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Chiesa di Santa Croce

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Moneglia
Le catene pisane sottratte dopo la battaglia della Meloria Le catene pisane sottratte dopo la battaglia della Meloria
La facciata La facciata
La santa croce La santa croce
Il campanile Il campanile
La piazza e la facciata La piazza e la facciata

I monegliesi ebbero un ruolo importante nella battaglia navale della Meloria, che nel 1284 vide i genovesi vittoriosi sui pisani: la Repubblica donò agli alleati alcuni grandi anelli della catena che chiudeva il porto pisano, ora murati su una delle pareti della chiesa di Santa Croce. È questa la più antica delle due maggiori chiese di Moneglia, costruita nel 1726 da Orazio Bassetti sui resti della primitiva pieve originaria del X-XII secolo.

L'intitolazione deriva dall'antichissima croce lignea con la figura di Cristo ritrovata, secondo la tradizione, in riva al mare dopo una mareggiata. L'edificio è caratterizzato da una grande navata unica rettangolare sormontata da una volta a botte lunettata. Le pareti longitudinali sono movimentate da quattro profonde cappelle per lato comunicanti tra loro. Le numerose finestre illuminano in modo diffuso l'interno.

La facciata presenta tre porte d'accesso e un timpano triangolare. ll campanile è uno dei più alti di Liguria; il suo restauro nel 1875 è attestato da un'epigrafe dell'illustre storico dell'arte Federico Alizeri, posta sulla porta. Sul fianco destro della chiesa è murata una lapide datata 1290 con bassorilievo di San Giorgio che uccide il drago intitolata a Trancheo Stanco e agli altri monegliesi che hanno offerto un valoroso aiuto a Genova nella battaglia di Porto Pisano.

All'interno si conservano la scultura lignea dell'Immacolata di Anton Maria Maragliano e in sagrestia l'Ultima Cena di Luca Cambiaso, in cui secondo alcuni dovrebbe riconoscersi l'autoritratto dello stesso artista. La chiesa si affaccia su un sagrato decorato nel 1822 a mosaico policromo di ciottoli bianchi, rossi e neri.

Chiesa di Santa Croce
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Moneglia

I monegliesi ebbero un ruolo importante nella battaglia navale della Meloria, che nel 1284 vide i genovesi vittoriosi sui pisani: la Repubblica donò agli alleati alcuni grandi anelli della catena che chiudeva il porto pisano, ora murati su una delle pareti della chiesa di Santa Croce. È questa la più antica delle due maggiori chiese di Moneglia, costruita nel 1726 da Orazio Bassetti sui resti della primitiva pieve originaria del X-XII secolo.

L'intitolazione deriva dall'antichissima croce lignea con la figura di Cristo ritrovata, secondo la tradizione, in riva al mare dopo una mareggiata. L'edificio è caratterizzato da una grande navata unica rettangolare sormontata da una volta a botte lunettata. Le pareti longitudinali sono movimentate da quattro profonde cappelle per lato comunicanti tra loro. Le numerose finestre illuminano in modo diffuso l'interno.

La facciata presenta tre porte d'accesso e un timpano triangolare. ll campanile è uno dei più alti di Liguria; il suo restauro nel 1875 è attestato da un'epigrafe dell'illustre storico dell'arte Federico Alizeri, posta sulla porta. Sul fianco destro della chiesa è murata una lapide datata 1290 con bassorilievo di San Giorgio che uccide il drago intitolata a Trancheo Stanco e agli altri monegliesi che hanno offerto un valoroso aiuto a Genova nella battaglia di Porto Pisano.

All'interno si conservano la scultura lignea dell'Immacolata di Anton Maria Maragliano e in sagrestia l'Ultima Cena di Luca Cambiaso, in cui secondo alcuni dovrebbe riconoscersi l'autoritratto dello stesso artista. La chiesa si affaccia su un sagrato decorato nel 1822 a mosaico policromo di ciottoli bianchi, rossi e neri.