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Chiesa di Nostra Signora del Carmine

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Genova

Il complesso conventuale del Carmine sorge intorno al 1262 ai piedi delle alture di Carbonara e dell'Olivella, nella piana del "Terriccio" esterna alle mura del XII secolo, ad opera dell'Ordine del Carmelo. I lavori si protraggono sino agli inizi del Trecento quando, oltre alla chiesa, edificata sul luogo di un'antica cappella dedicata all'Annunziata, si costruiscono anche il convento ed il chiostro (di cui rimangono alcune tracce nell'odierno archivio) adiacente alla navata sinistra.

La chiesa, originariamente ad una sola navata, subisce un primo ampliamento nel XV secolo con l'aggiunta di due campate in direzione della facciata, mentre nel corso del '500, con lo sfondamento del muro esterno, si realizzano le cappelle laterali della navata destra. L'ingresso dell'edificio, situato lungo il fianco con un portale trecentesco tuttora esistente, sarà aperto in facciata soltanto dopo il 1870 a seguito della ristrutturazione urbana con la quale si demolisce il convento (soppresso nel 1798) e si trasforma in piazza il cortile antistante la chiesa.

Nel corso del XIX secolo inizia una nuova fase di trasformazioni: subito viene distrutta parte della prima cappella a destra affrescata da Bernardo Castello, nel 1851 gli interni vengono stuccati e ridipinti e successivamente (1862) vengono realizzate le cappelle della navata sinistra, penetrando nel corridoio dell'antico chiostro. Nel 1892, infine, la facciata è ristrutturata ed affrescata. Tra il 1928 e il '36 una campagna di restauri ispirati a "criteri interpretativi" ha eliminato la decorazione interna ottocentesca, riproponendo la caratteristica bicromia a fasce bianche e nere, ed ha ripristinato le aperture nel presbiterio e le monofore nella navata, sulla base dei resti rinvenuti durante il consolidamento.

Nostra Signora del Carmine, nonostante i numerosi interventi subiti nel tempo, conserva intatti i caratteri dell'architettura gotica espressi nella coeva chiesa di Sant'Agostino: un impianto a tre navate, in cui la maggiore è decisamente più alta ed ampia delle altre ed illuminata da monofore. Essa è ritmata da quattro campate su colonne e due pilastri polistili (tra la seconda e la terza campata) e, analogamente alle navate laterali, è coperta da volte a crociera con nervature in forte aggetto e chiave di volta.

Un interesse particolare rivestono le semi-colonne su mensole, situate tra le imposte degli archi e i costoloni delle crociere, che costituiscono una soluzione del tutto atipica nella produzione gotica locale. La zona presbiteriale, assai profonda ed alta come la navata centrale, viene affiancata da due cappelle minori voltate a crociera ed è conclusa da un'insolita abside rettangolare illuminata da rosone centrale e tre alte bucature con arco a tutto sesto.

Chiesa di Nostra Signora del Carmine
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Genova

Il complesso conventuale del Carmine sorge intorno al 1262 ai piedi delle alture di Carbonara e dell'Olivella, nella piana del "Terriccio" esterna alle mura del XII secolo, ad opera dell'Ordine del Carmelo. I lavori si protraggono sino agli inizi del Trecento quando, oltre alla chiesa, edificata sul luogo di un'antica cappella dedicata all'Annunziata, si costruiscono anche il convento ed il chiostro (di cui rimangono alcune tracce nell'odierno archivio) adiacente alla navata sinistra.

La chiesa, originariamente ad una sola navata, subisce un primo ampliamento nel XV secolo con l'aggiunta di due campate in direzione della facciata, mentre nel corso del '500, con lo sfondamento del muro esterno, si realizzano le cappelle laterali della navata destra. L'ingresso dell'edificio, situato lungo il fianco con un portale trecentesco tuttora esistente, sarà aperto in facciata soltanto dopo il 1870 a seguito della ristrutturazione urbana con la quale si demolisce il convento (soppresso nel 1798) e si trasforma in piazza il cortile antistante la chiesa.

Nel corso del XIX secolo inizia una nuova fase di trasformazioni: subito viene distrutta parte della prima cappella a destra affrescata da Bernardo Castello, nel 1851 gli interni vengono stuccati e ridipinti e successivamente (1862) vengono realizzate le cappelle della navata sinistra, penetrando nel corridoio dell'antico chiostro. Nel 1892, infine, la facciata è ristrutturata ed affrescata. Tra il 1928 e il '36 una campagna di restauri ispirati a "criteri interpretativi" ha eliminato la decorazione interna ottocentesca, riproponendo la caratteristica bicromia a fasce bianche e nere, ed ha ripristinato le aperture nel presbiterio e le monofore nella navata, sulla base dei resti rinvenuti durante il consolidamento.

Nostra Signora del Carmine, nonostante i numerosi interventi subiti nel tempo, conserva intatti i caratteri dell'architettura gotica espressi nella coeva chiesa di Sant'Agostino: un impianto a tre navate, in cui la maggiore è decisamente più alta ed ampia delle altre ed illuminata da monofore. Essa è ritmata da quattro campate su colonne e due pilastri polistili (tra la seconda e la terza campata) e, analogamente alle navate laterali, è coperta da volte a crociera con nervature in forte aggetto e chiave di volta.

Un interesse particolare rivestono le semi-colonne su mensole, situate tra le imposte degli archi e i costoloni delle crociere, che costituiscono una soluzione del tutto atipica nella produzione gotica locale. La zona presbiteriale, assai profonda ed alta come la navata centrale, viene affiancata da due cappelle minori voltate a crociera ed è conclusa da un'insolita abside rettangolare illuminata da rosone centrale e tre alte bucature con arco a tutto sesto.