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Chiesa di San Lorenzo Martire

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Villa Faraldi
La facciata La facciata
L'interno L'interno
Un particolare Un particolare

La chiesa, di origine medioevale, è stata modificata alla metà del Cinquecento. con la divisione a tre navate con colonne in marmo bianco di gusto classico; la costruzione è stata ampliata e ristrutturata nel corso dei secoli (XVI-XIX) e abbellita con colonne, stucchi e ornamenti vari.

La facciata, in severo stile neoclassico, è opera di Angelo Ardissone (1865). La navata centrale è sormontata da una volta a botte lunettata decorata e terminante con la calotta dell'abside. Le navate laterali sono caratterizzate da una successione di crociere e si concludono con due cappelle, illuminate da ampie finestre rettangolari e comunicanti col presbiterio.

L'interno della chiesa è arricchito da pregevoli stucchi sulla volta e custodisce, a destra della porta secondaria, una antica lapide funeraria romana rinvenuta nel 1930 dal parroco del tempo nel gradino del fonte battesimale. La stele riporta un'iscrizione di Licinia in ricordo del figlio Decimo Sufena Agrippa, cittadino romano appartenente alla tribù dei Publilia (la stessa a cui facevano parte i cittadini di Albenga, quindi ingauni) ed è attribuita al I secolo a.C.

Tra le numerose opere d'arte che la chiesa custodisce si segnalano un polittico su tavola raffigurante il martirio di San Sebastiano, assegnabile al tardo XVI secolo, un raro pulpito in ardesia e il bell'organo con orchestra del Settecento. Dal sagrato della parrocchiale si gode di un'ampia vista panoramica sull'intera vallata fino al mare e, nelle giornate più limpide, fino alle montagne della Corsica: nel mese di luglio il bel sagrato viene usato come palcoscenico per importanti rappresentazioni teatrali e manifestazioni musicali.

L'idea di una rassegna di pittura e scultura è venuta nel 1983 allo scultore norvegese Fritz Roed, autore delle porte bronzee della chiesetta di Tovetto e di cui si puo ammirare una statua di bronzo nella piazzetta della posta di Villa Faraldi. Poi i musicisti e compositori svizzeri Heidi Saxer, Gerhard Holzer e il regista Lionello Gennero hanno ampliato la proposta con un progetto culturale che ha visto l'adesione di artisti svizzeri, norvegesi, tedeschi, italiani.

In seguito il Comune, in accordo con la Galleria di Stato Norvegese, ha varato il primo programma, con tema: "Animazione artistica di un paese". Il successo è stato immediato e ha portato nel 1986 anche all'intervento della fondazione culturale svizzera Pro Helvetia, con la nascita del Festival di Villa Faraldi dedicato ad arte, musica, teatro, oggi annuale incontro di alta qualità artistica e culturale di livello internazionale.

Chiesa di San Lorenzo Martire
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Villa Faraldi

La chiesa, di origine medioevale, è stata modificata alla metà del Cinquecento. con la divisione a tre navate con colonne in marmo bianco di gusto classico; la costruzione è stata ampliata e ristrutturata nel corso dei secoli (XVI-XIX) e abbellita con colonne, stucchi e ornamenti vari.

La facciata, in severo stile neoclassico, è opera di Angelo Ardissone (1865). La navata centrale è sormontata da una volta a botte lunettata decorata e terminante con la calotta dell'abside. Le navate laterali sono caratterizzate da una successione di crociere e si concludono con due cappelle, illuminate da ampie finestre rettangolari e comunicanti col presbiterio.

L'interno della chiesa è arricchito da pregevoli stucchi sulla volta e custodisce, a destra della porta secondaria, una antica lapide funeraria romana rinvenuta nel 1930 dal parroco del tempo nel gradino del fonte battesimale. La stele riporta un'iscrizione di Licinia in ricordo del figlio Decimo Sufena Agrippa, cittadino romano appartenente alla tribù dei Publilia (la stessa a cui facevano parte i cittadini di Albenga, quindi ingauni) ed è attribuita al I secolo a.C.

Tra le numerose opere d'arte che la chiesa custodisce si segnalano un polittico su tavola raffigurante il martirio di San Sebastiano, assegnabile al tardo XVI secolo, un raro pulpito in ardesia e il bell'organo con orchestra del Settecento. Dal sagrato della parrocchiale si gode di un'ampia vista panoramica sull'intera vallata fino al mare e, nelle giornate più limpide, fino alle montagne della Corsica: nel mese di luglio il bel sagrato viene usato come palcoscenico per importanti rappresentazioni teatrali e manifestazioni musicali.

L'idea di una rassegna di pittura e scultura è venuta nel 1983 allo scultore norvegese Fritz Roed, autore delle porte bronzee della chiesetta di Tovetto e di cui si puo ammirare una statua di bronzo nella piazzetta della posta di Villa Faraldi. Poi i musicisti e compositori svizzeri Heidi Saxer, Gerhard Holzer e il regista Lionello Gennero hanno ampliato la proposta con un progetto culturale che ha visto l'adesione di artisti svizzeri, norvegesi, tedeschi, italiani.

In seguito il Comune, in accordo con la Galleria di Stato Norvegese, ha varato il primo programma, con tema: "Animazione artistica di un paese". Il successo è stato immediato e ha portato nel 1986 anche all'intervento della fondazione culturale svizzera Pro Helvetia, con la nascita del Festival di Villa Faraldi dedicato ad arte, musica, teatro, oggi annuale incontro di alta qualità artistica e culturale di livello internazionale.