinnovamenti compiuti soprattutto negli interni da Andrea Tagliafichi e da Charles de Wailly per Cristoforo Spinola a partire dal 1770, e infine ai bombardamenti aerei del 1942.

Palazzo Campanella
Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
Genova

Palazzo Campanella viene costruito sull'antica Strada Nuova (odierna via Garibaldi) a partire dal 1562 su progetto di Giovanni Ponzello per Baldassarre Lomellini.
A fine Settecento il palazzo passa in proprietà a Cristoforo Spinola e successivamente a Domenico Serra. Attualmente è di proprieta della famiglia Campanella.

L'edificio presentava all'origine una facciata con finta decorazione architettonica dipinta a fresco, e risultava coronato da una monumentale loggia aperta; il portale scolpito, opera di Taddeo Carlone, ci è invece pervenuto nelle sue forme originali.

Come per molti altri palazzi, la sua forma originale ci è giunta attraverso la preziosa testimonianza nel libro sui palazzi genovesi di Rubens. Le decorazioni originali degli interni, opera di Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, non sono purtroppo più visibili nella loro integrità: di essi rimane solo qualche traccia nelle Storie di Enea e Didone, attribuite a G.B. Castello, nel salotto del piano rialzato.
Gli affreschi di Andrea Semino (1569) si trovano in una camera del primo piano.

Nel corso dei secoli il palazzo subisce molti danni e interventi di trasformazione strutturale, dovuti in parte al bombardamento navale francese del 1684, in parte ai radicali rinnovamenti compiuti soprattutto negli interni da Andrea Tagliafichi e da Charles de Wailly per Cristoforo Spinola a partire dal 1770, e infine ai bombardamenti aerei del 1942.