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Chiesa di San Martino

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Stella
La chiesa La chiesa
La facciata La facciata

Una piccola cappella doveva gia esistere nel V secolo. L'edificio è stato ampliato nel corso dei secoli ed è stato consacrato a parrocchia intorno al 1550. La chiesa ha una pianta a croce latina, a tre navate, e la cupola, interamente affrescata, è impostata al centro del transetto. Le tre navate sono scandite da tre pilastri a croce rivestiti in marmo, sormontati da capitelli corinzi dorati.

All'interno si possono osservare inoltre un pulpito ottocentesco in calce e pietra, un bel battistero in marmo risalente alla prima metà del XVIII secolo, una statua processionale raffigurante San Martino nell'atto di dividere il mantello con un povero, una tela settecentesca con L'incoronazione della Vergine del Ratti e un coro ligneo di fine Settecento.

Da San Martino si raggiunge Gameragna, un altro piccolo nucleo abitato, riunito attorno alla chiesa e all'oratorio dedicati a San Sebastiano, rispettivamente del XVI e del XVII secolo. All'interno della chiesa si trova una misura in marmo, dello staio pubblico della Repubblica di Genova, realizzata nel 1583. Proseguendo oltre il bivio del Salto, si arriva a Santa Giustina, possesso nel Medioevo dell'Abbazia di Sezzadio e diventa parrocchia nel 1853.

La chiesa è stata ricostruita dallo studioso Don Perrando, il quale si è dedicato alla ricerca e alla classificazione dei fossili di questo territorio. All'interno della chiesa si puo osservare un dipinto di Luca Cambiaso.

Chiesa di San Martino
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Stella

Una piccola cappella doveva gia esistere nel V secolo. L'edificio è stato ampliato nel corso dei secoli ed è stato consacrato a parrocchia intorno al 1550. La chiesa ha una pianta a croce latina, a tre navate, e la cupola, interamente affrescata, è impostata al centro del transetto. Le tre navate sono scandite da tre pilastri a croce rivestiti in marmo, sormontati da capitelli corinzi dorati.

All'interno si possono osservare inoltre un pulpito ottocentesco in calce e pietra, un bel battistero in marmo risalente alla prima metà del XVIII secolo, una statua processionale raffigurante San Martino nell'atto di dividere il mantello con un povero, una tela settecentesca con L'incoronazione della Vergine del Ratti e un coro ligneo di fine Settecento.

Da San Martino si raggiunge Gameragna, un altro piccolo nucleo abitato, riunito attorno alla chiesa e all'oratorio dedicati a San Sebastiano, rispettivamente del XVI e del XVII secolo. All'interno della chiesa si trova una misura in marmo, dello staio pubblico della Repubblica di Genova, realizzata nel 1583. Proseguendo oltre il bivio del Salto, si arriva a Santa Giustina, possesso nel Medioevo dell'Abbazia di Sezzadio e diventa parrocchia nel 1853.

La chiesa è stata ricostruita dallo studioso Don Perrando, il quale si è dedicato alla ricerca e alla classificazione dei fossili di questo territorio. All'interno della chiesa si puo osservare un dipinto di Luca Cambiaso.