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Chiesa e ospitale di San Nicolao

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Castiglione Chiavarese
Monte San Nicolao Monte San Nicolao

La chiesa e l'ospitale del Monte San Nicolao, detto anche di Pietra Colice, sono stati gia oggetto di scavi tra il 1956-57 ad opera di Leopoldo Cimaschi, e sono stati recentemente ripresi a cura della Sezione Tigullia dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri con la collaborazione dell'Università di Genova.

Nel Medioevo la chiesa e l'ospitale, con funzione di ricovero e assistenza per i viandanti, sul Monte San Nicolao si trovavano proprio su un itinerario di importante collegamento fra Liguria, Toscana ed Emilia, sul massiccio del Bracco. I resti della chiesa permettono di capire la planimetria originaria a tau, ovvero a forma di croce latina con tre absidi semicircolari nel braccio orizzontale.

La chiesa è attestata nei documenti a partire dal XIII secolo, ma probabilmente risale al XII secolo; risulta officiata stagionalmente fino al XVII secolo per i raccoglitori di castagne e viene abbandonata dopo il 1760. Si osservano anche i resti di un piccolo vano rettangolare, addossato alle strutture dell'edificio di culto, che in origine poteva servire da campanile, in cui durante gli scavi è stata rinvenuta una tomba forse di un monaco.

L'indagine all'interno delle strutture dell'ospitale ha finora messo in luce due vani rettangolari, con le varie fasi d'uso, per uno sviluppo planimetrico complessivo di circa 80 metri quadrati ma si ipotizza l'esistenza di un terzo vano. La tipologia edilizia è connessa alla funzionalità della struttura di accoglienza con una tecnica muraria diversa da quella della chiesa adiacente e caratterizzata dall'utilizzo, nelle due fasi distinte, della pietra locale legata con semplice argilla.

É stata indagata anche l'area esterna all'ospitale, dove sono stati rinvenuti butti, una sorta di discarica di rifiuti, costituiti per la maggior parte da olle per le derrate alimentari e da testelli per la panificazione e per la cottura di focaccette. La cultura materiale fornisce dunque informazioni sul tipo di vita condotto in questo sito: era possibile garantire un sostegno alimentare a chi chiedeva ospitalità, in particolare a base di pane, focaccette e carne suina e ovina.

La frequentazione dell'ospitale è riconducibile, in base alle tecniche murarie e alla tipologia dei reperti ceramici, vitrei e numismatici, al XIII-XIV secolo. Al XV secolo è invece databile la struttura lungo la fiancata Sud della chiesa, utilizzata forse come rifugio occasionale o come sagrestia/canonica dell'edificio di culto.

Chiesa e ospitale di San Nicolao
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Castiglione Chiavarese

La chiesa e l'ospitale del Monte San Nicolao, detto anche di Pietra Colice, sono stati gia oggetto di scavi tra il 1956-57 ad opera di Leopoldo Cimaschi, e sono stati recentemente ripresi a cura della Sezione Tigullia dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri con la collaborazione dell'Università di Genova.

Nel Medioevo la chiesa e l'ospitale, con funzione di ricovero e assistenza per i viandanti, sul Monte San Nicolao si trovavano proprio su un itinerario di importante collegamento fra Liguria, Toscana ed Emilia, sul massiccio del Bracco. I resti della chiesa permettono di capire la planimetria originaria a tau, ovvero a forma di croce latina con tre absidi semicircolari nel braccio orizzontale.

La chiesa è attestata nei documenti a partire dal XIII secolo, ma probabilmente risale al XII secolo; risulta officiata stagionalmente fino al XVII secolo per i raccoglitori di castagne e viene abbandonata dopo il 1760. Si osservano anche i resti di un piccolo vano rettangolare, addossato alle strutture dell'edificio di culto, che in origine poteva servire da campanile, in cui durante gli scavi è stata rinvenuta una tomba forse di un monaco.

L'indagine all'interno delle strutture dell'ospitale ha finora messo in luce due vani rettangolari, con le varie fasi d'uso, per uno sviluppo planimetrico complessivo di circa 80 metri quadrati ma si ipotizza l'esistenza di un terzo vano. La tipologia edilizia è connessa alla funzionalità della struttura di accoglienza con una tecnica muraria diversa da quella della chiesa adiacente e caratterizzata dall'utilizzo, nelle due fasi distinte, della pietra locale legata con semplice argilla.

É stata indagata anche l'area esterna all'ospitale, dove sono stati rinvenuti butti, una sorta di discarica di rifiuti, costituiti per la maggior parte da olle per le derrate alimentari e da testelli per la panificazione e per la cottura di focaccette. La cultura materiale fornisce dunque informazioni sul tipo di vita condotto in questo sito: era possibile garantire un sostegno alimentare a chi chiedeva ospitalità, in particolare a base di pane, focaccette e carne suina e ovina.

La frequentazione dell'ospitale è riconducibile, in base alle tecniche murarie e alla tipologia dei reperti ceramici, vitrei e numismatici, al XIII-XIV secolo. Al XV secolo è invece databile la struttura lungo la fiancata Sud della chiesa, utilizzata forse come rifugio occasionale o come sagrestia/canonica dell'edificio di culto.