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Cappella di San Fermo a Vobbia

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Vobbia
La Cappella di San Fermo La Cappella di San Fermo
La lapide iscritta La lapide iscritta

Presso il valico stradale omonimo, a 1177 metri di altitudine, si trova la cappella di San Fermo, posta sul confine e sullo spartiacque che divide il Piemonte dalla Liguria. Pare che nella zona avesse sede l'abbazia benedettina di San Clemente andata distrutta nel X secolo. Al suo posto è rimasta l'attuale cappella costruita sulla sommitá del monte.

Tuttavia nel 1582 monsignor Bossio ha ordinato la demolizione della chiesetta poiché vi potevano dormire "persone erranti capaci di commettere qualsiasi atto nefando", ma cio evidentemente non è avvenuto poiché nel 1596 viene nuovamente ordinato di distruggerla o provvedere a ripararla. Nel 1652, la chiesa aveva il proprio rettore e ne era patrono il nobile Gerolamo Spinola mentre nel XVIII secolo Giacomo Filippo Fieschi si diceva abate di San Clemente, citando in un atto il "dominio diretto dell'abazia di San Clemente"; " data nella nostra Abazia [..] 1768".

Piú recentemente San Fermo ha subito due volte il bombardamento dei cannoni tedeschi posti a Crocefieschi nel 1944-45 e è stata adibita a rifugio sia dai partigiani sia dai soldati tedeschi, ma è stata prontamente restaurata dalla popolazione che, devota, sale ancor oggi dalle valli limitrofe al monte ogni 9 Agosto per la festa del santo.

L'interno dell'edificio si presenta ad una sola navata, con abside che accoglie l'altare. Sopra all'altare é posta una moderna statua di San Fermo in legno policromo, mentre ai lati sono collocati due bassorilievi di Santi recanti lo stemma Spinola che la tradizione indica come provenienti dalla distrutta Abbazia di San Clemente.

Cappella di San Fermo a Vobbia
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Vobbia

Presso il valico stradale omonimo, a 1177 metri di altitudine, si trova la cappella di San Fermo, posta sul confine e sullo spartiacque che divide il Piemonte dalla Liguria. Pare che nella zona avesse sede l'abbazia benedettina di San Clemente andata distrutta nel X secolo. Al suo posto è rimasta l'attuale cappella costruita sulla sommitá del monte.

Tuttavia nel 1582 monsignor Bossio ha ordinato la demolizione della chiesetta poiché vi potevano dormire "persone erranti capaci di commettere qualsiasi atto nefando", ma cio evidentemente non è avvenuto poiché nel 1596 viene nuovamente ordinato di distruggerla o provvedere a ripararla. Nel 1652, la chiesa aveva il proprio rettore e ne era patrono il nobile Gerolamo Spinola mentre nel XVIII secolo Giacomo Filippo Fieschi si diceva abate di San Clemente, citando in un atto il "dominio diretto dell'abazia di San Clemente"; " data nella nostra Abazia [..] 1768".

Piú recentemente San Fermo ha subito due volte il bombardamento dei cannoni tedeschi posti a Crocefieschi nel 1944-45 e è stata adibita a rifugio sia dai partigiani sia dai soldati tedeschi, ma è stata prontamente restaurata dalla popolazione che, devota, sale ancor oggi dalle valli limitrofe al monte ogni 9 Agosto per la festa del santo.

L'interno dell'edificio si presenta ad una sola navata, con abside che accoglie l'altare. Sopra all'altare é posta una moderna statua di San Fermo in legno policromo, mentre ai lati sono collocati due bassorilievi di Santi recanti lo stemma Spinola che la tradizione indica come provenienti dalla distrutta Abbazia di San Clemente.