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Chiesa di San Pietro in Banchi

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Genova

La chiesa di San Pietro in Banchi viene eretta dal 1572 al 1585 nel luogo di confluenza del sistema viario Soziglia-Luccoli con S. Luca, a ridosso della cinta del IX secolo e a monte della "Ripa Maris". Già dal XII secolo piazza Banchi è uno dei tre grandi mercati della citta (quello del grano) e nel secolo successivo diventa la "piazza dei banchieri".

L'antica chiesa di S. Pietro della Porta, probabilmente situata in un'area corrispondente all'edificio attuale ma con l'ingresso orientato alla marina, viene distrutta dall'incendio che nel 1398 coinvolge i vicini banchi del Comune, immediatamente ripristinati. Per la chiesa si dovra attendere fino agli inizi del '500 quando inizia a profilarsi l'ipotesi di una totale riorganizzazione della piazza attraverso un suo ampliamento e la costruzione ex-novo degli edifici che su questa prospettano.

Edificata per iniziativa del Governo a ringraziamento per la fine di un'epidemia, essa risponde soprattutto a quell'esigenza autocelebrativa dei ceti dominanti che determina in quegli anni la ristrutturazione degli ambienti pubblici rappresentativi: piazza Banchi, centro dei commerci, e Palazzo Ducale, sede del Governo. Progettata nel 1572 da Bernardino Cantone, architetto camerale dal 1547 al 1576 - istituzione voluta dai Padri del Comune per sovrintendere alle opere urbane e infrastrutturali della citta - San Pietro viene completata tra il 1584 e il 1588 da Andrea Ceresola, il Vannone, e da Giovanni Ponsello (o Ponzello).

Questi ultimi sono alcuni tra i maggiori progettisti del panorama architettonico locale tra '500 e inizio '600; tecnici, architetti e capi d'opera che sono presenti alternativamente nelle più importanti fabbriche della città, da S. Maria in Carignano ai palazzi di Strada Nuova, dalle fortificazioni alle ville suburbane. Nell'intervento di piazza Banchi non confluisce soltanto il patrimonio di esperienze tecnico-architettoniche acquisite nei cantieri, ma anche il sistema di gestione finanziaria sperimentato positivamente nella lottizzazione di Strada Nuova.

I Deputati della Fabbriche adottano l'espediente dell'autofinanziamento: la chiesa viene collocata su un intero piano a botteghe che potranno essere date in affitto o vendute all'asta pubblica. Per la soluzione architettonica i progettisti si ispirano a Santa Maria in Carignano con uno schema ad impianto centrale, adatto ad uno spazio ristretto e condizionato dal basamento sottostante. Il modello alessiano, seppur con proporzioni diverse, si ritrova nella scansione del prospetti a paraste, nella risoluzione del tamburo della cupola ottagona, ritmato da finestre e lesene binate, e nei campanili conclusi da pinnacoli ma giunge ad un esito compositivo finale di sostanziale squilibrio delle masse volumetriche.

Notevole è l'effetto di quinta scenografica rimarcato dalla posizione sopraelevata, dall'ampio scalone di accesso e dagli affreschi a motivi architettonici del fronte principale riportati allo stato originario da un recente intervento di restauro.

Chiesa di San Pietro in Banchi
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Genova

La chiesa di San Pietro in Banchi viene eretta dal 1572 al 1585 nel luogo di confluenza del sistema viario Soziglia-Luccoli con S. Luca, a ridosso della cinta del IX secolo e a monte della "Ripa Maris". Già dal XII secolo piazza Banchi è uno dei tre grandi mercati della citta (quello del grano) e nel secolo successivo diventa la "piazza dei banchieri".

L'antica chiesa di S. Pietro della Porta, probabilmente situata in un'area corrispondente all'edificio attuale ma con l'ingresso orientato alla marina, viene distrutta dall'incendio che nel 1398 coinvolge i vicini banchi del Comune, immediatamente ripristinati. Per la chiesa si dovra attendere fino agli inizi del '500 quando inizia a profilarsi l'ipotesi di una totale riorganizzazione della piazza attraverso un suo ampliamento e la costruzione ex-novo degli edifici che su questa prospettano.

Edificata per iniziativa del Governo a ringraziamento per la fine di un'epidemia, essa risponde soprattutto a quell'esigenza autocelebrativa dei ceti dominanti che determina in quegli anni la ristrutturazione degli ambienti pubblici rappresentativi: piazza Banchi, centro dei commerci, e Palazzo Ducale, sede del Governo. Progettata nel 1572 da Bernardino Cantone, architetto camerale dal 1547 al 1576 - istituzione voluta dai Padri del Comune per sovrintendere alle opere urbane e infrastrutturali della citta - San Pietro viene completata tra il 1584 e il 1588 da Andrea Ceresola, il Vannone, e da Giovanni Ponsello (o Ponzello).

Questi ultimi sono alcuni tra i maggiori progettisti del panorama architettonico locale tra '500 e inizio '600; tecnici, architetti e capi d'opera che sono presenti alternativamente nelle più importanti fabbriche della città, da S. Maria in Carignano ai palazzi di Strada Nuova, dalle fortificazioni alle ville suburbane. Nell'intervento di piazza Banchi non confluisce soltanto il patrimonio di esperienze tecnico-architettoniche acquisite nei cantieri, ma anche il sistema di gestione finanziaria sperimentato positivamente nella lottizzazione di Strada Nuova.

I Deputati della Fabbriche adottano l'espediente dell'autofinanziamento: la chiesa viene collocata su un intero piano a botteghe che potranno essere date in affitto o vendute all'asta pubblica. Per la soluzione architettonica i progettisti si ispirano a Santa Maria in Carignano con uno schema ad impianto centrale, adatto ad uno spazio ristretto e condizionato dal basamento sottostante. Il modello alessiano, seppur con proporzioni diverse, si ritrova nella scansione del prospetti a paraste, nella risoluzione del tamburo della cupola ottagona, ritmato da finestre e lesene binate, e nei campanili conclusi da pinnacoli ma giunge ad un esito compositivo finale di sostanziale squilibrio delle masse volumetriche.

Notevole è l'effetto di quinta scenografica rimarcato dalla posizione sopraelevata, dall'ampio scalone di accesso e dagli affreschi a motivi architettonici del fronte principale riportati allo stato originario da un recente intervento di restauro.