vai al contenuto vai al footer

Santuario di Nostra Signora di Loreto a Oregina

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Genova

Fondato verso il 1634 da un gruppo di monaci che si stabiliscono sulle alture di Oregina con l'intenzione di dare vita ad un nuovo ordine ("Hecce Homo"), il Santuario è inizialmente una cappella simile, seppur in forma semplificata, alla Santa Casa di Loreto e si colloca nei pressi di un muro su cui era situata, secondo la tradizione, un'immagine della Madonna.

Nello stesso anno l'Inquisitore del Santo Uffizio scioglie la comunità, in sospetto di eresia, e nel 1635 viene dato incarico ai Padri Minori Osservanti di proseguire la costruzione del piccolo santuario. Il nuovo edificio sorge tra il 1650 e il 1655, quando il fervore religioso verso la figura della Madonna promuove l'edificazione e la risistemazione dei santuari mariani in tutto il territorio genovese (Nostra Signora Assunta di Carbonara, Nostra Signora dei Giovi e Nostra Signora della Guardia a Bavari) secondo uno schema planimetrico pseudo-ovale o ad ottagono allungato, ottenuto dalla combinazione dei tipi centrale e longitudinale.

L'originaria cappella di nove metri per quattro con copertura a doppio spiovente e decorazione esterna ad affresco è quindi inglobata al centro della nuova costruzione in aderenza alla balaustra dell'altare maggiore e diventa il fulcro dell'intero complesso. Lo spazio interno, di vaste proporzioni, è organizzato in maniera bidirezionale con l'asse longitudinale rafforzato dall'atrio e con le pareti diagonali molto accentuate ed è definito da un ottagono allungato privo, in questo caso, dell'usuale presbiterio intermedio nella zona absidale.

L'impianto, coperto da una volta su pennacchi, presenta volutamente una sequenza di superfici prive di apparati decorativi il cui rigore compositivo ne sottolinea la funzione di "sfondo". La demolizione nel 1928 della cappella originaria fa apparire ancora più sobrii gli interni che avevano gia subito un impoverimento negli arredi attraverso la soppressione ottocentesca di alcuni altari. La facciata, realizzata nel XVIII secolo (circa 1707), è in sintonia con la risoluzione planimetrica anche se accentua, per un'evidente esigenza scenografico-decorativa tipica delle chiese barocche liguri settecentesche, il proprio "verticalismo": alla parte inferiore segnata da un semplice portale e da sue lesene laterali si contrappone la zona superiore impostata attorno ad una grande serliana affiancata da paraste corinzie binate con nicchie semicircolari e conclusa da un fastigio centinato a stucco in cui è riprodotto il simbolo francescano.

Sempre nella seconda metà del XVIII secolo viene risistemato l'antistante piazzale alberato; la costruzione sul lato sud di due muraglioni circolari di contenimento permette l'inserimento di una lunga scalinata d'accesso che ha nella facciata il proprio fondale scenografico.

Santuario di Nostra Signora di Loreto a Oregina
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Genova

Fondato verso il 1634 da un gruppo di monaci che si stabiliscono sulle alture di Oregina con l'intenzione di dare vita ad un nuovo ordine ("Hecce Homo"), il Santuario è inizialmente una cappella simile, seppur in forma semplificata, alla Santa Casa di Loreto e si colloca nei pressi di un muro su cui era situata, secondo la tradizione, un'immagine della Madonna.

Nello stesso anno l'Inquisitore del Santo Uffizio scioglie la comunità, in sospetto di eresia, e nel 1635 viene dato incarico ai Padri Minori Osservanti di proseguire la costruzione del piccolo santuario. Il nuovo edificio sorge tra il 1650 e il 1655, quando il fervore religioso verso la figura della Madonna promuove l'edificazione e la risistemazione dei santuari mariani in tutto il territorio genovese (Nostra Signora Assunta di Carbonara, Nostra Signora dei Giovi e Nostra Signora della Guardia a Bavari) secondo uno schema planimetrico pseudo-ovale o ad ottagono allungato, ottenuto dalla combinazione dei tipi centrale e longitudinale.

L'originaria cappella di nove metri per quattro con copertura a doppio spiovente e decorazione esterna ad affresco è quindi inglobata al centro della nuova costruzione in aderenza alla balaustra dell'altare maggiore e diventa il fulcro dell'intero complesso. Lo spazio interno, di vaste proporzioni, è organizzato in maniera bidirezionale con l'asse longitudinale rafforzato dall'atrio e con le pareti diagonali molto accentuate ed è definito da un ottagono allungato privo, in questo caso, dell'usuale presbiterio intermedio nella zona absidale.

L'impianto, coperto da una volta su pennacchi, presenta volutamente una sequenza di superfici prive di apparati decorativi il cui rigore compositivo ne sottolinea la funzione di "sfondo". La demolizione nel 1928 della cappella originaria fa apparire ancora più sobrii gli interni che avevano gia subito un impoverimento negli arredi attraverso la soppressione ottocentesca di alcuni altari. La facciata, realizzata nel XVIII secolo (circa 1707), è in sintonia con la risoluzione planimetrica anche se accentua, per un'evidente esigenza scenografico-decorativa tipica delle chiese barocche liguri settecentesche, il proprio "verticalismo": alla parte inferiore segnata da un semplice portale e da sue lesene laterali si contrappone la zona superiore impostata attorno ad una grande serliana affiancata da paraste corinzie binate con nicchie semicircolari e conclusa da un fastigio centinato a stucco in cui è riprodotto il simbolo francescano.

Sempre nella seconda metà del XVIII secolo viene risistemato l'antistante piazzale alberato; la costruzione sul lato sud di due muraglioni circolari di contenimento permette l'inserimento di una lunga scalinata d'accesso che ha nella facciata il proprio fondale scenografico.