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Festival di Sanremo 2016

Dal 9 al 13 febbraio 2016
Sanremo
Il sessantaseiesimo Festival della Canzone Italiana, al Teatro Ariston di Sanremo da martedì 9 a sabato 13 febbraio 2016: una manifestazione che da tempo muove la cultura pop italiana
Festival di Sanremo 2016

Moderno o antiquato, progressista o conservatore, borghese o hippy, “ganzo” o “matusa”, “rock” o “lento”. Negli anni, s’è detto tutto e il contrario di tutto sul Festival di Sanremo. C’è chi o ama alla follia e non vede l’ora di passare le serate sanremesi incollato davanti alla tv e chi lo considera una inutile rassegna di canzonette.  Come molti aspetti, nel nostro Paese, anche il Festival di Sanremo divide. E forse, proprio questo, è sintomo di una sua importanza culturale. Del festival in qualche modo parlano tutti e, quale che sia l’opinione, non si può negare che qualcosa di ciò che è avvenuto ed avverrà sul palco dell’Ariston sia entrato a far parte del nostro bagaglio culturale. Grazie a questo suo effetto di travaso, di trasfusione, il Festival è diventato un pentolone in cui finisce ogni vizio e ogni virtù del nostro Paese.
Se è innegabile che, in alcuni momenti storici, il Festival ha rappresentato lo specchio della società e della cultura italiana – basti pensare al "Vola colomba " di Nilla Pizzi nel 1952, immagine dell'Italia che si stava rialzando o al  "Chi non lavora non fa l'amore" di Adriano Celentano nel 1971, simbolo di un boom ormai agli sgoccioli – oggi si continua a filtrare ciò che accade sul palco dell’Ariston con le lenti del sociologo, dello storico o del semiologo per raccontare l’Italia raccontando Sanremo.

Se non è più soltanto uno “specchio”, funzione assunta da altri fenomeni, il Festival funziona ancora bene da “travaso”, opera, cioè, una trasfusione tra i livelli culturali, trasformando il “pop” in qualcosa di più denso, rappresentativo di un’epoca, di un costume, addirittura di un momento storico, un’istantanea culturale. Tale ruolo è tuttora riconoscibile negli effetti delle edizioni passate.
In questa ottica, scenografia, presentatori, ospiti, e, soprattutto, i testi delle canzoni, sono gli elementi da tenere d’occhio. Dall’inserimento della temutissima scala centrale nella scenografia, nel 1984, proprio quando su Tv e giornali imperversava un’altra scala, quella mobile, intervenuta a regolare i salari, all’introduzione del dialetto nei testi, nel 2010, in anni di rivendicazioni “etniche” locali, a dettagli più  frivoli: dalla spallina di Patsy Kensit nel 1987 alla farfallina di Belen Rodriguez nel 2011, dalle irruzioni di Cavallo Pazzo alla protesta degli operai dell'Italsider, dal voto popolare con il Totip al “televoto” via sms, ai “cachet stellari” dei protagonisti in tempi di “spending review”. Letta così, in un continuum, la storia del Festival è la storia dell’Italia degli ultimi 66 anni.

Forse, tuttavia, gli esempi migliori si trovano nelle parole.

Dalle meteore linguistiche, come il “Katso Merta” (“guarda il mare” in finlandese) di Anna Falchi, a titoli che hanno fatto epoca come il “Grazie dei fior” di Nilla Pizzi, ai “tormentoni” come il “trottolino amoroso” di Minghi e Mietta (1990), agli “abusivi” degli Elio e le storie tese in “La terra dei cachi” (1996), ai “Salirò” di Daniele Silvestri (2002).
Dall’aggettivo “nazionalpopolare” arrivato da Gramsci a Sanremo passando per Pippo Baudo nel 1996, al “mollicare” l'entusiasmo di cui sarebbe affetto il giornalista Vincenzo Mollica, al dibattito “valletta” o “co-conduttrice” della passata edizione, ai testi ormai “sanremesi” delle canzoni. E poi le “cover”, i  “medley”, la “standing ovation”, il “flop”, le “gag” dei comici, l’onnipresente “share”, ormai entrati nei nostri dizionari. E attenzione alle “nuove proposte” che arrivano dai social network: “hashtag”, “tweet”, “like”. Quest’anno la presenza tra le nuove proposte di cantanti di origine straniera, egiziana e camerunense, non mancherà di suscitare attenzione. Il travaso, la trasfusione dall’Ariston all’italiano, continua.

Anche quest’anno qualcosa accadrà al Teatro Ariston di Sanremo da martedì 9 a sabato 13 febbraio 2016 e sui nostri schermi. E ormai anche tutti noi sappiamo che ben più importante di vincere o partecipare sarà esserci.