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Chiesa di Sant'Antonio Abate a Dolceacqua

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Dolceacqua
La chiesa di Sant'Antonio Abate La chiesa di Sant'Antonio Abate
L'interno L'interno
La facciata La facciata
La chiesa di Sant'Antonio Abate La chiesa di Sant'Antonio Abate

L'edificio, che nel 1468 ha esautorato la pieve di San Giorgio assumendo le funzioni di parrocchia, è stato costruito nel 1471 dal lombardo Bartolomeo De Lancia, e ampliato a tre navate tra il 1860 ed il 1865. Il campanile è formato da una torre della cinta muraria sopraelevata nel '600 dal capomastro di Dolceacqua Antonio Garoscio. All'interno, ricoperto di stucchi e affreschi, è conservato il polittico di Santa Devota di Ludovico Brea, databile dopo il 1515, opera nella quale si coglie l'influsso dei seguaci lombardi di Leonardo da Vinci.

Intorno ad una nicchia sopra l'altare del Rosario è collocata la serie dei Misteri Gaudiosi Dolorosi e Gloriosi, attribuibile a un pittore genovese della fine del '500. Nel presbiterio sono conservati un altare marmoreo secentesco e un bel ciborio rinascimentale, pure in marmo, di bottega lombardo-genovese.

Chiesa di Sant'Antonio Abate a Dolceacqua
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Dolceacqua

L'edificio, che nel 1468 ha esautorato la pieve di San Giorgio assumendo le funzioni di parrocchia, è stato costruito nel 1471 dal lombardo Bartolomeo De Lancia, e ampliato a tre navate tra il 1860 ed il 1865. Il campanile è formato da una torre della cinta muraria sopraelevata nel '600 dal capomastro di Dolceacqua Antonio Garoscio. All'interno, ricoperto di stucchi e affreschi, è conservato il polittico di Santa Devota di Ludovico Brea, databile dopo il 1515, opera nella quale si coglie l'influsso dei seguaci lombardi di Leonardo da Vinci.

Intorno ad una nicchia sopra l'altare del Rosario è collocata la serie dei Misteri Gaudiosi Dolorosi e Gloriosi, attribuibile a un pittore genovese della fine del '500. Nel presbiterio sono conservati un altare marmoreo secentesco e un bel ciborio rinascimentale, pure in marmo, di bottega lombardo-genovese.