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Villa Gavotti

Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
- Albisola Superiore
La villa La villa

Villa Gavotti è visibile subito all'uscita del casello autostradale di Albisola. Viene fatta costruire tra il 1739 e il 1759 da Francesco Maria della Rovere sull'area dove sorgeva l'edificio quattrocentesco, ritenuto casa natale di Giuliano della Rovere, divenuto Papa Giulio II.

Direttore dei lavori è stato Gerolamo Brusco, architetto della Serenissima Repubblica di Genova. Due corpi, aggiunti alla precedente struttura, cingono un giardino all'italiana con fontane, sculture e grotteschi, mentre una cappella, su un'ala del corpo di fabbrica, e terrazzi ornati in stile rococò contribuiscono a dare un particolare effetto scenografico.

L'interno ha sale dedicate alle quattro stagioni dell'anno, decorate con stucchi policromi e maioliche di produzione locale. La tradizione vuole che Francesco della Rovere abbia impegnato nella costruzione della villa oltre 110.000 zecchini d'oro di Venezia, lasciando agli eredi il compito di proseguire i lavori. A fine Settecento, la villa è passata poi alla famiglia genovese e savonese Gavotti, legata da parentela con i Della Rovere.

La presenza di questa villa è il simbolo di un progetto grandioso, teso a modificare il territorio in base alle esigenze delle famiglie Rovere e Gavotti che ne erano proprietarie. Attorno alla villa esisteva infatti un'area paludosa, poi bonificata per acquisire nuovi terreni da coltivare e trasformata con argini e incanalature per l'utilizzo delle acque.

Villa Gavotti
Tipologia: Architetture/Ville e palazzi
Albisola Superiore

Villa Gavotti è visibile subito all'uscita del casello autostradale di Albisola. Viene fatta costruire tra il 1739 e il 1759 da Francesco Maria della Rovere sull'area dove sorgeva l'edificio quattrocentesco, ritenuto casa natale di Giuliano della Rovere, divenuto Papa Giulio II.

Direttore dei lavori è stato Gerolamo Brusco, architetto della Serenissima Repubblica di Genova. Due corpi, aggiunti alla precedente struttura, cingono un giardino all'italiana con fontane, sculture e grotteschi, mentre una cappella, su un'ala del corpo di fabbrica, e terrazzi ornati in stile rococò contribuiscono a dare un particolare effetto scenografico.

L'interno ha sale dedicate alle quattro stagioni dell'anno, decorate con stucchi policromi e maioliche di produzione locale. La tradizione vuole che Francesco della Rovere abbia impegnato nella costruzione della villa oltre 110.000 zecchini d'oro di Venezia, lasciando agli eredi il compito di proseguire i lavori. A fine Settecento, la villa è passata poi alla famiglia genovese e savonese Gavotti, legata da parentela con i Della Rovere.

La presenza di questa villa è il simbolo di un progetto grandioso, teso a modificare il territorio in base alle esigenze delle famiglie Rovere e Gavotti che ne erano proprietarie. Attorno alla villa esisteva infatti un'area paludosa, poi bonificata per acquisire nuovi terreni da coltivare e trasformata con argini e incanalature per l'utilizzo delle acque.