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Santuario di Nostra Signora della Rovere

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- San Bartolomeo al Mare
La facciata La facciata
La chiesa La chiesa
L'interno L'interno

Particolarmente sentito nel sentimento religioso degli abitanti di San Bartolomeo e di tutte le valli del comprensorio dianese sino ad Imperia rimane a tutt'oggi il santuario di Nostra Signora della Rovere, gia definito da Nino Lamboglia, che negli anni '50 intraprese le prime ricerche e i primi restauri della chiesa, l'ultima eco della robur (quercia, rovere) del dio Bormanus.

Scavi recenti, effettuati in occasione del consolidamento delle fondazioni dell'edificio religioso, hanno portato alla scoperta di un'ampia arca cimiteriale datata tra il XIV e il XV secolo, sia all'esterno che all'interno della chiesa, oltre ad accertare l'esistenza di almeno due fasi più antiche dell'edificio oggi conservato, confermando la tradizione dell'antichità del santuario, sorto nel Trecento per venerare la statua lignea della Madonna miracolosamente rinvenuta su un albero di rovere, sui resti di un precedente impianto paleocristiano.

L'edificio ha subito successivi ampliamenti e modifiche nel corso del XVII secolo. L'attuale santuario, frutto di un rifacimento del XVI secolo, è preceduto da un sagrato in ciottoli bianchi e neri. La facciata è in stile neoclassico, rifatta dall'architetto Angelo Ardissone nell'Ottocento. L'edificio presenta pianta longitudinale, con abside poligonale a tre navate separate da pilastri irregolarmente disposti, a dimostrazione dei numerosi rimaneggiamenti subiti nei secoli successivi. All'esterno è da notare il campanile, costruito nel 1602, l'antico portale in ardesia del 1553, arricchito da un bassorilievo raffigurante l'Annunciazione, e la porta in rame sbalzato di recente fattura, realizzata dallo scultore Eli Riva da Como.

Il santuario conserva al suo interno numerose immagini della Vergine: un dipinto ad olio su tavola del XVI secolo di scuola fiamminga, un crocifisso ligneo di tipo catalano in legno d'ulivo del XV secolo, forse di produzione locale; una tavola cinquecentesca della Madonna col Bambino e quattro pannelli lignei provenienti in origine da un grande polittico di una pala con l'Annunciazione, San Giovanni Battista e l'Eterno, opera di Giulio De Rossi del 1578. L'ovale affrescato da Tommaso Carrega (1808) è incorniciato da pregevoli stucchi dell'inizio del XIX secolo.

Il santuario della Madonna della Rovere è noto per il Concorso Internazionale di Esecuzione Vocale e Strumentale per Giovani "Rovere d'Oro", che ne anima ogni estate il sagrato, ombreggiato da rigogliosi alberi di rovere.
Per maggiori informazioni e per gli orari di apertura e visita: www.santuariodellarovere.it/

Itinerari

Questo luogo appartiene all'itinerario
Santuario di Nostra Signora della Rovere
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
San Bartolomeo al Mare

Particolarmente sentito nel sentimento religioso degli abitanti di San Bartolomeo e di tutte le valli del comprensorio dianese sino ad Imperia rimane a tutt'oggi il santuario di Nostra Signora della Rovere, gia definito da Nino Lamboglia, che negli anni '50 intraprese le prime ricerche e i primi restauri della chiesa, l'ultima eco della robur (quercia, rovere) del dio Bormanus.

Scavi recenti, effettuati in occasione del consolidamento delle fondazioni dell'edificio religioso, hanno portato alla scoperta di un'ampia arca cimiteriale datata tra il XIV e il XV secolo, sia all'esterno che all'interno della chiesa, oltre ad accertare l'esistenza di almeno due fasi più antiche dell'edificio oggi conservato, confermando la tradizione dell'antichità del santuario, sorto nel Trecento per venerare la statua lignea della Madonna miracolosamente rinvenuta su un albero di rovere, sui resti di un precedente impianto paleocristiano.

L'edificio ha subito successivi ampliamenti e modifiche nel corso del XVII secolo. L'attuale santuario, frutto di un rifacimento del XVI secolo, è preceduto da un sagrato in ciottoli bianchi e neri. La facciata è in stile neoclassico, rifatta dall'architetto Angelo Ardissone nell'Ottocento. L'edificio presenta pianta longitudinale, con abside poligonale a tre navate separate da pilastri irregolarmente disposti, a dimostrazione dei numerosi rimaneggiamenti subiti nei secoli successivi. All'esterno è da notare il campanile, costruito nel 1602, l'antico portale in ardesia del 1553, arricchito da un bassorilievo raffigurante l'Annunciazione, e la porta in rame sbalzato di recente fattura, realizzata dallo scultore Eli Riva da Como.

Il santuario conserva al suo interno numerose immagini della Vergine: un dipinto ad olio su tavola del XVI secolo di scuola fiamminga, un crocifisso ligneo di tipo catalano in legno d'ulivo del XV secolo, forse di produzione locale; una tavola cinquecentesca della Madonna col Bambino e quattro pannelli lignei provenienti in origine da un grande polittico di una pala con l'Annunciazione, San Giovanni Battista e l'Eterno, opera di Giulio De Rossi del 1578. L'ovale affrescato da Tommaso Carrega (1808) è incorniciato da pregevoli stucchi dell'inizio del XIX secolo.

Il santuario della Madonna della Rovere è noto per il Concorso Internazionale di Esecuzione Vocale e Strumentale per Giovani "Rovere d'Oro", che ne anima ogni estate il sagrato, ombreggiato da rigogliosi alberi di rovere.
Per maggiori informazioni e per gli orari di apertura e visita: www.santuariodellarovere.it/

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