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Santuario di Nostra Signora del Monte

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Genova
La facciata La facciata
Una delle cappelle Una delle cappelle
L'interno L'interno
Uno degli affreschi Uno degli affreschi
L'interno L'interno
L'interno L'interno
L'interno L'interno

Il Santuario di Nostra Signora del Monte sorge su un'altura da cui si domina la parte orientale della città e la bassa Val Bisagno, dirimpetto alla collina del Righi. Le prime notizie storicamente accertate testimoniano la presenza di una chiesa sul Monte già nel XII secolo. Nel 1387 il priorato del Monte viene affidato ai canonici regolari mortariensi e, dal 1444 ai francescani Osservanti.

Nel XVII secolo tutto il complesso architettonico subisce numerosi interventi di rifacimento e di ampliamento che hanno in parte occultato le murature quattrocentesche. L'accesso al monte agli inizi del XVII secolo comprendeva gia tutte le "salite" attuali che dalla chiesa si irradiano verso S. Martino (Salita Vecchia), S. Fruttuoso (Salita Nuova), Paverano e Marassi e proseguono quindi verso Pianderlino e i Camaldoli. Giungendo dalla Salita Vecchia di Nostra Signora del Monte o, in alternativa, dalla Salita Nuova (costruita tra il 1748 e il 1756), si accede alla chiesa dall'arioso piazzale, lastricato in ciottoli bianchi e neri che al centro formano lo stemma della città di Genova.

A levante della chiesa si trova il bosco di lecci e piante mediterranee donato al convento da Raffaele Adorno nel 1444. Parte integrante dell'antica creuza detta Salita Nuova di Nostra Signora del Monte, sono le quindici cappellette affrescate della Via Crucis di origine settecentesca, disseminate lungo l'intero percorso fino al Santuario. L'impianto attuale della chiesa è a tre navate in stile barocco che conservano numerose opere figurative del Cinquecento e del Seicento.

Tra le principali meritano particolare attenzione: San Giovanni predica alle turbe di Lazzaro Calvi; San Francesco in Estasi, l'Assunta e la Sacra Famiglia e Sant'Anna di Domenico Fiasella; l'Ultima Cena di Orazio De Ferrari e la Natività di Giovanni Battista Carlone e il tardoquattrocentesco polittico dell'Annunciazione di Giacomo Serfolio. Il Santuario è inoltre ricco di opere marmoree tra le quali, oltre l'altare maggiore e la cappella detta "Scurolo", merita particolarmente la cinquecentesca lastra tombale di Stefano Salvago.

Santuario di Nostra Signora del Monte
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Genova

Il Santuario di Nostra Signora del Monte sorge su un'altura da cui si domina la parte orientale della città e la bassa Val Bisagno, dirimpetto alla collina del Righi. Le prime notizie storicamente accertate testimoniano la presenza di una chiesa sul Monte già nel XII secolo. Nel 1387 il priorato del Monte viene affidato ai canonici regolari mortariensi e, dal 1444 ai francescani Osservanti.

Nel XVII secolo tutto il complesso architettonico subisce numerosi interventi di rifacimento e di ampliamento che hanno in parte occultato le murature quattrocentesche. L'accesso al monte agli inizi del XVII secolo comprendeva gia tutte le "salite" attuali che dalla chiesa si irradiano verso S. Martino (Salita Vecchia), S. Fruttuoso (Salita Nuova), Paverano e Marassi e proseguono quindi verso Pianderlino e i Camaldoli. Giungendo dalla Salita Vecchia di Nostra Signora del Monte o, in alternativa, dalla Salita Nuova (costruita tra il 1748 e il 1756), si accede alla chiesa dall'arioso piazzale, lastricato in ciottoli bianchi e neri che al centro formano lo stemma della città di Genova.

A levante della chiesa si trova il bosco di lecci e piante mediterranee donato al convento da Raffaele Adorno nel 1444. Parte integrante dell'antica creuza detta Salita Nuova di Nostra Signora del Monte, sono le quindici cappellette affrescate della Via Crucis di origine settecentesca, disseminate lungo l'intero percorso fino al Santuario. L'impianto attuale della chiesa è a tre navate in stile barocco che conservano numerose opere figurative del Cinquecento e del Seicento.

Tra le principali meritano particolare attenzione: San Giovanni predica alle turbe di Lazzaro Calvi; San Francesco in Estasi, l'Assunta e la Sacra Famiglia e Sant'Anna di Domenico Fiasella; l'Ultima Cena di Orazio De Ferrari e la Natività di Giovanni Battista Carlone e il tardoquattrocentesco polittico dell'Annunciazione di Giacomo Serfolio. Il Santuario è inoltre ricco di opere marmoree tra le quali, oltre l'altare maggiore e la cappella detta "Scurolo", merita particolarmente la cinquecentesca lastra tombale di Stefano Salvago.